STORIE/ AGUILAR CAMIN sulla fronte ed infine la spremette fra le mani. - Non preoccupatevi. Gli agenti di pattuglia si riunirono attorno all'ufficiale e questi spiegò che si trattava di suoi parenti. Chiesero soltanto che sgomberassero presto il campo mentre si sarebbero occupati di disperdere la gente. - Tornatevene a casa, è tutto a posto - disse l'ufficiale a Lezama. Muovetevi prima che arrivi Gayosso a richiedere la sua quota per il favore. Entrarono tutti nella casa meno i Gemelli e La Pelle che continuava a gemere nonostante ora avesse sangue solo sulle guance, sulle tempie, sul naso, sulle labbra, sulle dita e sul collo. Colignon si mise l'asciugamano a mò di sciarpa e le si avvicinò. Geme Taco era ancora steso e si lamentava con Geme Tico prossimo al costato, recitando "La Magnifica". - Dica ai suoi fratelli che sopra c'è un telefono per avvisare un medico - propose Colignon a La Pelle - Se volete portiamo all'ospedale vostro fratello perché gli diano un'occhiata. - È tutta colpa tua - reiterò La Pelle. - Signorina, per favore - disse irritato Colignon in stile Pedro Armendàriz. Si dimenticò quindi di lei e si diresse verso Geme Tico: - Portiamo dentro tuo fratello, amico. Vedremo di fare il necessario. - Geme Tico aveva un taglio sulla testa e i suoi scarsi capelli erano coperti da un grumo di sangue. Ognuno prestò un braccio per aiutare Geme Taco e lo portarono dentro. Contemporaneamente, dopo essersi calmata, anche La Pelle li seguì. - Che razza di pestaggio, ragazzi! - diceva l'agente da dentro. - Mi ricorda i bei tempi, risse in ogni posto dove s'andava, alla Romita, alla Candelaria, a Martinéz de la Torre, Atencingo. Ovunque si andava si rischiava. Abbiamo distribuito parecchie credenziali vitalizie come ispettori di radici, ah ah. Gamiopichi cominciò a lamentarsi per un violentissimo mal di testa. Morales aveva la faccia sempre più infiammata, l'occhio sinistro era tumefatto e gonfio e sulla retina era visibile una grande macchia di sangue. Changole6n non poteva flettere il ginocchio e un dolore alla schiena gli impedì va di respirare. Le mani di Alatriste erano come un paio di guanti da beisbol, i pollici infiammati, le dita piene di tagli e morettoni. L'unghia del mignolo gli era saltata. Lezama andava e veniva con alcool e "Merthiolate". Nel frattempo l'ufficiale si era ormai appropriato della sala e parlava senza rivolgere la parola a nessuno in particolare. - Arrivarono dal camino, uno per uno, con i loro machetes e i Rifle calibro 22, uno per uno dal camino. Scapparono in montagna a ribellarsi come ai tempi della rivoluzione; è che EMILM.CIORAN CONSTANTINOICA L'AMICOLONTANO MARYDOUGLAS PUREZZAEPERICOLO 74 Iconcetti di contaminazione e tabù VITOFUMAGALLI L'ALBA DELMEDIOEVO CONSTANTINOICA SEIMALATTIE DELLOSPIRITO CONTEMPORANEO NICOLACHIAROMONTE CREDERE ENONCREDERE
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