Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

Masaryk e Havel. Un confronto Emest Gellner traduzione di Roberta Scia/pi Emest Gellner (Inghilterra. /925) ~ 1modegfi scienz.imi sociali pitì interessanti di cui disponga oggi l'/nghif1erra.Professore di antropologia a Cambridge. Ju, pr0</011on11merosi aggi e articoli; in italitmosono uscili Parole e cose (Il Saggimore /959), e Nazioni e Nazionalismo (Editori Riuniti /985e /992). Hascrilto in "TheG11ardian" del25111glio scorso, q11estoimerventosu Havel che ci pare utile n"proporre, anche,, chius11ra di ,ma storia. per la rilewmw delle sue riflessioni storicopolitiche. Tra il primo prcsidcnie della Cecoslovacchia e colui che sembra essere l'uhimo ci sono marcate somiglianze e differenze significative. Sia Tomas Masaryk che Vaclav Havel furono presidenti-liberatori. uomini che contribuirono a rcali7.zare la transizione da un regime onnai ripudiato ad uno più liberale. Entrambi erano intellettuali e moralisti, profondamente interessati al fondamenio morale della politica. Eppure. mentre Havel si opponeva a un regime assolutamente ripugnante (perfino per gli esigenti criteri del Socialismo reale su queste questioni), Masaryk si oppose a un regime la cui condanna rimane profondamente controversa. e che egli stesso arrivò a rifiutare solo in tarda età. La grande conquista morale di Havel fu quella di sfidare l'odioso regime comunista e dimostrare che esisteva qualcuno che aveva la forza morale per farlo. La conquis1a di Masaryk fu quella di non sfidare il regime-neem infatti un elementoattìvocome membro del parlamento - bensì di combattere battaglie morali ma impopolari che spesso esasperavano i suoi compatrioti. Molto significativo è che in entrambi i casi la transizione dall'odiato cmcie11 régime a un nuovo ordine più democra1ico abbia avuto un carattere "morbido··. Nel corso di tale transizione la complicità con ronnai rinnegato regime ebbe profonde implicazioni per la namra dei problemi morali che i rispettivi maestri di cerimonia. valeadircciascunodi questi ••rivoluzionari". si trovarono ad affrontare. Ciò è particolarmente vero nel caso di Havel. E dopo il 28 ottobre 1918 (fondazione ufficiale dello stato cecoslovacco) Masaryk pone 1·accen10sul carattere calmo e incruento del co11p d'éwt (prevrat). Egli stesso non lo considera una rivoluzione e fa notare che si è verificato solo dopo la rivoluzione a Vienna e il crollo del fronte austriaco in Italia. Ogni cosa fu ottenu1a auraverso negoziati. non con la violenza. 11 processo venne completato in due seni mane: problemi tecnici. osserva Masaryk. impedirono di procedere più velocemente. Le nuove autorità furono in primo luogo riconosciule da quelle precedenti come congiuntamentecompetenti e corresponsabili (cosa che fu ripe1uta da Havel nella seconda storica rivendicaz.ionedi democrazia. contro un'autocrazia molto più ostile). Nel caso di Havel la transizione fu ugualmente morbida e. per così dire. tecnica. Egli aveva aiutato a rovesciare un govemoeccezionalmente inviso e 1otalitario (aggenivi che sarebbe ingiusto usare per il sistema rimosso da Masaryk) ma l'in1ero processo sembrò essere questione di richieste e concessioni. "Persino il presidente comunis1a si è dimesso su nostra richiesta·· sottolinea Havel con compiacimento e un pizzico di sorpresa. Questa rivoluzione si svolse davvero in tem1ini di richieste e dimissioni. Un tempo i Cechi erano soliti gettare gli emissari dei governi stranieri dalle finestre dal castello di Praga: la prima volta sulle picche. la seconda su un morbido mucchio di letame; ma. la terza volta, una gentile richiesta di dimissioni fu cortesemente accolta. ILCONnffO Il castello di Praga in questo secolo ha virtualmente sperimentato l'intera gamma dei regimi possibili: il tradizionalismo dellacontrorifor. ma asburgica: il liberalismo di Masaryk. Hitler, un breve interregno. lo Stalinismo. un altro interregno, l'era Bresnev e poi Havel. Ma ogni volta i governanti uscenti negoziavano. temporeggiavano. se potevano. e infine finnavano. Il presidente Emi! Hache s"arrese a Hitler. il generale Toussain, comandante della guarnigione tedesca nel maggio del 1945. negoziò la resa con il Comitato Nazionale Ceco. Perfino KarJ.Hennann Frank. l'ultimo Reichs-Protek1orinCecoslovacchia. intuendo che i negoziatori cechi erano restii a trauare con lui e preferivano i s0ldati tedeschi. si dimise educatamente, favorendo in tal modo le trattative. (Cosa che peraltro non lo salvò dall'essere impiccato pubblicamente un anno dopo a Praga.) Eduard Bcnes passò le consegne ai comunisti. Alexander Dubcek s'arrese a Leonid Bresnev: e sia Masaryk che Havel ci raccontano nei dettagli di come abbiano assecondato il trapasso politico. Cosa non necessariamente negativa. Perché mai i cambiamenti dovrebbero sempre essere consacrati dal sangue. perché la continuità lra passato e presente non dovrebbe superare le rivoluzioni e conservare le buone maniere? Ma ciò potrebbe anche in alcune occasioni sollevare problemi morali. Masaryk e Havel non hanno avuto esattamen1e lo stesso problema. ma è imeressante vedere come abbiano affrontato i rispeuivi dilemmi. li problema di Masaryk consistçva nel dover spiegare perché l'impe• ro asburgico. che aveva sostenuto tanto a lungo, dovesse essere abbattuto. Lo stesso Masaryk ammise: ..Dopotuuo, la maggior pane di noi aveva tanto a lungo conservato e difeso davanti a tutto il mondo la necessità dell'impero asburgico"'. Che cosa era cambiato, dunque? L'impero asburgico non era riuscito a migliorarsi. era solito dire Masaryk. e cosi il confronto della prima guerra mondiale doveva essere visto come lotta tra il bene democratico e il male autoritario. Ciò condusse Masaryk a un paio di contraddizioni. Una emerse dalla strana inclusione degli Zar nell'ambito della democrazia liberale.L'altra era di namra molto più seria: la sopravvalutazione della rivoluzione democratica presumibilmen1e priva di ambiguità e, in definitiva. apparentemente vittoriosa (la "Rivoluzione mondiale'' che diede il 1ìtolo originale ceco al suo libro). Tale convinzione. Foo di Povel 5'echo Ido Dobe Novzdor;, solo tardivamente acOrbis Pictus) quisita, conduceva all'implicito. ma profondamente pervasivo sillogismo che penneava il sistema scolastico nella Repubblica crea• ta da Masaryk: l'Occi• D dente è democratico. r Occidente è forte. è democra1ico perché è forte, ed è forte perché è democratico e perché I questo è il senso in cui sta procedendo la s10ria mondiale. Noi siamo entrati a far pane di questo splendido movimento prima di molti altri, addirittura nel XV secolo. siamo stati ingiusta• mente privati del diritto di appartenenza, ma ora siamo ri1omati sani e salvi sulla retta via e siamo veramente al .,

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