Linea d'ombra - anno XI - n. 84 - lug./ago. 1993

STORIE/ AGUILAR CAMIN - La poesia epica non è forse stata sempre il tuo forte? - Questo sì, assieme all'interpretazione di Heidegger. si apprestano a raccomandare l'anima al Signore. -Vuoi forse dire che l'unica soluzione è massacrare quei demen ti? - disse Morales appoggiando la mano sulla nuca di Colignon che si era seduto sul letto. - Poiché se questo si deve trattare, non preoccuparti. Loro se la sono cercata? E allora noi mettiamo in campo il noto picchiatore Gamiopichi e la variante dell'uomo di Neanderthal che è al suo fianco - e segnalò Changole6n -; scendi anche tu in qualità d'interessato ed io strettamente con funzione di Croce Rossa. E risolviamo il problema in due minuti. Neri moronghi li facciamo, come vuole Dio e il popolo. - Come no - fiatò il cadaverico Colignon. - Certo mammalucco - Li stendiamo in due minuti. Cosa Messico. Foto di L6zaro Bianco. sarà mai! - 11tempo di una redarne - precisò Morales. -A che servono gli amici se non per bastonare gli irrispettosi alla domenica mattina? -E sia dunque-disse Alatriste che era l'unico scrutatore del nemico dabbasso -. Però se decidete di scendere fatelo in fretta perché fra due minuti ci si ritrova con la porta sfondata. Sentite un po' le botte là sotto. -La stanno facendo a pezzi - disse Gamiopichi, allontanando le ultime brume del sonno. Changole6n cominciò a infilarsi la sua eterna maglietta che ancora una volta giudicò adatta per l'occasione giacché non disponeva di un'altra e non ultimo per il fierissimo volto di Beethoven sul petto. Gamiopichi cercava le scarpe e Colignon andò a vestirsi nella stanza. Spalleggiato dall'emerito filosofo di Atasta, Morales uscì infine sul balcone. - Ehi voi, della porta- vociò alla marinara Alatriste che andava esercitandosi su Jack London. La prima a comprendere che la casa aveva un secondo piano, il secondo piano un balcone e il balcone una ringhiera dalla quale gli stavano parlando, fu La Pelle: - Sopra Taco! Tico là sopra! Tico e Taco indietreggiarono ed infine scrutarono. - Figli della fottutissima madre - porci stronzi - rifletté uno, categorizzò l'altro. Dal balcone parsimoniosamente li interpellò Morales: - Che succede vicini? Qual è il differendo? - Parla in cristiano, mammalucco - pretese Geme Tico. - Qual è il differendo, vicini - tradusse Alatriste. - Sopra sei forte eh, nero figlio della tua fottutissima madre - descrisse Geme Taco. -L'offesa è intollerabile vicini -disse Morales -La madre del nostro olivastro compagno è una santa che lava anche i panni altrui per mantenerlo agli studi. - Non fare caso, Tico, vi vogliono confondere - avvertì La Pelle. (- Questa è la reincarnazione migliorata di Lucrezia Borgiapensò fra sé e sé Alatriste.) - Non vogliamo problemi, vicini - disse Morales - qualsiasi cosa sia successa vi offriamo le nostre scuse e una birra. La frase fu troppo lunga perché i gemelli potessero seguirla fino alla fine, tanto che si guardarono turbati prima che l'idea chiara e precisa che li aveva portati lì tornasse a macinare nei loro cervelli. Geme Tico gridò: - Fottetevi voi e vostra madre. Imperturbabile continuò Morales: - Siete dunque irriducibili, vicini. Vi ribadisco quanto segue: la più elementare cortesia domenicale ci obbliga ad accettare la vostra raccomandazione rivolta alle autrici dei nostri giorni. Ma l'altrettanto elementare senso del1' onore ci obbliga anche a scendere e a disperdere quanto della già scarsa materia grigia vi rimane. Inteso il messaggio? - Parla da cristiano, mammalucco. Sembri tedesco - disse Geme Taco con protervia nazionalista. - Ciò che vuol dire il mio amico tedesco - tradusse Alatriste - è che ora scende e quando ciò sia avvenuto in pochi secondi smetterete di essere uguali come una goccia d'acqua e comincerete a sembrare uno la fotocopia della cicatrice dell'altro. Inteso, amici? Changole6n si era messo le scarpe da tennis e andava su e giù per la stanza come fosse un ring. Gamiopichi mulinava le gambe tentando di arrivare all'altezza della sua testa, dentro lo specchio. Colignon stirava i muscoli. Alatriste guardava i fiori di jacaranda fingendo uria portentosa lombaggine e sbatteva le ciglia sperando che qualcuno gli domandasse se per caso non aveva perso la vista. Morales gli ridette fiducia nel mondo, scartandolo dall'impresa: -Tu non scendere Alacaduta. Osserva dal balcone e poi canterai le nostre gloria. - Tu credi? - disse Alatriste. - La poesia epica non è forse stata sempre il tuo forte? - Questo sì, assieme all'interpretazione di Heidegger. E fra una frase e l'altra, uno alzando il bavero, Morales stirandosi il ciuffo, i quattro scesero e Alatriste tornò al balcone in preda ai voli della omerica fantasia. Sentì aprirsi la porta e con emozione vide i gemelli retrocedere, prepararsi e quindi avanzare verso la porta. Ciò che subito dopo entrò nel suo campo visivo fu il corpo di Changole6n in libero volo nell'aria, un volo perfetto la cui vertiginosa orizzontalità avrebbe richiesto la precisione di un'istantanea e non l'ossido della vecchia 71

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