Linea d'ombra - anno XI - n. 84 - lug./ago. 1993

SAGGI/LA CAPRIA, MALERBA nostri. Se devo cercare una definizione semplice dovrei dire che la narrativa racconta fatti che non si vedono e agisce come un filtro per la nostra sensibilità. Ma forse con quella domanda si intende dire che è in crisi la · narrativa in Italia oggi. Sono d'accordo. E credo che il romanzo italiano sia in crisi perché non sa raccontare storie, perché non sa costruire intrecci e personaggi (diversamente da quanto avviene in altri paesi). Probabilmènte perché non vuole, essendo il prodotto letterario tipico di una civiltà come la nostra che ha un rapporto con la realtà sempre mascherato, sempre mediato. Il romanzo italiano riflette su se stesso, sembra richiudersi in se stesso, si compiace di questo autoriferirsi continuamente, non ama la realtà, non la vuole conoscere. Gli italiani sono cattolici e hanno sempre bisogno di mediazioni con il reale. E questa limitazione produce in letteratura la "maniera", che diventa uno schermo che mette al riparo dalla realtà. È significativo che nei secoli in cui nel resto dell'Europa nasceva il grande romanzo, in Italia sia invece cresciuto il melodramma. Proprio l'opera lirica ha alzato una sorta di sipario tra noi e la realtà, regalandoci certo grandi "narrazioni", ma non quell'attenzione varia e curiosa ai sentimenti di un'epoca proposta da altre EricdeKuyper ALMARE Al.MAO pp. 104-L. 16.000 L'eternoritornodel- Una distopia "al le vacanzeal mare. femminile',cheanUn"Amarcord"bel- ticipadinoveanniil ga nell'Ostendade- 1984 di Orwell.Il ~ gli anniCinquanta. sorgeredi una co- ....--. Le magichegiornate scienzaindividualee dell'infanziariviste lagradualeliberazionell'intensitàdel vi- ne dai condizionaverequotidiano. mentidell'egoe del ,..-m\m,. conformismosociale. u...,_-,'\oocdlt)(•m CeesNooteboom WillemElsschot RITUALI FUOCOFATUO pp.212-L. 24.000 pp.72-L. 16.000 Treuominietremo- Che fine ha fatto di diversidi reagire Maria van Dam? ali'"insensatezza' Unanottedi awendelvivere.Il roman- turenelportodiAnzocheperprimoha versaconduceLaardato famainterna- manse compagni zionaleconilpremio sullestradedell'eteramericano"Pega- nofemmininoe desus' all'autorede /I gli sfuggentifuochi li'I~\ cantodell'essere I~\ fatuicheguidanola dell'apparire. nostravita. Via Palestro, 22 - 20121 Milano - Tel. (02) 781458 56 letterature. È singolare testimonianza di questo dissidio che i grandi personaggi italiani di quell'epoca siano stati creati da scrittori stranieri. 3. Non saprei rispondere a questa domanda con precisione. Altri secoli hanno avuto i loro mostri letterari e i loro Frankenstein e contemporaneamente grandi romanzi. Nel fantasy o nella fantascienza riesco a vedere solo una fuga dal presente, una evasione nel futuro, che rappresentano il timore dell'uomo antico nei confronti della scienza. Si scrive di un nemico per esorcizzarlo. Sarebbe tanto più bello e utile approfondire il presente. Come peraltro può capitare nella migliore produzione fantascientifica. 4. In questo senso riallacciandomi alla domanda precedente potrei citare Biade Runner, che viaggia nel futuro partendo da una mitologia contemporanea. Ma è una indicazione casuale. Molti altri film, come Biade Runner, si presentano con un forte valore di metafora. E come Biade Runner inventano un tenebroso futuro per raccontarci le ossessioni del presente. Vorrei solo aggiungere che da una "narrazione" mi posso attendere ora soltanto frammenti sparsi, a destra e a sinistra. La globalità non esiste più. Only connect: l'esortazione di Shakespeare non ha proprio più senso. Anche l'uomo delle caverne Luigi Malerba 1. La narrativa è sicuramente una necessità primaria dell'uomo. lo credo che anche l'uomo delle caverne, al ritorno dopo una giornata di caccia, avrà sentito la necessità di raccontare le sue avventure (schema realistico), di arricchirle con invenzioni (schema romanzesco), di scherzarci sopra (schema comico). Il romanzo, ma sarebbe meglio dire la narrativa, soddisfa questa esigenza primordiale più della televisione e del cinema perché, mentre questi due mezzi forniscono all'utente anche le facce dei protagonisti, l'ambiente, i colori, la narrativa scritta si serve di un codice sulla base del quale il lettore elabora a suo piacere la storia, inventa le facce, gli ambienti, i colori. La lettura inoltre non ha limiti di tempo e di luogo, si può leggere (e sognare) anche in treno e in giardino o a letto, mentre i mezzi elettrodomestici hanno luoghi e orari quasi sempre fissati da fuori, da altri. Burocratizzare anche l'immaginazione? Inoltre la elaborazione fantastica di un testo romanzesco produce una soddisfazione profonda nel lettore che in qualche misura ne è anche regista e scenografo. 2. La narrativa assume indirettamente tutti gli effetti indotti dal contesto sociale e politico anche se non ne parla. Lo sanno anche i sassi. Una rappresentazione diretta è quella dei libri giornalistici che rincorrono la cronaca. 3. La struttura del giallo è stata assunta molto spesso dalla letteratura "alta" (da Gadda a Landolfi e altri) e lo stesso è avvenuto per gli scherni fantascientifici. I sottogeneri vengono così definiti in riferimento alla qualità espressiva, non alle strutture. Nessuna debolezza dunque, ma una normale e legittima discriminazione qualitativa. 4. La storia segreta di Procopio da Cesarea, l'Opera omnia di Kafka, la Relazione della Commissione parlamentare antimafia.

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