SAGGI/MAKANIN to, le bandiere (e la gloria) erano alle spalle, e ora nella corsia o in un 'izba giacevano feriti, i soldati e gli ufficiali alla rinfusa. Non erano ancora stati separati, così che di notte erano insieme, con le stesse camicie bianche, del tutto indistinguibili ora nella semioscurità. S'allontana un vecchio infermiere con la pipa tra i denti. (Arde una candela.) Soldati con le braccia amputate. Feriti alla testa. Feriti al petto.L'aspetto dell'ospedale di quegli anni è noto: in una valle, presso un freddo ruscello montano (vicino all'acqua), una serie di tende bianche. Verso sera (anche se i feriti erano di nuovo divisi per ceto) lo stesso dolore nelle tende qua e là. Non c'è narcotico. Il lamento del nostro eroe si confonde con i lamenti e le urla dei soldati. Nell'ora serale del tramonto ha la proprietà di diventare dolore smorzato, notturno. Così che davanti agli occhi vi erano solo l'angolo oscuro della tenda e le macchie bianche delle camicie (arde una candela). Non si distinguono i volti nell'oscurità. Ormai i lamenti di notte sono lamenti comuni. L'"io" era scomparso, non c'è più: questo è il punto verso cui andavo. Il punto verso cui andavi sul sentiero, ma il sentiero diventa sempre più ripido, davanti vi sono cammino e salita. E ormai non c'è più l'ospedale, né la fila di tende bianche al ruscello, ma d'un tratto-c'è un cavallo - quando è avvenuta questa sostituzione, non hai visto. Un bel cavallo da tiro. Razza con le zampe anteriori corte, per salire e quasi arrampicarsi sulle montagne, ti ricordi. Ma l'eroe di quel tempo3 , quello con le spalline (le ha tolte, non sapendo che farsene), fu ferito in un' "azione": è ferito, vaneggia, e quanto gli sarà difficile la salita. I piccoli cannoni dei montanari colpiscono da dietro le rocce. Saltano i loro piccoli nuclei, scuotendo il sentiero. I soldati curvano la testa. Ma è obbligatorio portare le armi, le tende chiuse, e i feriti, così che i cavalli sono a mala pena d'aiuto: un cavallo con un tale ferito non salirà mai su questa montagna. Ma ha le zampe anteriori un po' corte, è una razza speciale, hai notato? - ti domandi. E rispondi: - No. Non salirà per tali pendii. -Vedremo. Mossa del braccio. Sonoro incitamento al cavallo ... La salita mentale sulla montagna (insieme ai feriti, a un pugno di soldati e con la sensazione di una salita poderosa della letteratura russa del secolo scorso) ... Loro (nel loro XIX secolo, nel lungo spazio di un secolo), si tormentavano al pensiero di come dissolvere il proprio "io" nella gente, e noi pensiamo solo (alla fine del XX secolo) a come raccogliere il nostro "io", la nostra individualità, da briciole sparse e ormai quasi insignificanti. Il che significa essere all' ombra della montagna. In quel saggio mancato vi era un altro momento indimenticabile: quando i cavalli, che salgono e si arrampicano per i pendii ripidi, trascinano carri coi feriti, il nostro eroe è tra loro; quando i soldati, aiutando i cavalli, spingono i carri da dietro e da entrambi i lati, premono con forza con le mani sui raggi delle ruote, continuamente scivolando sulla selce sgretolata del sentiero, - e quando (lo stesso momento, in parte, non visti) tu e la tua guida (critico, sosia, abitante del luogo) ·eravate già in viaggio, anche voi vi inerpicate per questi stessi pendii. Sono già dimenticati 32 coloro che giudicavano prima con voi il vostro cammino e discutevano: è già la salita. E anche sotto i vostri piedi di quando in quando si sgretolerà la pietra liscia. E bisogna aggrapparsi ai cespugli. E c'è afa. E certo ci sono le peculiarità di una presenza estranea. Si sente lo scricchiolio delle ruote, si distinguono i lamenti dei feriti, si vede tutto intorno, ma non si può intervenire. (Come non è possibile introdursi nei giorni passati.) Voi in sostanza siete in due. Salite. E quanto più il sentiero acquista ripidità, tanto più il tuo sosia (la guida, il locale) diventa sicuro di sé. Ti prende il pettine, gli spiccioli dalle tasche, il denaro, -cosa ancora? - il taccuino, la penna biro, l'orologio. Poi la camicia. Il cappello, in caso di forte sole cocente. (Forse non servirà.) E tutto il tuo abbigliamento pian piano passa a lui, in quanto non gli importa troppo della tua nudità! "Che nudità! Ma guardati ... " - dice con una risata a te ancora incomprensibile. I tratti del suo volto si fanno più definiti, più marcati, i movimenti più percettibili. La salita già richiede sforzi considerevoli. La fonte. La prima sosta all'ombra della montagna. La guida, che presiede al riposo (presiede anche al riposo, non solo alla salita), ha già la tua voce, perfettamente assimilata da te. E quando, chinandoti a bere a uno specchio di acqua di fonte, ti vedi, ma non ci sei, sei un'ombra. E lui è come illuminato dal sole. Risplende. Nella nuova realtà lui, che ti accompagna, è più vivo di te, mentre tu, vivo, ti spegni: il tuo corpo si scioglie e assomiglia a una debole immagine ai raggi X, dai contorni sfumati. Si vedono, per il momento più o meno chiaramente, nella profondità della bocca, le capsule metalliche dei denti momentaneamente nascoste (tue, le ricordi): tutto ciò che ti è rimasto del tuo secolo. - Non salirà il cavallo con tali feriti sulla montagna. -Vedremo ... L'intreccio imperniato sui tormenti dell' "io" a metà del secolo scorso si riduce ormai alla fuga, anziché nel Caucaso, nella sperduta provincia russa; la contadina, che il nostro eroe ha sposato (o almeno ha tentato di sposare, gli insuccessi sono stati molti), non è appassita e appare ancora piacevole alla vista, formosa e rubiconda, con una folta treccia. Poteva essere una giovane domestica, una cosacca, una borghese. Slepcov, Karonin4e altri del loro circolo hanno fornito un'intera serie di racconti su coloro che desideravano "dissolversi nel popolo", il che per fortuna ha finito col costituire non solo una forma di illuminismo primitivo, ma un vero e proprio tentativo di "vivere la vita del contadino". E non solo ingenua, ma anche ardita è stata l'immersione del nostro eroe nell'abisso dell'indistinguibilità popolare, dopo che egli con la sua Mar' janna oMarfa è andato in una fattoria solitaria, dove s'è messo ad arare e a falciare (e dove manifestamente ha finito col lasciarsi andare. Dove ha terminato la vita. E ormai i suoi figli sono dei mezzosangue sociali, si sono fusi con la massa popolare tanto amata). Chi legge la letteratura russa del secolo scorso avrà di certo notato come accanto al brillante ufficiale e al duellante, o semplicemente al sapientone loquace (al centro sempre l'uomo, sempre lui!) ha cominciato ad apparire, a lui contrapposta, la donna nella sua naturalezza, una signorina semplice o una saggia vec~hietta 5 , o una zitella (sempre appartate, sempre più vicine alla servitù); queste donne erano schiette e stupivano per la loro normalità. Come se non volessero sottomettersi a evoluzione, sembravano
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==