Linea d'ombra - anno XI - n. 84 - lug./ago. 1993

SAGGI/VOLPONI sincere, autentiche e che il nostro tempo sia accompagnato da libri che non lo faranno sfigurare, libri utili per conoscerlo e giudicarlo. Alcuni riescono ancora ad aprire autentiche discussioni, a offrire ragioni di un approfondimento ... 2. Se si discute di corrispondenza tra opera narrativa e realtà italiana, non si può tacere di una certa debolezza, di molta incertezza. Molti dei romanzi che leggiamo si riducono a episodi indi viduali, a mozioni psicologiche, a espressioni di un sentimento. Non sono vere e proprie analisi, confronti, ricostruzioni di una parte della società, non vogliono tentare il confronto con l'evidente vero che scorre davanti a noi. Sono pochi quelli che affrontano problemi reali del momento e che li affrontano con una vera capacità e lucidità di giudizio. Oppure costruendo una alternativa reale o metaforica. Queste, l'analisi è la critica di un contesto, interpretato nelle sue diverse manifestazioni, sono in fondo le funzioni del grande romanzo, che si è sempre realizzato nell'analisi di una situazione storica, partendo da un punto, attraversando un arco narrativo, giungendo ad un altro punto e offrendo le ragioni di questi svolgimenti. Ma proprio a questa prova la narrativa italiana risulta più debole, anche se non del tutto vuota. L'invito antico, "Italiani vi esorto alle storie", è ancora vivo, insomma. 58 IL RIPUDIO RAC/1/D BOUDJEDRA pp.240 Lire 25.000 Il ripudio si costruisce su due temi principali: da una parte l'irriducibile rivolta contro un padrepadrone simbolo e l)ilastro di una decadenza che si appiglia agli alibi della tradizione e della religione, dall'altra la ricerca di sé, nel presente della storia politica e nel passato dei ricordi. JAGUA NANA CYPRIAN EKWENSI pp.238 Lire 25.000 Grande romanzo nigeriano appartenente al filone della narrativa popolare. La figura centrale, intorno alla quale girano personaggi politici, giovani intellettuali, un sottobosco di piccoli malviventi, è la sensazionale Jagua -con allusione all'automobile Jaguar- prostituta di prorompente, sensuale vitalità. Se ne cerco le ragioni, ne vedo nella mancanza di momenti reali di elaborazione collettiva e di un rapporto continuo con la cultura di un ambiente, di una metropoli, di una regione. L'omologazione ha un po' strappato tutti dal confronto con la verità. La simulazione prevale. Tutti dobbiamo credere a un paese "ufficiale", quello che ci viene presentato dai giornali e dalla televisione, con il quale il rapporto non esiste. Noi siamo sudditi e vediamo scorrere una pellicola: questa è la vita, la realtà, la verità. Alcuni, mossi individualmente dalle loro psicologie, dalle loro istanze, dalle loro cattiverie, dalle loro insufficienze, vogliono intervenire in qualche modo. Con un libro esprimono la loro voce. Soprattutto possono mettere se stessi nella posizione pubblica di chi interviene. Il lavoro più serio sarebbe quello di chi avesse la capacità di capire la simulazione di cui siamo tutti vittime, di individuarla, smascherarne i linguaggi, smontarli, rivelarne il potere .e i danni che ne vengono. Spero sempre che da qualche parte viva un giovane o un non giovane che sappia scrivere così del nostro tempo e dei nostri problemi, che non sono quelli "ufficiali", ma quelli delle nostre culture abbandonate, delle nostre città distrutte, dei nostri territori che non sappiamo governare, di un paesaggio urbano che appare corrotto ... 3. Credoche questo giudizio rappresenti un fattore di debolezza per la semplice ragione che allontana lo scrittore da un genere letterario che pure rappresenta l'occasione per una sorta di "esercizio al mestiere", per un allenamento. Un rapporto con questi generi, che molti considerano minori, vale per un irrobustimento e un affinamento degli strumenti della scrittura, vale come un alimento della fantasia e può suggerire nuovi modi di penetrare la realtà, di uso della lingua, di ricerca stilistica, di struttura narrativa. E a proposito di struttura narrativa, certi gialli o certi romanzi dell'horror diventano letteratura proprio per l'onestà e l'originalità della loro costruzione. 4. Mi è difficile dare un esempio. Non leggo moltissimo e invece leggo i giornali, le cronache politiche e le notizie di nera e di giudiziaria, che danno il senso di come brulica questa nostra società, di come si viva, dei suoi conflitti, delle contraddizioni, delle paure, dei pregiudizi. Ritengo difficile che tutto questo possa entrare in un libro. Se penso al cinema, ricordo il recente, bellissimo Una poltrona per due, un film comico di John Landis di grande verità e di grande efficacia nel raccontare le "virtù" del capitalismo. Se vado più in là negli anni, penso a uno straordinario film con Peter Sellers, Oltre il giardino, dove un giardiniere sempliciotto e scemotto diventa consulente del Presidente degli Stati Uniti per istigazione di un miliardario vecchio e burlone. È una satira indovinata del potere politico, dove si dimostra come la ricchezza conti di più di un presidente americano.~. Tra i romanzi italiani non ne vedo di indicativi. Ci sono libri buoni e onesti che danno il conto di alcune situazioni, ma che non riescono ad andare oltre il particolare. Libri di storia ne escono tanti, molti di grande interesse. Ma qui sono in difetto di letture. Cito la Storia d'Italia di Paul Ginsborg, opera di grande valore: non offre rivelazioni ma una rappresentazione puntuale e precisa delle nostre vicende. Un racconto peraltro di ottima qualità letteraria.

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