IDUCAIIONE ALLA PACE tristemente famosi e dove ha sede una comu• ni1àdi monache e monaci che dividono il loro tempo ira il lavoro e la preghiera per la pace: fra1elli e sorelle che hanno una casa anche in Palestina. vicino a Gerusalemme e che parla• no arabo ed ebraico. La visita ai luoghi della tragedia trascorre rapida. I nostri ospiti. loro che convivono con la paura e con la morte. sembrano appena 10cca1idal raccon10 di un vecchio partigiano che rievoca quel terribile episodio. Qualcuno resta colpilo dal numero dei morti e dalla giovanissima età di alcuni di essi. Più vivace e movimentato è l'incontro con i monaci. Si parla per lo più in arabo e in ebraico e qualcuno osa qualche domanda sul significalo della preghiera per la pace. Quale pace e dove? Per chi'! Ciò che colpisce di più !: la scelta di una vita di disciplina.di silenzio. di preghiera: una vita fuori del mondo {ma è proprio vero?) per la pace nel mondo? Sembra per alcuni spalancarsi una nuova prospettiva: la pace può dunque non essere soltanto qualcosa che "conviene .. a 1u1ti. piuttosto della paura e del rischio di uccidere o essere uccisi. ma un valore. una sceila di vita ... È una giornata importante. Al ritorno a piedi per i sentieri della montagna si gioca e si ride come sempre. ma sonovoce. e qualcuno ha voglia di camminare in silenzio. 5 agosto-Mari.abolto, Sala del Consiglio Comunale, Conferenia di pace Tuui i ragazz.i sono presen1i. Quelli che rappreseniano ufficialmente i diversi paesi o organizzazioni internazionali siedono sulle poltrone dei consiglieri comunali. nel semicerchìoadessi riservato. gli altri tra il pubblico. 11 presidente è Giacomo, che fatica un ~o a mantenere l'ordine. Una telecamera ci riprende. qualcuno è anche venu10 da Bologna e da Firenze per assis1ere alla seduta. Guardo il banco palestinese. sul quale siedono Haider {Palestinese) e Nissan (Israeliano). che difende le posizioni del popolo che rappresenta con calore e passione. GuarLA TERRA 9 do il banco israeliano: nessun Palestinese vi siede, anche se ha partecipalo ai lavori preparatori. Miriam. molto attenta. interviene con convinzione e determinazione. Questa scelta è il risulla10 di un'ennesima. accanita discussione dell'ultima ora. nel corso della quale nessuno dei Pales1inesi ha accettato di apparire nel ruolo del proprio antagonista. Mi rammarico di non aver capito prima. di non essere intervenuta per fare capire. almeno agli Italiani. le ragioni profonde per cui non pole"a accadere nulla di diverso. Tutti sono giustamente ammirati e commossi per la sccha di Nissan. nessuno si interroga abbastanza sul perché non è stato possibile il contrario. In un lungo colloquio privato, la sera precedente. Ghassan me lo ha spiegato. ma non mi ha perdonato. credo. di non esserci arri\'ata da sola e di non averlo aiuiato in qualche modo. Una grande amarez1.a mi a5. sale. Credo di cominciare a rendcm1i conto che gli Slnunenti che la razionali1à suggerisce. quelli che "a freddo" possono forse apparire come mezzi validi dal punto di vista educativo. propost·i e sostenuti in perfeua buona fede anche da parte israeliana. sono in rcallà insufficiemi. qualche voha in mili e persino dannosi. Alla mia domanda "Perché non me lo avete dello prima? Perché non mc lo ave1e spiegato?"'. vedo spalancarsi grandi occhi scuri: non c'è nulla da spiegare. "Vestiresti tu i panni del tuo oppressore? O non ti prenderebbe piunosto la paralisi. di fronte soliamo ad una richiesta di questo genere?"' Questa vicenda mi spinge a pensare. ad andare anche al di làdi quanto è accadu10. fino a pormi la domanda di fondo: ma il dialogo è possibile (e non solo Ira Israeliani e Palcslinesi. ma anche proprio con noi l1aliani). quando sono cosl vas1e le distanze che ci separano? Usiamo lutti. come lingua comune. una lingua straniera a 1u11i:l'inglese. e per giunta· non sempre la padroneggiamo abilmente. Questo ci induce. è inevitabile. a cos1ringere spesso i nostri ragionamenti entro schemi che non rendono la complessità di quanto si vorrebbe esprimere. Ma se questo problema è comune. ve ne oono altri, certo ancora più gmvi, per chi è più lonuino di noi da un modello comunque occidentale. che gli viene imposto. e non soltanto dall'uso di una lingua non sua. ··Consumare" la stessa musica. amare il fast-food o l'abbigliamento tipico dei teen-agers om1ai di tutto il mondo produce quell'illusione dell'essere lutti uguali cd in grado sempre di intendersi.che questi giovani scontano dolorosamente su altri piani. quando le contraddizioni inevitabilmen1e scoppiano e sono loro i primi a non capire. Tuui. Israeliani e Palestinesi. conservano nel profondo i "modelli" tradi;-ionali della loro cultura, anche se all'appa.renza somigliano e si comportano come piccoli "americani". In ultima istanza finiscono. per esempio, per sostcnereentrambi che le ragioni per pretendere quella 1crra ("'La mia 1erra". la stessa terra~ risiedono nella Bibbia o nel Corano. Per 1 Palcs1inesi. e più ancora per le Palestinesi. i problemi sono ancora maggiori. perché dc,·0110fare i conti con un "costume .. arcaico. del quale non si sono liberati. Essi conoscono.
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