IDUCATOal I DIHDUCATOal insomma arrivavano già informati da un interno che si era stufato di visitare dei bambini che marinavano la scuola e che mascheravano I' angoscia dietro alla patomimica. Cosa i,11endeper "JJalomimica"? Fingere una malattia. Ma, a furia di fingere. si è presi al laccio, al gioco del sintomo cioè. E questo viene spesso preso sul serio dai medici. come segno di malattia organica. I bambini sono fatti così. Questo lavoro era piuttosto interessante. Non era una psicoterapia fatta su richiesta di un medico odi genitori, né prescrivevo fannaci, visto che per questo nell'ambulatorio c'erano gli altri interni. Se i pazienti si rivolgevano a me per prima io non li prendevo mai in carico se non dopo che l'interno di medicina o il primario avessero decretato che non c'era niente sul piano fisico. All'Ospedale dei Bambini potevo dunque operare una selezione che scartasse eventuali eziologie di natura organica. A Bretonneau a far questo lavoro era invece Pichon. C'erano. ad esempio, soggetti che presentavano una ritardata maturazione delle gonadi. Ecco Pichon cominciare col prescrivere degli ormoni, col risultato che bambini sino ad allora socialmente, familiarmente e scolasticamente ben adattati diventavano, se non caratteriali, insopportabili. Si finiva col mandarli in psicoterapia perché gli apporti ormonali, invece di aiutarli a femminilizzarsi o mascolinizzarsi, li disequilibravano. Ho fatto la psicoterapia di chi faceva la pipì a letto, della balbuzie, delle fuggitive. dei ribelli, a tutto e tutti... Ho poi voluto fare la tesi su di un tema che era già un classico nel discorso psicanalitico di allora: il complesso di castrazione e il complesso di Edipo. Amio avviso, i medici avrebbero dovuto affrontare i problemi inconsci dell'infanzia, considerato che è tra i cinque e i sette anni che questi problemi, soprattutto in soggetti senza apparenti turbe caratteriali, possono manifestarsi con sintomi psicosomatici talora cospicui. Asoggeni del genere veniva prescritta l'aria aperta, visto uno stato malaticcio da cui non riuscivano a uscire, l'aspetto gracile e il conseguente assenteismo scolastico, l'influenza negativa sui ritmi familiari. A dire il vero. avrebbero semplicemente avuto bisogno di un padre dal chiaro ruolo familiare, dì un ruolo altrenanto definito per loro stessi nella vita di famiglia, che venissero infine precisati i limiti dei figli nei confronti di padre e madre: in altri termini, l'iniziazione alla legge dell'interdizione dell'incesto che regge l'evoluzione di ognuno verso la genìtalità. Quali reazio,ii ha suscitato, nel /939, la pubblicazione della sua tesi Psicanalisi e Pediatria? Per quel che mi concerne direttamente, la maggiore è stata quella di Jean Rostand. Non erano trascorsi ancora otto giorni dalla sua pubblicazione, che ho ricevuto una lenera da Jean Rostand. lo ravevo discussa il 13 luglio 1939 e, attorno al 22 o 23 dello stesso mese ho ricevuto una lettera: ·'La voglio assolutamente conoscere; non ho letto niente che mi abbia tanto interessato dopo Freud. Venga a trovarn,i". È statocosì che ho conosciuto Jean Rostand. che dal canto suo conosceva tutti gli psicanalisti del tempo. Egli stesso del resto era stato in ::malisì. Da Laforgue, se non erro. Sl,da Laforgue. Era stato assalito da un'angoscia terribile al momento di sostenere la prova delr'·agrégation" a Lettere, "agrégation" che non ha mai ottenuto proprio perché davanti alla commissione esaminatrice era stato sopraffatto dal panico. Rostand conosceva Parchcminey, ma non so se già vedesse Laforgue. Ad ogni buon conto alla Società Psicanalitica di Parigi tutti sorridevano un po' della mia tesi. Perché? Trovavano forse 1111 po· 1roppoempirica la trattazione? Si stupivano, con una venatura critica, che sì potessero l'rovare tante cose in un bambino. Em cosciente, allora, di star fonda,u/o la psicanalisi i,ifantile in Francia? Niente affatto. E non era neppur conscia che il suo libro inaugurava qualcosa i11Francia? Proprio per niente. Avrei desiderato magari che il libro stimolasse a una nuova medicina infantile, ma non miravo proprio al piano della psicanalisi. Non era certo con l'aspirazione di far avanzare la psicanalisi che avevo preso la penna: mi ponevo piuttosto nella prospettiva di un·applicazione della psicanalisi alla pediatria ma, ali' epoca, mai mi è passato per la testa che si potesse con questi mezzi curare un fanciullo davvero compromesso. davvero minorato. I bambini di cui parlavo erano stati, sino ai cinque-sei anni, più o meno normali in quanto a crescita. C'erano state sl turbe funzionali, ma non si poteva parlare di soggetti psicotici. Di psicosi, in realtà, me ne sono occupata soltanto in seguito. Me/anie Klein era partita dalle psicosi. lei invece ha preso le mosse dalla psicoJ)atologia della vita quotidiana, il che è proprio quello che ha conferito ww s11apeculiarità alla situazione francese: la psicanalisi infami/e in Francia è sorta sul terreno della pratica ospedaliera quotidiana. Sl, è vero. In ogni caso la pratica psicanalitica sugli adulti è sorta, qui in Francia, come pratica di consulenza nel reparto di chirurgia del professor Gosset. In che 011110? Laforgue aveva incontrato Gosset nel lontano 1912.All'indomanidellaguerradel' 14,al ritorno di Laforguedal fronte, ci sonostati i primi consulti ospedalieri alla Pitié. nel reparto appunto del professor Gosset. Laforgue e Codet lavoravano entrambi inun consultorio peri casi insoliti e i dolori cui non si riusciva ad associare una causa organica. Non c'erano allora i mezzi diagnostici odierni e ciononostante ci si era accorti che certe persone, a scadenze date. tornavano accusando dei dolori: ogniqualvolta si interveniva chirurgicamente, i LATERRA 21 < ! e E I
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