Linea d'ombra - anno XI - n. 84 - lug./ago. 1993

E IN ITALIA? QuaNro domande a cinque narratori a cura di Mario Barenghi e Oreste Pivetta Abbiamo cercato di utilizzare e contestualizzare al panorama italiano i temi trattati dall'Incontro sul romanzo europeo di Madrid, interpellando cinque scrittori italiani, autori di alcuni dei più importanti romanzi degli ultimi anni, e dunque particolarmente indicati a dare le loro opinioni. 1. Nonostante la proliferazione dei mezzi audiovisivi, il romanzo conserva una notevole vitalità. Per quali motivi? Che cosa continua ad attrarre il pubblico verso la narrativa romanzesca? 2. Quali sono gli aspetti dell'odierna realtà italiana che vengono meglio colti e raffigurati dalla nostra narrativa? E quali, invece, le sfuggono? Foto di Roberto Koch, da In treno attraverso l'Italia. 54 3. Fatta salva l'eccezione (del resto parziale) del giallo, la narrativa "di genere" -fantascienza,fantasy, horror, avventura, eccetera-continua in Italia ad essere relegata in un circuito separato e minoritario (case editrici specializzate, un pubblico circoscritto di appassionati). La perdurante debolezza dei sottogeneri romanzeschi rappresenta un fattore di debolezza per la nostra cultura letteraria, oppure no? 4. Può indicare tre "narrazioni", nel senso più esteso della parola (non necessariamente romanzi ma anche film, autobiografie, libri giornalistici ...) che esprimono nella maniera più appropriata ed efficace le contraddizioni e i disagi dei nostri anni?

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