aver visto anziani signori sfoggiare le medaglie di guerra, nella speranza di ottenere maggior rispetto dai più giovani e violenti colleghi di fila, ed ex veterani dell'Afghanistan mettersi una sorta di tuta mimetica. (Ovviamente chiunque poteva acquistare la tuta o comprare qualche medaglia da un rigattiere e non sapremo mai se eravamo di fronte ad autentici eroi di guerra.) "Fare la coda" costituiva per alcuni un'occupazione vera e propria, poiché si era sviluppato un mercato dei posti in fila. Qualcuno arrivava e offri va soldi per ottenere un posto favorevole. Un piccolo racket delle file operava - e credo sia tutt'ora funzionante - per aggiudicarsi i biglietti degli spettacoli teatrali del Bolscioi. Anziani e giovani studenti si iscrivevano nelle li!\te di attesa per ottenere un biglietto, il quale, una volta acquistato, veniva rivenduto illegalmente ai boss del mercato nero dei biglietti, che a loro volta lo offrivano ai turisti. Questi ultimi pagavano per non fare la fila. Molti privilegi che provenivano dall'essere membri della nomenklatura erano concettualizzati dai russi in termini di file saltate. Il sopruso equivaleva a saltare la fila e l'ingiustizia ultima consisteva nel disporre di negozi riservati, dove non serviva fare alcuna fila. Chi volesse misurare il potere nei paesi socialisti, impresa quanto mai difficile, potrebbe partire dalle file. E troverebbe così che essere potenti significava in URSS aver accesso a negozi senza file o, scendendo nella scala, conoscere un commesso che avrebbe venduto sottobanco merci per le quali i comuni cittadini dovevano affrontare lunghe e defatiganti file. Non è insensato supporre che molti giovanotti esercitassero grande fascino su potenziali mogli (e viceversa) proprio in virtù delle file che potevano saltare. Un fenomeno spesso osservato è fare la coda non-si-sa-per-checosa. Le persone facevano la fila senza sapere cosa avrebbero comprato. Solo dopo essersi assicurati un posto in fila, si informavano sulla merce in vendita. Sarebbe stato irrazionale perdere tempo a chiedere al negoziante cosa vendeva, e successivamente unirsi alla fila: nel frattempo la coda poteva essere divenuta lunga il doppio. Poi, una volta intruppati, si tendeva a rimanere in fila qualunque fosse la merce in vendita. IL CONTESTO La lunghezza della fila risultava essere l'effetto di decisioni individuali indipendenti dalla merce venduta, ma la somma di queste decisioni individuali determinava il valore della merce. In altre parole, la lunghezza della fila determinava il valore dei beni venduti. Era raro fare la fila per qualcosa di cui si aveva bisogno in quel preciso momento. Inoltre, i "bisogni" sono concetti piuttosto elastici in una società industriale come quella sovietica. Un prodotto per cui si era fatta una lunga fila era senza dubbio di valore, poiché gli altri componenti della fila avevano attribuito ad esso tale valore. La coda era un piccolo palcoscenico in cui tutti sarebbero diventati protagonisti al momento di acquistare la merce e nel quale tutti erano entrati come "ultimi". Il tempo trascorso in coda permetteva di socializzare, di formare alleanze e di fare favori, come tenere il posto a qualcuno che voleva assentarsi per un certo periodo di tempo. La coda permetteva a molti anziani di sentirsi ancora utili, anche se il freddo, l'ansia e la violenza di certe code hanno fatto tanti morti quanti, forse, ne ha fatti Stalin. Nella coda non si poteva fare altro che stare in coda e questo determina la differenza cruciale tra le liste di attesa e le code: è estremamente scomodo, ad esempio, leggere mentre si è in fila; inoltre è un rischio non da poco: un incauto lettore può essere sorpassato da vicini più agguerriti o perdere informazioni cruciali sulle merci vendute. Lo straniero che ardiva mettersi in coda era particolarmente ostracizzato: non sapeva bene cosa voleva comprare (aveva ancora un insieme di preferenze esterne, forgiate prima ed indipendentemente dalla coda); tendeva a chiedere merci non disponibili; inoltre, almeno nel mio caso, la scarsa padronanza della lingua rallentava le operazioni una volta raggiunto il banco.L'acquirente che tentenna, che vuole troppo o troppo poco, viene pressato dalla coda ad adottare comportamenti standard oppure a togliersi dai piedi. L'attimo in cui si diventa protagonisti della coda deve durare il meno possibile poiché altri impazienti deuteragonisti scalpitano alle spalle. Tutti, dopo poco, devono unirsi ad una nuova coda. FotoOrbon/Sygmo/G. Neri. 9
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