Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

30 VISTA DALLA. lUN.A < i :5 vo che dei bambini arrivassero dal medico per la prima volta soltanto quando i loro sintomi si fossero palesati ormai con tale evidenza da essere manifesti a tutti o quando. a ouo anni, la scuola cominciava a bocciarli. In tutti i luoghi di consulto si vedevano bambini soltanto dopo i sei anni. per lo più a causa del primo insuccesso scolastico. lo sapevo invece. per l'esperienza fatta a Trousseau, che si potevano benissimo curare anche soggetti in età prescolare, e reputavo che. se sì fosse potuto disporre di un luogo in cui discorrere distesamente di ciò che intercorre tra un bimbo, la madre e la famiglia, si sarebbe potutoevìtare l'incamamento di quei significanti devitalizzanti che i bambini percepiscono e che formano la base di nevrosi precoci, di strunure infan1ilimaladattate e anche, certo, di malattie psicosomatiche. Quando lavoravo all'ospedale, quali erano infatti i casi urgenti? Bambini che somatizzavano bruscamente in un momento di crisi morale o di crisi familiare. Sono sorte non poche difficoltà per mettere in piedi la "Maison Vene". Dobbiamo a Colette Langignon l'aver potuto associarci a un'organizzazione di quartiere del XV Arrondissement. Con M.me Rebois e M.mc Malandrin abbiamo potuto finalmente prendere il largo. la ;.Maiso11 Verte" è dunque risen1ata ai piccoli fino ai tre a1111ei ai loro genitori. Vi vengono accolte anche donne incinte e talvolta, sebbene eccezionalmente, bambini di tre anni compiuti: oggigiornoc'è la tendenza aconcepire una seconda volta più o meno quando il primogenito è sui due e mezzo-tre anni. È questo il momento in cui la futura madre ha maggior bisogno di aiuto. Noi della "Maison Verte" non abbiamo fatto pubblicità alcuna ed è stato tramite i consulti prenatali che le donne hanno imparato a conoscerla. Nei primi tempi ci sono stati molti bambini che arrivavano assieme alla madre di nuovo incinta; oggi ci sono delle donne che arriva• no nei giorni antecedemi il parto. Vengono perché vogliono vedere dei neonati e parlare dei figli. Alcune di loro non hanno mai visto dei neonati e sanno che possono venire Iibcramente allaMaison Vene. I bambini, dal can10loro. sono potuti venire da sempre. fin dall'inizio. Questo- e lutto prova che ho ragione - è il procedimento da adottare nelle turbe relazionali dei bambini. Parlare senza remore con loro di ciò che dicono i genitori non ingenera turbe quand'anche si tranasse di cose dolorose dette dalle madri: abbandono da parte dell'altro, delusione nei confronti dei figli o addirittura angoscia intollerabile per un difcno dina• scita del figlio. Se si dice lutto molto presto, si constaterà come il bambino sia ingrado di sopportarlo e si vedrà come egli respiri dal punto di vista psicosomatico. Soprattu110.abbiamo potuto constatare che il bambino di quest'età ha grandissimo bisogno della relazione con coetanei. Perquamoneso, alla "Maison Vene" so11ot1l lt,voro parecchie équipes. Comefimziona laCOSCI? Come in un asilo pubblico? IDUCATORI I DISIDUCATORI Ogni giorno è attiva una squadra diversa, di tre persone. Fra i tre c'è sempre un uomo e sempre anche uno psicanalista espeno. Gli altri due mcm. bri sono soggetti in analisi. Tutti i componenti sono stati in analisi ma soltanto uno di loro viene apertamente chiamato psicanalista. I genitori non possono consultare poi uno psicanalista conosciu. to alla "Maison Vene". È tassalivo elle i genitod restino col btm1bù10, sempre? Sì, entrambi. O uno dei due, o anche chi custodisce di solito il bambino. Noi non siamo al corrente delle lorocondizioni sociali. Magari sono entrambi disoccupati e ce ne sono di tulle le etnie. Noi chiamiamo sempre il bambino per nome men· tre gli adulti sono. per il personale, il padre o la madre del tal bambino o della tale bambina, oppu• re chi l'ha in custodia, sia questa la nonna o una bambinaia. Ma è il bambino a essere chiamato per nome. Ci sono regole i,ulerogabili? Sì. tutti i piccini vengono cambiati al riparo da sguardi estranei e il gabinetto è il medesimo per tutti,adultìebambini: ce n'èsoltantouno.con una tazza e un vasino da notte. li luogo è qualcosa che sta a metà fra il focolare domestico e quelle situazioni in cui si accolgono i bambini solo separati dai genitori. Direi che siamo in uno spazio "familiota•·. Non si può, ad esempio, entrare con Veicoli-giocattolo a ruote nella sala dove giocano, per terra. i bambini mentre le mamme stanno sedute in poltrona. Tutti i giocattoli che utilizzano ruote. i camion, le piccole automobili mosse a pedali debbono essere depositate nell'atrio. Del resto diciamo ai bambini: ';Né tuo papà, né io abbiamo il permesso di entrare con le nostre automobili." "Davvero, neanche tu?'' "Neppure io!''. La regola che vieta ques1i giocattoli a ruote è importante. Se poi si gioca con l'acqua ci si mette - e lo stesso vale per gli adulti - un grembiule. S0110 modalità di prevenzione delle nevrosi? Un modo per prevenire nevrosi ma anche perché siano accettate delle limitazioni senza che ciò comporti frustrazioni per il bambino. U1 norma non è stata introdotta a causa dell'età ma perché una regola ci sia. nell'interesse di tutti. Così al bambino viene spiegato perché deve mettersi un grembiule di gomma nel caso intenda giocare con l'acqua, benché le mamme si inquietinoedichiarinocheseil bambino si bagna, la cosa non ha per loro grande importanza. Noi ci linli1iamo a puntualiz1.are che si traua di una regola interna alla Maison Verte e che, a casa, possono comportarsi al riguardo come meglio reputano. Al bambino si dice invece: "Se vuoi giocare con l'acqua dcvi metterti il grembiule. ma se non giochi con l'acqua va bene lo stesso. Vuol dire che non ne hai voglia.·•c·è poi-e concernei genitori - una disposizione speciale: non devono aiutare i bambini a fare quello che han voglia di fare. Per esempio: aiutarli a salire una scala sucui volessero

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