Linea d'ombra - anno XI - n. 84 - lug./ago. 1993

CONFRONTI oria, Roma, 1993, pp. 170, L. 22.000)sono infatti storie di ordinario malessere femminile, una lucida e neanche tanto simpatetica ricognizione del mondo interiore delle donne e dei riflessi che tale universo disastrato, malato e/o perverso, riverbera sulla realtà esterna e sulle relazioni con gli altri. Al centro di ciascun racconto sta per l'appunto un personaggio femminile: adolescenti, madri di famiglia, amanti, ninfette, aspiranti attrici, emancipate e non. Donne come tante, senza storie particolari, colte attraverso dettagli ali' apparenza insignificanti e osservate agire o reagire, come in provetta, al contatto scatenante con eventi, figure, fantasie capaci di portare a galla conflitti antichi e mai fino in fondo sopiti o risolti. La sapiente carrellata femminile di Petrignani inclina al negativo: donna è sempre o quasi sempre sinonimo di un narcisismo che non sa venire a patti con il reale, di una prevalenza schiacciante di atteggiamenti autistici, indifferenti ai casi altrui e a ben vedere inadeguati anche a affrontare i propri. La galleria di Petrignani pullula, non a caso, di anoressiche, di potenziali e attuali - se pur involontarie - assassine, di suicide, di seduttrici in cerca di conferme e incapaci di passione, di apatiche e svogliate abitanti di piccoli desolati scenari domestici. C'è molta intelligenza e molta capacità di osservazione nelle pagine di questo libro e un'indubbia familiarità con i giochini onanistici della "normalità" femminile. E la scrittura è sapiente, perfettamente controllata e funzionale, senza compiacimenti, ma anche senza eccessive algidità. Quello che non convince fino in fondo è il senso di un'operazione tanto accanita e insieme apparentemente tanto spassionata. Come se l'autrice, con logica minimale e compilatoria, avesse voluto catalogare guasti e dissesti della psiche femminile e prenderne nello stesso tempo le distanze, riparandosi dietro a una sorta di esercizio della crudeltà. Bestiario sui generis, spietato come quello descritto da Patricia Highsmith in Piccoli racconti di misoginia, anche se meno ironico e surreale, e altrettanto carico di suspence. Ogni storia ha infatti l'andamento di un racconto in bilico tra horror e giallo, come se in ciascuna fosse in agguato un delitto, avvenuto, fantasticato oppure sul punto di accadere. E di morti sono piene le pagine di Poche storie: le piccole morti dell'autodistruzione nevrotica (Lo schiaffo, La doppia Maria, Esperienze sessuali del terza tipo, Poche storie); gli assassinii reali provocati per sbadataggine o sfida (Donne in piscina, La nave per Bastia, Camicie nere, La ragazza russa, L'estate dei bambini morti); le morti per interposta persona e le morti-iniziazione (Descrizione di un addio, Di corsa); le morti-abbandono (Il vecchio ingiardino). E ogni storia vede in campo una vittima e un presunto carnefice oppure un assassino a cui la vittima sembra aver armato la mano o ancora una vittima casuale che fa da trait d'union tra la vittima designata e il suo mancato uccisore. Violenza fredda, cerebrale, bianca, mai sanguinaria, che si compie più per distrazione e difetto che per eccesso o vera intenzione. E a chi legge resta in ogni caso i I dubbio che si tratti di una violenza immaginaria, forse di un'allucinazione o di un delirio. E non fa differenza, perché la tesi che l'autrice sembra avere a cuore è che per le donne non c'è soluzione di continuità tra reale e immaginario, che il secondo ingloba il primo, formandolo o deformandolo. Più ancora che a modelli letterari infatti le cupe anatomie di Petrignani sembrano ispirarsi a personaggi cinematografici, dalla protagonista di Repulsion di Roman Polanski a quella di lmages di Robert Altman. In questi film, che con precisione e freddezza da cartella clinica registravano in tempo quasi reale le fasi di una crisi psicotica e di una dissociazione schizofrenica, c'era la stessa impudica capacità di scrittura analitica che si ritrova nei diari privi di eventi del volume di Sandra Petrignani. STEFANOBAI.ASSONE EANGELOGUGUELMI La bruttaaddormentata.Tve dopo pagine 97 lire 14 000 Sprechi,miseriee ingordigiedellatelevisioneitaliana: è possibile inunaginarneun'altra? FulvioAbbate Capod'Orlando.Unsognofatto inSicilia pagine 99 lire 14 000 Viaggiotra i commerciantisicilianichehannorifiutatodipagareil pizzo aimafiosi. ]ACQUES DERRIDA Retoricadelladroga pagine 78 lire 12 000 Il filosofofrancese fa il puntosullestrategiedi esclusione,proibizione, interdizionenellaretoricadelladroga.Conun saggiodiMarcoTaradash. Mi·Hl·lM MARIOTREVI Il lavoropsicoterapeutico pagine 172 lire 28 000 {Secondaedizione) Unamappadellezonecritichedell'attualeriflessionesullapsicoterapia. M3·Hlil:IM GIAMPIEROCOMOIJJ Risonanze pagine 220 lire 32 000 DalpensierodellaDifferenzall'Ostensione:un'ipotesiper la fine delmillennio. l!J ■ h·,.ii1 1'Ji SANDRAPETRIGNANI Pochestorie pagine 170 lire 22 000 '(Secondaedizione) Anoressiche,autodistruttive,potenzialiassassine,candidateal suicidio: storiedidonnequasinormali. NUOVINARRATORI GRECI a curadiCaterinaCarpinato pagine184 lire 26 000 Novescrittoriche ci raccontanounaGreciaconi nerviscoperti,lontana daimitiaccademicie dall'inunaginecoloratadelleguideturistiche. YAAKOV SHABTAI LozioPerezspiccail volo pagine 250 lire 29 000 Unasfilatadi eroimalinconicie strambi,pienidi ideegrandiose grandiosi sensidi colpa.Unritrattomagistraledell'animaebraica. Gruuo MOZZI Questo è ilgiardino pagine138 lire 24 000 "QuasinonimportacosaMozziracconti,perchétuttopuòessere raccontatoda chiha trovatolamusicaper dire". MarcoLodo/i EDIZIONITHEORIA • VIASEVERANO, 33 - 00161 ROMA

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==