Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

Si può affermare che la /e11emt11ra egizituw sia quella pilÌ diffusa nel mo11doarabo, come avvieneper il cinema? Se vogliamo risalire alle origini del romanzo arabo, troviamo che molti scrittori Siro-libanesi. come George Zaidàn, emigrati in Egitto all'inizio del secolo, hanno scritto in questo paese le loro opere. Non dobbiamo dunque dimenticare che la nascita del romanzo arabo è avvenuta proprio in Egitto. Anche per quanto riguarda in generale la tradizione lelleraria araba dobbiamo tener presente che le prime opere stampate sono state realizzate nelle tipografie di Bulacco. Non posso dire che la nostra letteratura sia cos1 diffusa nel mondo arabo come lo è il nostro cinema, poiché il cinema è senz'altro più popolare anche nel nostro paese. Ma facendo le dovute proporzioni si può affermare che leueratura e cinema egiziani hanno grande influenza negli altri paesi arabi. Durante l'isolamento politico dell'Egitto, dal '77 al1'80, naturalmente si è verificata una minore presenza della letteratura egiziana nei paesi del golfo, acausadel boicouaggiooperatodaquesti paesi. In quel medesimo periodo è cresciuta invece l'influenza di altri scrittori, per esempio di quelli siriani. Dopo la ripresa delle relazioni politiche (con Mubarak a panire dall'82, N.d.R.), la letteratura egiziana ha recuperato le posizioni perdute. Personalmente. in ogni paese arabo visitato, ho notato sempre che gli occhi erano puntati sul Cairo. Ogni letterato arabo, se non riesce a pubblicare al Cairo, sente che gli manca qualcosa di importante. Pubblicare al Cairo viene considerata una fom1a di riconoscimen10. /,i Egi110 la leueratura egizia,w è preferita rispetto a q11e/ladi altri p<1esci,rabi? Spesso l'interesse per la letteratura s1raniera è più vivo, soprattutto tra i critici. Vedi ad esempio scriuori come Hanna Mina o alTayyeb Sàlch, la cui fama è nata in Egitto. E così Mahmùd Darwìsh. In Egiuo in genere vi è una buona accoglienza nei confronli degli scrittori arabi: ultimamente ad esempio hanno avuto successo gli scrittori marocchini - come in Europa, del resto. Solitamente quando si verificano tensioni politiche tra noi e qualche paese arabo - ricorderemo il caso della Siria - può succedere che per dodici anni non !.appiamo più nulla sulla produzione letteraria di quel paese. Poi facciamo pace con la Siria e litighiamo con l'Iraq, cd ecco che ignoriamo tutto sulla situazione culturale dell'Iraq. Non ci giungono più libri né riviste e viceversa loro non ricevono più nulla dall'Egino. Tullo ciò inevitabilmente incide sul normale sviluppo della cultura araba. Q11t1sliono le fonti storiche che si riferiscono al viaggiatore \'e,ieziano? Questo personaggio è immaginario; cd il nome. Viasconti · Gianti - non so neanche se l'ho riprodouo esattamente-. l'ho scelto pensando al noto regista e al pinore italiano (Gentile Bellini, Venezia 1429?-1507. N.d.R.) che ha dipinto un quadro famoso conservato al Louvre, che raffigura l'incontro tra il sultano alGhuri e gli ambasciatori di Venezia. Ritengo che questo pittore facesse parte della delegazione veneziana che rendeva visita al Sultano al-Ghuri. Perché Venezia? Per ragioni storiche; infoni a quel tempo i commerci tra la Repubblica di Venezia. Alessandria e l'Egitto erano molto sviluppati. La rolla per le Indie dei mercanti veneziani passava per Alessandria: un altro scalo importante era INCONTRI/AL•OHITANI Damieua, in particolare per il commercio delle spezie, prima che fosse doppiato ilCapo di Buona Speranza, ed anche dopo. Nel libro di Jbn lyàs si parla molto degli ambasciatori veneziani, deni Qussàcl. Questi rapporti erano così intensi che vi era un console veneziano in Egiuo, mentre gli ambasciatori andavano e venivano, con granLlefrequenza. Il ricorso a questo personaggio mi ha molto aiutato per costruire la struttura del romanzo e inquadrare lo sviluppo delle vicende. Il viaggiatore veneziano rappresenta lo sguardo di chi è estraneo ai fatti esi pone quindi in una dimensione "altra" rispeno ai protagonisti che sono immersi nella realtà, consentendomi di sintetizzare lassi di tempo; altrimenti il romanzo sarebbe stato più lungo. All'inizio del racconto introduco la descrizione del Cairo auraverso gli occhi di questo viaggiatore, occhi stranieri che spesso vedono ciò che sfugge a coloro che sono coinvolli nei falli, come l'uccello che dall'alto scorge molti più pani col ari di chi è a terra. Mi sono servito del viaggiatore veneziano per introdurre i falli ed anche per concluderli. Egli rappresenta un simbolo temporale e fa sì che gli avvenimenti del romanzo si inseriscano in una struuura in un certo senso circolare. Nota I) S11ràdiqulu. plurale di s1mMiq. padiglione costruito da tendaggi decorali con 1ipica lavorazione artigiana a mosaici di stoffa. il mensile dove si incontrano cattolici, protestanti, ortodossi, ebrei, musulmani, credenti senza chiesa, rion credenti. Ai nuovi abbonati la Carta di Confronti che consente acquisti - anche per corrispondenza - con uno sconto del 20% nelle librerie convenzionate di Roma, Milano, Torino. Agli abbonati sostenitori (lire 100.000) la Carta ed in omaggio un libro degli autori di Confronti. ABBONAMENTI: un anno (11 numeri) lire 50.000 - sostenitore lire 100.000 - una copia lire 5.000. Versamenti sul c.c.p. 61288007 intestato alta coop. Com Nuovi Tempi, via Firenze 38, 00184 Roma - tel. 4820503; fax 4827901 ss

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