STOall/lllN AMI dei grandi cortili non recintati. Solo uncortile, appartenente a Ivan lo staroobrjadez 1 \ un losco individuoche alla sola vista ci fnceva "congelaredentro il laue materno", era recintato da uno steccato dr tavole con alte porte di legno, ai cui lati c'eranosemprcduecani dal pelo scuro. Quei cani malignidi Ivan!Nonho mai vistonientedi più feroce e cattivo. Come si raggelava l'anima a tutti noi ad unosolo dei loro ringhi!Quantevolteci capitavadi gettar loro l'unico pezzodi pane, cioè l'unica provvista per un giorno intero, per tappare quelle perfide gole! Ma ancora peggiodei cani erano i figlidel vecchio Ivan.Quanti tormenti subivamo da foro ogni giomo,seli incontravamo andando allo clteder! Raccontare di tutte queste cose sarebbe lungo e tormentoso. al solo ricordo mi sento rabbrividire. La casetta del reb, decrepita, sbilenca.con il tetto rottoda lungo tempo, consisteva in un ingressino scuro, la cucina e una stanza. grande e luminosa, poiché aveva tre finestre, anche se piccole. Di queste. due davano direttamente sul muro di fronte, la terza sul cortile vicinodove, nel mezzo, si trovava il piccolo seminterrato del sano reb Duvid-Fajver. Questo sano, reb Duvid-Fajver. era come se facesse parte dello cheder. Noi lo vedevamo sempre seduto alla finestra. con grandi occhiali. chino sul lavoro(quando neaveva. di lavoro). che muoveva con destrezza l'ago. Bisognava vederlo, reb DuvidFajvel'. Nessunoavrebbe maidetto che era un sano: aveva un viso così rispettabile. Frontealta, grandi occhi intélligenti grigio-scuri, folte sopracciglia e una venerabile barba. Reb Jeruchem si rivolgeva a lui con grande rispettoe gli piacevaquandoqualche voltavenivaa trovarci allo cheder. E noi, quanto lo amavamo! Raccontava sempre qualcosa di interessantee di divertente per farci ridere. Appenaarrivava, offriva al reb una presa di tabacco dalla sua tabacchiera di corno. Ma stavamo parlando d'altro. Dunque il nostro cheder era ampio e luminoso. Era lì che abitava il reb. cioè lì c'era ilsuo letto. Chaja-Enja trascorrevatutto il giorno in cucina dove faceva la calza, quando non era occupata in faccendedomestiche. lo non l'ho mai vista.con un altro lavoro. Camminava sempre su e giù per lo cheder e per il cortile con la F01odi RomooVishniocdo Un Ncndo Srompor50 (edizionie/ ol
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