6 VISTA DALLA LUNA IDUCAZIONI ALLA PACI Campi di pace Cronaca di un'esperienza con ragazzi israeliani e palestinesi Nadia Baiesi L'inferno dei vivemi non è qualcosa che sarà: se ce n'è uno. è quello che è già qui. l'inferno che abitiamo;µtti i giorni. che for• miamo s1ando insienfe. Due rnodi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accenare l'inferno e diventarne pane fino al punto dì non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige auenzione e apprendi mento continui : cercare e saper riconoscere chi e cosa. in mezzo alrinferno. non è inferno. e farlo du• rare. e dargli spazio. Italo Calvino. Le città ir1visibili. Queste poche righe erano stampale sul• rinvi10 che il Comitato per i campi di pace della Regione Toscana rivolgeva a mui coloro che volevano incontrare i giovani israeliani e palestinesi appena giunti a Firenze. Esse esprimono le ragioni dì una scelta. quella di chi si mette ingioco.dì chi rischia escommet• te anche su se stesso. L'esperienza dei campi di pace ha qualcosa a che fare con le parole di Calvino. che suggeriscono una delle risposte possibili al perché si accetta di vivere un'av. ven1uracome questa. un· impresa che diventa ,;totale". che ti assorbe e ti cambia la vita. pur conoscendo bene 1u11ala propria inadeguatez• za (molti potrebbero farlo meglio di me. dun• que perché proprio io?). E non ba.stala sempli• ce, banale osservazione che. in certi casi. è comunque positivo che chi può e chi vuole faccia qualcosa. nei limi1idelle sue possibili1à. Curiosità dapprima. ma forse anche la percezione, se non proprio laconsapevolezza, di stare affrontando un·avventurJ che farà ..crescere" in primo luogo te sies.~: dietro 1·entusiasmo e la trepidazione con la quale mi accingevo a lavorare al progetto c'era tullo ciò ed anche la sensazione di stare accettando una sfida. Me11em1ialla prova è stato forse lo spirito con cui mi sono mossa la prima volta, conquistala in parte da un incontro casuale con due ragazzi. una Israeliana e un Palestinese. in occasione di un concerto che Gianna Nannini 1enne a Bologna nel dicembre del 1990. organizzato dalle donne del progetto "Visitare luoghi difficili" del Centro di Oocu• mentazione delle donne di Bologna. L'idea fone. per me allora. era quella di contribuire all'apertura di un dialogo fra giovani che non si erano mai potuti parlare. Pensavo che fosse importante. addirinura de• 1erminante per la buona riuscita di ques10 incontro, lapresen7.adi un teno interlocutore. italiano. sull'esempio di quanto avevano già fatto le donne: un 1erzocome ··ponte". non un mediatore, non un giudice ad un ipotetico tribunale in cui distinguere la ragione (quale poi e di chi?) dal torto. non lo spetta1oredi un conOiuodolorosoo un testimone di sofferenze presenti e passate; ma un terzo come portatore di un·esperienza. la propria, che non è innoceme. non è "neu1ra", ma che è fatta anch'essa di responsabilità ed anche di dolore (non così laceran1c. certo) e del tentativo di superarlo. Tutto questo per confrontarsi. in• sieme. nella convinzione che si può costruire, ma soltanto se non si è isolati, se si accetta il dialogo e lo scambio. se si pratica il principio dell' ..approssimazione··•. Occuparsi di quella pane del mondo ci riguarda. perché è anche il nostro mondo. quello che abbiamo comribu• ito a costruire. dove si trovano alcune delle nostre radici. e per giuma a due passi da noi. Il primo campo di pace in Emilìa•Romagna risale atresia.te del 1990. 40 giovani (ragazzi e ragazze). 20 Israeliani. 20 Palestinesi. di età compresa fra i 14e i 18anni. 1rascorsero tre settimane tra Bologna e Canolica. Erano stati scelti dal partito di sinistra israeliano RATleda un ·organizzazione giovanile palestinese, Young Falcon Movement.che fa riferimentoall'lntemazionale socialista e facapo. in Palestina, alla corrente politica capeggiata da Faisal Husseini. Di quell'esperienza. finanziata come le ·successive dalla Regione Emilia-Romagna. e seguita da associazioni cinadine, da Amnesty lnterna1ional, dal sindacato ed in primo luogo dal Cen1ro di documentazione delle donne e dal Laboratorio nazionale per la didattica del• la s1oriadi Bologna. resta una traccia profonda nel filmato di Raffaella Lambeni ed Elisabet• ta Lodoli La 1,acea due voci, che è srnto visto e discusso da numerose scolaresche soprattut10durante e dopo la guerra del Golfo. Nell'estate del 1991 e del 1992 i campi di pace si sono ripetuti. con una formula modificata. poiché ad essi hanno partecipato anche 20 ragazze e ragazzi italiani. scelli. su se• gnalazionc di insegnami. fra gli studenti delle scuole medie superiori della Regione. Il pro• Nadia Balesl, insegnantedi storiae filosofia, dirige il Laboratorionazionaleper la didattica della storia (LANDIS)di Bologna. È stata responsabiledel progettoeducativoe della conduzionedei Campi di pacetra giovani israeliani,ìtalìanie palestinesiche la RegioneEmilia-Romagna ha organtuato nell'estatedet '91 e del '92. geuo educativo è stato definitivamente affi. da10 al LANDIS. che. nella sua stesura. ha collaboralo con Salaam i ragazzi dell'ulivo. Coordinatori/ tu1orsdell'iniziativa sono stati Nadia Baiesi e Gian Domenico Cova. All'uJ. timo campo, nell'estate 1992. ha aderito anche il partito laburista israeliano.che hascel10 IOdei 20 ragazzi che form.tvano ladelegazfo .. ne israeliana. Il filmato appena realizzato Altre giovi• ,ieu.e: crescere 11elco11jlitto(Dalla crisi del Golfoalla co11fere11dzai 1x1ce diMadrid). per la regia di Elisabetta Lodoli. su interviste di Raffaella Lamberti. è in stretta relazione con questa esperienza. Esso è il risullato del colloquio che, attraverso i campi di pace. si è aperto con e tra giovani di entrambe le parti in conOitto. e che ha auraversato e superato la lacerante vicenda della guerra del Golfo. Nel 1992 un·analoga esperienza è stata avviata dalla Regione Toscana e. a Man1ova, un gruppo di donne ha promosso e realiz1.ato un campo estivo per sole ragazze israeliane e pales1inesi. Sono molto. molto triste e infelicccarrabbiato. Sento che tu e gli altri amici mi avete dimenticalo. Semo che voi non mi ricordate e non ricordate i dolci giorni che ho passalo con voi in halia .... per favore. per favore! lo non voglio perdere i miei amici in Italia. I miei amici nel campo2 mi chiedono delle leuere da parte dei miei amici italiani perché ho detto loro di voi... Sono passato anraverso molle difficollà prima del viaggio in Italia. vorrei tornare. ma non posso ... mi sono sentito, nel vos1ropaese. davvero libero. la libertà nel suo vero significato. Poi sono tornato nella mia terra e mi sono 1rovatodavanti al fatto che noi Palestinesi dobbiamo stare sotto l'umiliaz.ione e l'arresto e l'uccisione. In ogni parte puoi vedere che una persona è s1ata arrestata o picchiata. La nostra vita cambia in pietre e armi e pistole. Inquesto periodo devo essere incoraggi a· to da qualcuno. che sei tu e gli altri amici. Ti prego scrivimi più che puoi. Spero di vederti. ma non so come o dove o quando. ma chissà che cosa accadrà nel mio futuro. Spero che dio mi dia un'altra possibilità di vedervi. H.. 18 anni. Pales1inese (Lettera giunta 1'8 novembre 1992.)
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==