IJH,tCATORI I DllaDUCATORI montare. Si comunicano al ba.mbinoi vocaboli che attengono alla scala e le modalità per salirvi. ma non li si regge perché la salgano. Allora. JJlUSa 111110 per la parola. per il lin• guaggio? Sl. perché diversamente si metterebbero in pericolo i bambini quando un bel giorno la madre fosse. poniamo, assente. Stessa cosa per i due piccoli scivoli che ci sono nella sala. Alcuni bimbetti di cinque o sci mesi vorrebbero salirvi. e così altri di tre anni. li risultato è che si calpestano. Noi non interveniamo mai. benché la sorveglian1.a si:1 attenta. Diciamo per esempio a un piccino: "Non sarà bello. ma ci sono già i grandi qui dove sci venuto tu.·· Veniamo anche in aiuto. sempre con le parole. a un bimbetto che vediamo in pericolo: "Vuoi venirne fuori eh?"'. Lui li guarda e 1u gli spieghi a parole i movimenti che deve fare. Ques1i bambini coi quali si parla a voce di quello che vogliono fare. senza mimarlo. cioè scnz.a raddoppiare l'immagine del corpo, compiono progressi mo1ori di straordinaria rapidi1à. Chi sostie11tfinanz,iariamemt la "Maison Verte"'? All'inizio eravamo ..istituzione pilota". Un terzo dei finanziamenti l'abbiamo ouenuto tramite Simone Weil. allora Ministro della Sanità. che ha capito subilo l'interesse dell'esperimento. La Fondation de France ha dato il secondo terzo. mentre la somma restante l'abbiamo ricevuta dalla Sécurité Sociale in quanto la nostra attività era direua a prevenire delle patologie infantili. il che è esatto. Oggi a sovvenzionarci sono le DDASS (Diréc1io11sDépartamemolts d~ / 'Ac1io11Soni/a• ire et Sociale). Noi siamo stati sostenuti dagli enti di prevenzione perché questo ramo d'attività non rientrava nelle mansioni delle DDASS . nonché dai CMPP (CelllreMetlical J>sico-pedagogiq11e) che tentavano di attirare i piccoli e relative madri quando. nelle famiglie a rischio. convivevano bambini di cinque o sei anni e fratelli maggiori in difficoltà o già compromessi. I CMPP, poiché da noi l'anonimato dei genitori era salvaguardato. ci hanno concesso il loro sostegno. Il personale dei CMPP sa benissimo che la genie evita le organiz7.azioni del settore psichiatrico perché vi si è conosciuti e ciò tiene lontano chi non vuol essere marchiato. Persino negli asili ci sono delle schede perforale che ti seguono poi per tutta la vita. Da noi. quello che un genitore ci dice si fenna 11.alla persona cui è stato detto. non lo si confida neppure al personale incaricato di accogliere i piccoli pazicn1i. Nostra regola ferrea è il non lasciar trapelare i segreti che ci vengono confidati. Ne discorriamo col bambino perché la madre ne parla con noi in sua presenza. ma la cosa si fcnna qui. Le madri ci sono riconosccntissime perquesla nostra cautela. Quando un medico telefona alla "Maison Ver• te·· per aver notizie di una cerrn mamma e relativo bambino gli rispondiamo- anche se è il medico stesso che ha indirizzato i due da noi - che ignoriamo chi siano le persone di cui parla (il che è la pura veri là) e che in ogni caso non riveleremmo niente di quanto avviene tra le mura della ··Maison Vene". E questo vale anche perii medico curante. Ci sono poi delle madri che vorrebbero che rilasciassimo degli anesuni da produrre in sede di processi per separazioni o divorzi. coi quali auestassimo che sono buone madri. Niente da fare: J"anonima10 è totale. La "Maison Vene" è un luogo di riposo e dis1cnsione per madri, padri e fanciulli. Si parla di ciò che succede. del più e del meno. si pllrla al bambino di ciò che egli vive con difficoltà nel rapporto con gli altri e i genitori non ricevono consigli da noi. neppure se li richiedono. Parlando fra di loro. con noi, ai loro figli di ciò che li angus1ia. i genitori finiscono con l'individuare da soli una via d'uscita. una soluzione che è sempre caratteristicamente individualizzata nel rappono figlio-madre. figlio-padre così come questi rapporti si sono configurati in quella peculiare famiglia. Giungono a noi talora anche bambini psicotici o handicappati: la madre può raccontare del suo travaglio. e lo fa davanti a.I figlio. In questi frangenti dolorosi. gli altri bambini e gli altri genitori sono sempre predisposti alraccoglienza. Di più: il processo di socializzazione del bambino attraverso l'interesse che gli altri gli dimostrano è un contributo importante per tuni. Questo significa accogliere la differenza. cosa che ha sempre un effelto positivo quando sia fatto con le giuste parole. Copyright Françoise Dolto e Elisabeth Roudincsco. Edition du Scuil 1988. Redazione: Gianfranco Bettin, Giacomo Borela. Goffredo Fofì. Fìlìppo Gentiloni, Pierg.orgioGiacchè,Luigi Manconi, Sanllna Mobtglìa, Antonio Monaco, Giuseppe Pontremoli.Lia Sacerdote.MarinoSinibaldì. Progettografico: Andrea RauchfGraphiU Eclitonr. Linea d'ombra Edioonò s~ Vta Gaffurio 4 • 20124 M+lano Tel. 02/6691132-669093t. Fax:6691299 Oistrib. edicoJe Messaggerie PeriodiciSpA aderente A.0.N. - Via Famagosta 75 • Milano Tet 02/8467545-8464950 Distrib. librerie POE • VialeManfredoFanti 91 50137Firenze• Tel.055/587242 Starrpa Utouric sas, Via Rossini 30, Trezzano SN (Ml)· Tet 02/48403085 LINEA D'OMBRA • Mensile di s1orie,Immagini, discussioni. Iscritta al lribunale di Milano in data 18.5.87 al n. 393. Direttore responsabile: Goffredo Foti Sped. Abb. Post. Gruppo IIV70% Numero 81 - Lire 10.000 Abbonamenti Annuale: ITALIA: L 85.000 a meuo assegno bancario o clc. postale n. 54 t 40207 inlestato a Linea d'ombra. ESTERO L. 100.000 LATERRA 31 ~ = .. " ~ ~ z ..
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