Linea d'ombra - anno XI - n. 84 - lug./ago. 1993

STORIE/ AGUILAR CAMIN - Gli hai detto che c'ero? - Certo, ti aspettano alla porta. - Non fottere, dovevi dirgli che non c'ero, no! - E io che ne so eh! Scendi un po' eh!- disse Alatriste. Prese l'accappatoio stile giapponese di Colignon e glielo lanciò. - Carajo, così bene che stava l'astro re - disse Colign6n dopo un'ultima grattata. - La ragazza è ignudella, mammalucco, non ti lamentare - disse Alatriste fingendo di riassettarsi i capelli di fronte allo specchio. Ultima di una serie lunga di imprese inutili, ovviamente. Colignon si infilò l'accappatoio a draghi e le ciabatte, strinse con fermezza la cintura, spinse Alatriste a un lato dello specchio per darsi una pettinata, si guardò di tre quarti e infine uscì dondolandosi in direzione delle scale. Appena lo vide scendere, Alatriste corse verso una delle stanze che davano sulla strada ed entrò in quella di Changole6n e Gamiopichi, gridando:- Alzarsi, forza, il sole s'è già levato. Gamiopichi, anche chiamato Il Tronco per la sua contundente attitudine onirica, saltò su dal letto brancolando mentre Changole6n, riuscito ad evitarne le manate, si affacciò al balcone con Alatriste. - Che succede?- disse Changole6n. - Quel che deve succedere - rispose cripticamente il filosofo di Atasta. - Quello Tico, è proprio quello! - gridò La Pelle di sotto, al veder apparire Colignon sulla porta. Si udì la voce modulata e soave di Colignon, educata da tanti dialoghi indimenticabili di film messicani. - Sì signorina, mi dica! - Sei tu, disgraziato, non fare il furbo - di nuovo La Pelle. (- Che succede?- disse sopra Changole6n.) - E azzardati a dire che non sei nudo sotto l'accappatoio, eh disgraziato - continuò implacabile La Pelle. - Ma signorina- disse Colignon con una inimitabile cavalleria alla Jorge Negrete. - Io... - Non mi chiamare signorina, disgraziato. (- È un caso difficile - commentò Alatriste) - Ma che succede?- chiese sconcertato Changole6n. - Lei mi sta confondendo signorina ... -E non chiamarla signorina! - gli ricordò ombrosamente il Geme 1. - Ah ora signorina, non è vero? - disse La Pelle - E dal balcone eh, disgraziato. E le provocazioni e le treccine e tutto il resto eh disgraziato. - Ci deve essere un equivoco, signori ... - disse Colignon stile Fernando Soler. - lo ... - Nessun equivoco disgraziato- continuò La Pelle, da vero spirito radicale quale era. - Vediamo se il tuo pirulo lo mostri anche ai miei fratelli eh! - Signorina, io mi rifiuto di ... - E non chiamarla signorina, figlio della tua fottuta madre - gridò il Geme 1 con la mascella tremante. - Cosa facevi sul balcone, cosa mostravi sul balcone eh, figlio della tua fottuta madre? - Te lo tagliamo così impari, figlio della fottuta madre - 70 disse La Pelle a voce bassa, meditando un'altra volta profonde rag1oru. - Non dire sconcezze tu - ordinò il Geme 2. - Figlio della tua fottuta madre - si sovrappose il Geme 1ti insegniamo noi a mostrare le palle, figlio della fottuta. (- È ossessionato dalle palle - diagnosticò Alatriste sul balcone.) - Ma chi c'è la sotto, che succede?- chiese Changole6n) Sentirono sbattere la porta di sotto e la voce di Colignon salire su per le scale maledicendo Alatriste. Sulla porta del bagno c'era Morales che viveva con Nafarrete nella stanza vicina a quella di Ganiopichi: - Che succede campione, continui a strapazzare sconosciute eh? - Porco negro! - gridava Colignon. - Dov'è quel porco negro? Serenamente intervenne Morales: - Non agitarti, campione, qual è il problema da risolvere? -Quei gorilla là sotto, li hai visti? Mi vogliono fare a fettine! -Ah, fosse sempre così semplice - disse Morales - Se loro ti vogliono uccidere, uccidili prima tu e hai risolto il problema. Cosa c'è di più semplice? - Non fare lo stronzo, Morales. Dov'è quel porco negro. - Il mio consiglio è ammazzali! - concluse gesuiticamente Morales. Alla ricerca di Alatriste e con Morales in coda, Colignon apriva porte di stanze e bagni in rapida sequenza, di cui forse la vaga eco minacciava i profondi sonni di Gamiopichi. - Negro di merda- gridò Colignon affacciandosi finalmente alla porta giusta e vedendo Alatriste sul balcone. Camminò verso di lui disimpegnandosi abilmente fra i letti, quando Gamiopichi diede un salto dal materasso per disporglisi di fronte, semi addormentato, e assestargli due involontari manrovesci. -Porco sonnambulo! - disse Colignon spingendo il diligente Gamiopichi contro l'armadio. - In questa casa non si può mai dormire, la fottutissima - disse Gamiopichi dal pavimento, semisveglio per via delle spinte. -Volevano vincerti da addormentato, Gamio - disse imperturbabile Alatriste. - Figlio di una madre petroliera - gli gridò Colignon prendendolo per la camicia all'altezza del bavero. - Chi sono quei gorilla, idiota? Vuoi che mi uccidano eh? - Perché dovrei volere io che quelli ti ammazzino?- disse Alatriste con inaspettata soavità. - Che succede campione, ti vogliono strapazzare?- chiese· inevitabilmente Changole6n. - Strapazzare? Quelli vogliono farmi a pezzi, fratello. E l'altra mi vuole amputare. - Ogni conciliazione richiede una concessione di parte, mio caro - disse Morales che era entrato nella stanza seguendo il fiume di imprecazioni. Se in gioco c'è la pace, che importerà mai un volgare arnese? Non dovresti essere così superbo, caro; e poi il tuo non è indispensabile, ce ne sono a sufficienza nel resto della specie. -Taci, bello. Non sono dell'umore giusto per le tue stronzate - supplicò desolato Colignon. In effetti il suo pallore era in tutto simile a quello che la tradizione ispanica attribuisce a coloro che

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