Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

I O VISTA OAUA LUNA attraverso le letture. i film. spesso anche gli sludi. il mondo spregiudicato che il modello occiden1ale propone e sembrano accettarlo. Inalcuni casicompiono persinolucideanalisi sui comportamenti sociali che vengono anco-- m imposti nel loro paese e li criticano duramente.Ma poi non sono in gradodi capire per esempio (proprio di capire) pcrch~ ci stupiamo se il ponavoccdel lorogruppo~semprcc soltan10 un maschio che impartisce ordini e dirclli\·esenzache nessuna si ribelli. Esisteun abisso tra le parole e l'agire quocidiano. Mentre sembra di parlare un linguaggiocomunc,c le analisi appaiono lucide e comprensibili n 1u11i.componamcnliprocedonosu un ahro binario. Allora~ sempre più ,·ero che parlare non basta. occorre trovare anche altri piani di intervento. Lasciare alla parola (e per giuma soltanto a quella poli1ica) di fare la parte del Icone. puntare tutt9>11programma su questo tipo di discussio~i significa non incidere nel profondo e garantire l'egemonia al gruppo politicamen1e più organizzato. a chi è più abile ncll'usodclringlcsc. socialmcnle privilegiato. E gli altri? E le altre? 6 agosto-Glia a Firenze Siamo ospili del Comi lato per i campi di pace di quella città. Parte della giomala ~ dcdicma ad incontri pubblici, poi i giovani possono sguinL.agliarsi per le vie della cillà. I nostri ospiti stranieri non sono particolarmente sensibili alle bcllcv.e anis1iche. Pochissimi di loro si illuminano davanti al miracolo straordinario dell'arte fiorentina, Mollo più entusiasmo suscita il ncgoz.ict di Bcneuon. do,·e ci sono i saldi. o l'atmosfera delle bancarelle a piazzale Michelangelo. Durante il viaggio. capita che in uno dei due bus si trovino. oltre a mc. un gruppetto di Palestinesi. due Italiane e una sola Israeliana. che però. piccolina come è e rincan1uccinta nell'angolo di un sedile. ~suno ha notato. I Palestinesi, 1uui ragani. rumoreggiano. scandiscono slogans. lo sono mollo s1anca. non capisco quello che dicono e li lascio fare; poi. a un tratto. mi pare di cogliere quakhc parola offensivanciconfromi degli Israeliani: miab,0 e grido di smeucre. In quel momento 1uui ci accorgiamo della presenta di Miriam. che. in silenzio. piange. I ragani la circondano. rendendosi conio della stupidità di ciò che hanno fauo. Qualcuno le parla sonovocc. I' accare1.1a. All'anivocomunico ai leaders l'accaduto e mi domando che cosa Potrà succedere. C'è tulto un parlonare a bass.i voce in giro. È l'ora di cena e tutti sono seduti a tamia. Miriam tarda. poi arriva molto turbata: ma. inpiedi. in mcuo ai 1avoli.prega1utti di non voleres1upidamen1e sciupare quanto si è cos1nii10 insieme. Si al1.a Suhail c. a nome dell'intera delegaJionc palestinese. porge scuse ufficiali a Miriam e a 1uni gli Israeliani. In silen1io. tutti si accingono a consumare la cena. Miriam non era simpatica a molli. ma ora la guardano con rispcno c. finalmente. qualcuno anche con simp.11ia. Il modo in cui ha risolto l'incidente ~ piaciuto ai più e molle -· •~ --- ._,,..,..,. Non posso fare a meno di pensare che questi sono giovani cresciuti a "forza" . .che mi sarebbe parsa più naturale una bella li1e con qualche parolaccia liberatoria. Mu lant'è. questi giovani sonocosl. Forse è già qualcosa se l'altro. il nemico di sempre. assume un voho e un carallere. un a~peuo definito. Siamo alla fine dell'esperienza: gli ultimi giorni sembrano scorrere più facili. più malinconici perché segnati dalla vicinanza del disiaccochc illumina di una luce completamente diversa le ore che si passano insieme. 8 agosto - Bologna, Villa Guastu'illani. Ultimo giorno Ieri noneèsi.itauna incredibile baraonda. Tuni si sono scatenati quasi per un bisogno inconfessato di sfogare le tensioni accumulate in questo periodo. Penso che do,·c,•a succedere. Si prepara la fesia finale: un regalo per tutti, fiori. festoni colorati. dolci. C'è un ultimoconfronto, IUltiinsieme.sul prJtodi fronte alla villa: valutazioni e proposte. La discussione si polari7.23 su due punti fondamentali: la necessità della conosccnz.a della lingua inglese per potere meglio comunicare e la partecipazione degli llaliani. che viene considerala positiva dai Palestinesi. negativa dagli Israeliani. Gli uni sostengono l'importanza della nostra prescn1.a. come 1estimoni della reahàdcl confliuo. Gli altri ci considerano un ostacolo ad un possibile dialogo a due; e ques1ou partire dallaconsta1azionedi un dato di fono: durante il tempo libero sia i Palcstine• si sia gli Israeliani hanno preferito la compa• gnia degli Italiani a quella degli ahri. A parte il fatto che entrambi dimostrano di non a"erecompreso "lo spirito .. con il quale abbiamo partecipalo al progetto. in quanto "1erL.i'', la valutazione israeliana. anche se parte da una osservazione reale, mi appare affre11a1a. Essa non tiene conto di tutte le variabili in gioco in un'esperienza del genere: in primo luogo la scarsa prcpar.u.ionedi tuui. il caraltere di cspcrimcnlo che ha assunto questo campo. la incapacità, da parte degli organi1.zatori, di inviare delegazioni bene assoni le. ma ancora. e soprauuuo. il rifiuto dell'ipotesi proposta da noi, che a\-rebbe. ,,a. lorizzando la isoggenivi1à. fa\'orito forse il riconoscimen10 delle diversità. lo scambio, il dialogo. piuuos10 che puntare soltanto sul. 1· esplicitazione. pure indispensabile. del conflino. La conclusione è che se ne riparlerà dopo avere riOeuu10 a fondo e che, per il futuro (lutti pensano che ci sarà un fu1uro) si dovrà :1ffron1nrcil problema con grande an1icipo. La sera riceviamo molte visite. di associa1.ioni ciuadinc. di semplici :unici. Molti hanno portalo chitarre o allri strumenti pen• sando ad una festa. Ma loro. i ragaai. dopo lo scambio dei doni. si raccolgono a gruppi a chiacchierare souovoce. Si scambiano indi• riui. brevi scriui. pensieri. Vengo anch"io rnin\-nll:. Mi chirdnno di scrh'erc mcssaui. IDUCAZIONI ALLA PAQ vengono a confidanni. souovoce. quan10 im• portante sia stato per loro il periodo che abbia. mo trascorso insieme. È una notte di malinconia e di confiden1.e. in c~i non si dorme e non si fa festa. Le ore tunavia scorrono veloci. La mattina presto si dovrà partire e sembra che il tempo rimasto non sia sufficien1e per dirsi IUlto quello che si vorrebbe. Le promesse sono molle: di rivedersi. di scriversi. di telefonarsi. Mi chiedo quante. di queste promesse. saranno manlenutc. mentre anch'io sento dolorosa men le il momento del di5tacco. I ragazzi sono part.iti. In un primo bilancio che traccio. dapprima con mc s1cssa. poi con i lcaders italiani e l'in1cro gruppo dei ragaai. tutti ci diciamo che vorremmo riprovarci. La scnsa7ione è quella che avremmo potulo fare di più. che ci siamo lasciali cogliere impreparati da qualcosa di più gronde di noi. Ci sembra che ora. con questa espcrien1.a alle spalle, sapremmo fare meglio. e allora bisogna andare avanti. I rapporti con i nostri part.ncrs sono rima• sii ottimi: ci scriviamo. ci 1elcfoniamo. La volontà è quella di non spel7..are fili cosl fa1icosamente intrecciati. non interrompere una corrente di affeui. simpatie. affinità che ci hanno s:iimolato e arricchito. Resta 1u11avia. per loro. la grave difficollà di reincontrarsi, poiché 1u110.là. tende a dividerli. a separarele loro vite. Per noi resta un ·ombra: ladi.sc.ussione aperta sull'opportunilà della partecipazione italiana al prossimo campo. che sarà il terreno sul quale ci misureremo nella fase prcpanuoria per il 1992. L'anno è passato ed abbiamo ripctulo il campo di pace. con una scelta che non condi• videvo. ma che ho acce nato, poiché su di essa si sono alleati enlrambi i nostri partncrs stranieri: gli Italiani sono stati ammessi soltanto nella seconda pane del campo. dopo un primo periodo che è staio lrascorso da Israeliani e Palestinesi "faccia a faccia". Questa seconda esperienza ha avuto molti aspetti simili alla prima. ma è stata. se possi• bile.ancora più difficile. A complicarla hanno contribui1odiversi fattori: il gruppo i<irneliano composto da giovani inviali quest'anno da due dis1inti pan ili (RatL.e Labour), che scontava perciò anche divisioni interne: una si1ua• zionc politica solo in apparenza più facile. ma in reallà scgnaia dallo stallo delle 1rattn1ivedi pace: maggiori difticoltà di 1ipoorgani1.1,a1ivo. complicale dalla oggeui,•a situazione politica israeliana (in primo luogo un nuovo governo in una fase ancom di consolidamento) con la conseguenza. ancora una volta. di un programma affrettato. di leaders scelti aJ. l'ultimo momen10, privi della necess.:1riaconsapcvoleua del loro ruolo e di una ancor più sc;ma preparazione dei giovani. Tuno ha contribuito a rendere ancora più difficile il dialogo ed a fare prevalere soven1c lo spiri10 della festa e della vacan,.a spensierata. senz.a tener conto del progetto che noi. dall'l1alia. a,e,a-

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