Linea d'ombra - anno XI - n. 84 - lug./ago. 1993

Occorre aspettar l'avvento di Pelayo perché le vicende di questi regnanti asturiani si chiariscano un poco." La Duchessa di Guermantes sbadigliò indolentemente, ma l'Autunno del Medioevo non seppe tacerle la propria disapprovazione. "Signora," puntualizzò, "se c'è qualcuno in dovere di mostrar comprensione per codeste sottigliezze, questi è proprio lei. Tutte codeste dinastie," - egli evitava con cura di pronunciare la parola all'americana - "queste dinastie alle quali ella stessa appartiene, dato che l'inventato vi riveste maggior prestigio delle lacunose imprecisioni d'una antica cronaca non inventata, queste dinastie, dunque, finiscono sempre con l'assomigliare a una piramide rovesciata oppure a un'intricata, ingannatrice mappa del metrò di una metropoli smisurata. I nomi si agglutinano di continuo in nuove stazioni, mentre cresce a dismisura l'astrazione, tanto che si fatica a credere che dietro i nomi si celino esseri vissuti per davvero. In realtà queste piramidi sono costruzioni di carne e sangue al cui sommo siede il più potente, sopra il cumulo dei morti che l'hanno innalzato sin là coi grovigli delle loro alleanze, dei matrimoni incrociati. Come si scorgono bene gli incastri, il reciproco addossarsi delle armi nobiliari, dei blasoni, dei quarti di sangue! Si vede con chiarezza che ogni movimento rappresenta accoppiamenti o nuova prole, sponsali fra interessi SAGGI/NOOTEBOOM diversi, un gioco di società squisitamente europeo le cui pedine son sempre esseri umani, voci che dicono, sospiri ultimi, firme in calce alla ragnatela di vecchie carte. L'epopea islamico-asturiana è soltanto un esempio. Noi siamo intessuti di migliaia di storie del genere. Questo vecchio continente non è nient'altro che un palinsesto, un vertiginoso sintagma!" "Ma scritto da chi?" fecero all'unisono le Confessioni, questi gemelli ingannatori nati l'uno tanto tempo dopo l'altro. "Da Lui, là in alto," disse facendo segno col dito Maria Stuarda (non la vera, quella di Schiller, piuttosto), ma quest'opinione raccolse radi consensi. In generale in questo luogo non si parla molto di autori, chiunque essi siano. A questo proposito va anzi detto che la comunità degli inventati è ben più perspicua di quella dei non inventati. I soli non inventati con i quali gli inventati intrattengono una qualche pienezza di relazioni sono i lettori. Quanto al resto, han l'aria di considerare i non inventati come una sorta di sostanza platonica suscettibile di servire alla creazione di nuovi inventati. E bisogna ammettere che la cosa è, dal loro punto di vista, piuttosto comprensibile. Di solito i personaggi inventati ispirandosi a persone storiche non dicevano gran che, ma stavolta il Amsterdam. Fato di Emile luider/Rapho !agenzia G. Neri). 43

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