Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

lo provoca J'esis1enza dei CDR (Comitésde Defensa della Re,•oluci6n). Cen"è unoperogni isolato. incittà: nari e moltiplicatisi per risolvere tuni i piccoli problemi del vicinato. di condomini e case. affinché insomma la convivenza nella Cuba rivoluzionaria non subisse gli intoppi di sciocchezze della vita quotidiana facilmente risolvibili. sono da sempre visti dalla gente come centri di spionaggio. Se uno esce da casa con una valigeua, meniamo. e quando torna non ce l'ha. si vedrà subito arrivare a casa qualcuno del CDR che domanderà dove l'ha lasciata e pgni altro particolare sul fatto; è lo stesso se si arriva dal lavoro troppo tardi o sì esce anche non dovendo andare al lavoro e via dicendo. I più politicizzati. tra gli interlocutori cubani, ti spiegheranno che c"è da un pezzo una paranoia dilagante tra i dirigenti e collaboratori del regime. Se uno ha la camera al 17° piano del grande albergo si sente dire da qualcuno: "Ecco. è a quel piano che mcuono sempre i giornalisti stranieri. 11 ,,j tengono controllali meglio··. Ai grandi miti rivoluzionari e alle ragioni ideali per le quali tocca sopportare le pene di oggi aggiunte a quelle di prima i cubani non sembrano intel'!ssati. nelle conversazioni della vita quotidiana. I giovani. eh.e costituiscono la grande maggioranza della popolazione. e hanno conosciuto soltanto questo sistema. ai nomi degli eroi ufficiali e ai paroloni sul socialismo restano indifferenti. Il Che e Lenin e i guerriglieri della Sierra Maestra rappresentano non altro che capitoli dei libri che hanno dovuto studiare a scuola. Può darsi che le cose siano diverse in altri luoghi di Cuba: quello che noi abbiamo visto è così. Ed èda escludere che nei tanti giovani indifferenti il fuoco del sentimento rivoluzionario possa essere acceso dalla stampa. che è illeggibile ... Granma". il quotidiano unico.è un noioso bolle11inodi comunicali ufficiali. Si può criticare quanto si vuole-e si deve farlo- tanta faciloneria dei giornali italiani, ma non si può prendere sul serio un giornale il cui titolo di apenura a tutto il largo della prima pagina annuncia "Il popolo cubanocclebracon gioia il trentennale delle relazioni con la sorella repubblicadi Algeria" ("Granma·. metàottobre 1992).Echecome altre notizie di rilievo scrive delle medaglie alla produuività date a un gruppo di volontari in una piantagione di qualche provincia. del numero di bicicleue che si prepara a produrre una nuova fabbrica in costruzione e altre simili amenità quotidiane. Una di due: o il regime considera cretini tuni i ciuadini. non essendo stato capace di farli maturare. o preferisce non farli maturare e renderli giudici autonomi del I' infonnazione che dovrebbero ricevere. Male, in tutti e due i casi. In questo momento non si vede come possa il governo del l'Avana superare i gravi problemi dell'economia. Hanno una scarsa importanza gli scambi con il Vietnam del Nord e con la Cina; le sollecitazioni dei comunisti russi perché Mosca riprenda lacollaborazione con Cuba fanno parte della loua politica interna nel loro paese, che del resto non può aiutare qualcuno all'estero oggi. avendo la propria economia in ginocchio. Quanto alle offcne di petrolio del regime integralista islamico dell'Iran (il ministro iranianodegli esteri Velayati ès1ato nelle scorse selli mane ali' Avana). Castro sa che si tratta di un'amicizia pericolosa perché accettarla significherebbe allontanare le possibilità di una ricucitura con gli Stati Uniti anzichéavvicinarle.comcsperadi otlencredal presidente Clinton. Ammettiamolo: è ingiusto che Washington voglia imporre legge a Cuba e che mena anche in campo il suo potere d'influenza su tutti gli altri paesi hllino-americani. che quindi reclamano al!"Avana. in cambio di intese commerciali, aperture in politica interna. Lccosestannocosl, che piacciano o non piacciano. E poiché la vittima di questa situazione è la gente di Cuba. la gente comune. uomini e donne più impananti del regime che li governa. ci si deve chiedere se è giusto che questo regime raccia pagare un prezzo tanto alto ai suoi governati, Alto fino al punto di spingere alla • prostituzione delle ragazzine. Beninteso non è auspicabile per Cuba. né per alcun altro popolo. il quadro di miseria e ingiustizia sociale clamorosa presentato da ognuno degli altri paesi latino-. americani. Ma - questa la domanda-. ha un senso politico e morale far pagare un simile prezzo nel nome di qualcosa che si può legittimamente presumere onnai privo di possibilità di compimento? Quando non ci sarà più Fidel Castro le cose cambieranno; non ci sono più delfini dietro il capo. sono stati fatti fuori uno a uno tutti i potenziali eredi: proclamare fiducia nel destino indistruttibile della Rivoluzione così com'è stata concepita dal sempiterno leader è incoscienza oè ipocrisia. La logica di una politica al servizio della gente suggerirebbe la ricerca quanto prima. da pane di Castro. delle vie per una transizione indolore, che salvi il più possibile del sistema socialista per evitare al popolo il rischio di svolte violente. Si risponde dal versante castrista che è proprio il popolo cubano a volere la fermezza continuamente ribadita dal presidente. come dimostrerebbe- prima ancora del recente risulta1oeleuorale- il fatto che nonostante le difficoltà non si vedono nel paese manifestazioni popolari di malcontento. Qualcuno ha deno una volta che nelle situazioni di malessere, in seno ai popoli repressi. si confrontano la paura e la fame; quando la fame diventa forte non c'è paura che tenga fino in fondo. A Cuba si mangia. sempre meno- magari due patate al giorno e un pugno di riso alla settimana - ma tutti mangiano la stessa quantità e nessuno al momento è morto di fame. Ma, d'altra pane è bene ricordare che nemmeno in Russia. né in Bulgaria o in Albania. ci sono state manifestazioni antigovernative fino a poco prima che i loro regimi crollassero con una rapidità incredibile anche sotto il peso della rabbia scatenata di popolazioni che non ce la facevano più. Torniamo ai risultati delle recenti elezioni: il governo ha dimostrato quello che voleva. Viene un dubbio su come sono andate le cose quando si pensa al numero superiore di schede bianche in occasione delle amministrative di tre mesi prima: attorno al 10 per cento secondo informazioni vaghe fornile dalle autorità. dal 20 al 30 percento s1andoa fonti antigovernative. Come mai questa volta hanno votato per il regime alcuni o parecchi di quelli chequell"altra volta avevano immesso nell'urna una scheda bianca o nulla. se poi nel frattempo le cose nella vita quotidiana sono peggiorate? Due ci sembrano le spiegazioni dell'esito elettorale. Una. la diffidenza dei votanti verso l'annunciata segretezza del voto. il timore insomma che si potesse scoprire come si era comportato l'eleuorc. La seconda, siccome Fide) Castro si è impegnato personalmente nella campagna con uno sforzo di persuasione quale non si ricordava da diversi anni, percorrendo in lungo e in largo l'isola. si può anche pensare che oltre alle sue doti carismatiche abbia posto sul tavolo una visione della posta in gioco che. anche se defonnata rispeuo alla reahà. non poteva essere giudicata al fine di una scelta autentica da chi dispone come sole fonti d'informazione del quotidiano unico. del notiziario alla radio con comunicati ufficiali a getto continuo e della televisione che mostra giovani sudati e gioiosi come quelli visti da Cossuua. In un caso o nell'altro. la validità del risultato sarebbe discutibile. Scriveva Ignazio Silone nel 1954: "Il meccanismo mortifero è sempre lo stesso: ogni gruppo o istituzione sorge in difesa di un ideale. ma strada facendo si identifica con esso e poi vi si sostituisce. ponendo al venicedi luni ivalori i propri interessi". Ma niente dialettica. dicevamo. fatti soltanto. E allora torna alla mente quella ragazza triste con la borscna consumata che si offriva allo straniero. Probabilmente dal seggio alla periferia dell'Avana ha depositato nell'urna la scheda con un "sl'"; forse l'hanno convinta che il suo dramma di oggi presto la.scerà il posto a un futuro luminoso. "Ma quale mestiere ... lo sono laureata in Tecniche della Costruzione."

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