Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

calza. Con la calza andava dai vicini, al mercato. ora allungava il calcagno, ora le dita. Raramente lavorava a maglia una cosa completamente nuova. Nellesere d'inverno. quando le facevamalinconiastare da sola incucina, venivadanoi.Si mettevaa sederecon lacalzanell'angolo scuro vicino alla stufa rovente e, muovendo svella le mani, ascoltava con attenzione e piena di venerazione, se leggevamo il Pe111ateuco; di tanto in tanto ci lanciava degli sguardi dai quali traspariva la silenziosa bontàdi un'anima ingenua e semplice. Noi amavamo molto lasua presenza. Portava un nonsochédi dolce. di rassicurante. Ed ecco com'era l'atmosfera nel nostrocheder. Noi. gemurenniki, vivevamo in stretta amicizia reciproca e tra alcuni di noi esisteva un amore fraterno e anaccamento reciproco molto forte. Qualche volta venivamo alle mani e bisticciavamo, e capitava addirittura che non ci parlassimo per alcuni giorni; ma quando succedevache fossimocostretti a rivolgerciaquaJcunocon ilquale eravamo in lite, allora invece di dirgli: "Ridammi il bouone", dicevamo: "Digli che mi restituisca il bouone". Ma in breve tempo facevamodi nuovo la pace e né l'amicizia, né l'amore fraterno ne uscivano seriamen1ecompromessi. Edeccoche il reb, dopoaverbaciato lamezuza. uscivae andava al bes-game<lres. Noici stringevamo tuttisulla largapedana vicino alla stufa ben calda. E se volevamopiù spazio, allora accostavamo una o addirittura tulle e due le larghe panche che stavano intorno al nos1rotavolo da studio. Ma i posti migliori erano quelli vicino alla stufa. Scaldarsi laschiena piacevaatuui e laconquistadei posii migliori scatenava sempre la rissa. e se già ci eravamo seduti in cinque, il sesto e il settimo cercavano immancabilmente di farsi largo. fino a che quello seduto al limitenon volava per terra. Ma ecco che avevamo preso posto. ognuno come meglio poteva. L'oscurità riempivagià tutta lastan1.acsoloin fondosidelineavano i rettangoli delle finestre, di un azzurro denso e scuro. Il vento fischia intomo triste e lamentoso. I vetri tintinnano, i chiusini della stufa picchiettano e saltano uno dopo l'altro. A volte una raffica di vento fa tremare tutta la casetta. Ci stringiamo l'un contro l'altro strcni stretti. È terribile e struggente al tempo stesso. Ognuno sen1edentro di sé il triste gemito della tonnenta di neve. Chi pensa a cosa si sta facendo a casa sua, chi si sente gelare nell"animo al pensiero che tocca a lui oggi dire lo siur 1 " e non l'ha studiato. Chi, sull"onda del sogno. viene port.ato lonlano, chissà dove, nel regnodei settecicli, abitatodagli angeli di cui così spesso ci parlavano.Chican1aqualchemelodiasinagogale. Le chiacchiere poco a poco sì smorLano. Silenzio. non un suono. Tutti sono immersi nei propri pensieri e laccionocome concentrati. KepeJe•s, - uno di quelli seduti vicino alla s1ufasi china verso un bambino magro con grandi occhi scuri luminosi,che è lungo disteso, con la lesta appoggiala sul ginocchio di uno dei compagni. ·'Kepele. dai, raccomaci qualche cosa.•· Kepe/e, che in realtà si chiamava Saja ma che aveva ricevuto questo soprannome per la sua ricca immaginazione. sapeva bene findall'inizio che gli sarebbe arrivala questa richiesta e intantogià pensava a che cosa avrebbe raccontato. Conosceva una quanlità infinita di racconti sui saggi chassidici. favole, leggende e altro. A casa sua si potevano senlire tanle cose inleressanti. Suo padre reb Rcfuel-Mechelera un ferventecliassideda loroduranle i saba1i,la sera, si riunivano tulli i clwssidim del posto per ,,iafove-malke' 6 • E ilMaestrochassidraccontava, ed eranoracconti capaci di suscitare il più vivodei piaceri. E si rimaneva a lungoda reb Refuel-Mechel, oltre la mezzanotte, e tulli raccontavano mentre Saja ascoltava tutto. li padre loamava moltoe lotenevasempre vicinoa sédurante questi malove-malke. Sajka aveva una voce meravigliosa e conosceva perfeuamente tutti i nig1mim" dei chassidim, e quando cantavamo la sua vocena sonora si alzava più nilida di tulle. Durante lo svolgersi dei racconti rimaneva assolutamen1eimmobile. Non si lasciava scappare neanche una parola. E anche se stavano in piedi fino al mattino, lui non andava mai a donnirc. Gli si era così sviluppata l'immaginazione, che lui stesso qualchevolta ne inventava. E come inventava! Una volta, per esempio, ci raccon1òdicomeera andato con losames11 reb Nusom finoalcielo per raccoglieredei fiori per il pulpito. Il fatto è che sul nostro pulpi10sotto un vetro c'erano delle decorazioni floreali incise. Per noi la bellezza di quei fiori era decisamente fuori dal comune e decidemmo che fiori simili si potevano trovare solo in ciclo. luogo d'origine di tutto ciò che esisteva di sublimee di meraviglioso. Ed ecco Sajadescrivevatutto il suoviaggioverso il cielo-così dellagliatamenteecosì beneche noi ascollavamocon enonne rapimento. Lui slessosi appassionava a tal puntoche sembrava credereper davvero. in alcuni momenti, di essere stato in ciclo. Noi non ci credevamomaera bello lasciarsi trasportareda questa affascinante illusione. E come noi amavamo ascollarlo. così lui amava raccontare. E raccontava magistralmente, in modo avvincente. descrivendo le circostanze e 1uttii particolari. Da allora sono passali più di quarant'anni ed io, naturalmente, non posso riferirei racconti cosìcome li raccon1avalui. Maquando li ricordo. è come se sentissi la sua voce dal timbro chiaro. suadente. e vedessi i suoi occhi accesi di bambino. Note I) Scuola elementare ebraica. 2) Casa di studio. separala dalla sinagoga. 3) Fes1adelle Capanne che cade tra settembre e ouobre. 4) Festa annuale di 8 giorni tra novembre e dicembre. 5) Mese del calendario ebraico Ira onobre e novembre. 6) Festività celebrata tra febbraio e mar.to. 7) Rotolo di pergamena con brani del Deuteronomio che. chiuso in un piccolo astuccio. viene appeso allo stipite destro della porta nella casa ebraica. 8) Monelli. lN.d.A.I 9) Ragazzo di campagna. IN.d.A.) 10) La moglie del rabbino. I I) Consolazione. (N.d.A.) 12) Da11·yiddish Gemoreh, parte del Talmud che consiste nell"interpretazione e discussione della Legge com"è presentata nella Mishna. 13) Seguacedellosraroobrja<lcesrvo. una sella religiosa del XVIII secolo. 14) Lezione preparata sul Talmud. lN.d.A.I 15) "Kepele" significa testa in ebraico. lN.d.A.) 16) "Gli addii della regina del Saba10··.Cosl si chiama la refezione alla fine del Sabato. IN.d.A.) 17)Melodie. IN.d.A.I 18) Il servitore della sinagoga che si occupa di tutti i compili della comunità. 61

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