Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

STORII/MONfflRO - Staseradeve andaread ammazzarecerte bestie con degli amici. Tornerà solo all'alba e io devo aiutarlo a scaricare il furgone e t1 marchiare la carne. - Ma questo non è proibito? - Dice sempre che quello che non ammazza ingrassa. - Se lo dice lui. Alle dicci? - Per me va bene. - Allora alle dicci in punto. Ti piace il tè verde? - Pensodi non averne mai bevuto. - Per la sete non c'è niente di meglio. Che i cioccolatini ti piacciono si vedequando ridi. - Di tutte noi sono r.t più golosa. Mi sgridano sempre. - È per il tuo bene. Joaninha. È per il tuo bene. E fai attenzione con questo sole. che è il più traditore. - Loso. porto la crema protettiva. - Prendi un altro po' di questo Vaya con Dios per il tragitto. lo chiudo gli occhi per non vedere. - Peccato non aver provato il Paradiso. -Non m:ancherà l'occasione. Forse. che so. perfino stasera. Indossato un chimono di seta, il signor Giovanni di Dio ha appena vuotato l'ultima busta di latte Mimosa nel bidé. Sul tavolino rotondo, dai piedi bassi, posto al centro della salctt:1, sono già pronti la teiera con il tè freddo, le due tazze cinesi. la grattugia per i rametti di zenzero, e una strana tazza piena di uova bianche dì gallina. Nel ripiano basso del tavolino, c'è un'enorme scatola di baci ripieni assoniti. Il signor Giovanni di Dio sistema ancora una volta i cuscini sul tappeto in1omo al tavolino. dà gli ultimi ritocchi alla disposizione delle luci della sala. e appena suona il campanello vola verso la porta. Joaninha non viene a mani vuote: porta cotenne di maiale che, secondo lei, "arrostile e passate nel burro sono buonissime per la prima colazione". E. notte orientale. il signor Giovanni di Dio porge a Joaninha un 'altra vestaglia di seta suggerendole di indossarla e di togliersi le scarpe per sentirsi fresca e comoda, perché, nonostante la cerimonia del tè, questa non è una casa dove si fanno cerimonie. Durante il cambio dei vestiti. che vide la partecipazione del signor Giovanni inqualità di aiutantediJoaninhanell'attodi liberarsi dai jeans. poté costui verificare che i seni della fanciulla, nella loro gracile curvatura, guardavano dritti al ciclo. Suggeri ancora il signor Giovanni di Dio che, per rendere più morbida la pelle del corpo. Joaninha mettesse i piedi a mollo nel laueo bidè, mentre lui. se a Joaninha non dispiaceva. avrebbe , messo su un po' di musica per occupare lo spirito. E visto che a Joaninha non dispiaceva, il signor di Dio mise un disco. le Vc,riazioni Go/dberg di Bach nella versione del 1955 di Glcnn Gould e, affinché non entrassero zanzare dalla finestra spalanca• ta, spense la luce della salelta. Stava forse il signor Giovanni di Dio in quel momento, grazie alla musica. •·molleme111 bola11cé sur l'ailel di, to11rbillo1i1n1ellige11f' quando il rumore del campanello interruppe l'eterea migrazione. Inutile soprassalto. Era solo una vecchia vicina. a cui mancava un p0' di prezzemolo. Joaninha tardava e Giovanni andò a vedere cosa succedeva. ''Posso?" "Certo. signorGiovanni"Tutto si spiega: il ritardo di Joaninhaera dovuto all'eccellenza del semicupio. Ci mancava solo che il signor Giovanni di Dio si prestasse a passare la spugna sulla schiena di Joaninha. 48 Bevuta 1·infusioneedivora1i i cioccolatini. Joaninhaconclusc che "si era tutta impiastricciata". Cioè era sazia. Prendendo un tovagliolo. il signor Giovanni provvide alla pulizia di dita e bocca della ragazza, che se ne vergognò, ma si vergognò ancor di pili dell"indisposizione dovuta a un forte mal di pancia. ''Farai molte scoregginc, ma non preoccuparti. Jotminha, passa subi10··. è la frase che a titolo consolatorio, il signor Giovanni di Dio trova per accompagnare la raga1..za fino al wa1er. Dopo poco, armato di pinza e len1e d'ingrandimento, il signor Giovanni di Dio prende affettuosamen1e dalle mutandine di Joaninha forse il più bel pelo della sua collezione. Il giomo seguente. appena uscito di casa. il signor Giovanni di Dio sentì sulla sua spalla la mano pesante del signor Evaristo che molto laconicamente lo invitò a fare un giro sul suo furgoncino. Il signor Giovanni di Dio capì subito di non essere in condizione di poter rifiutare, e così san sul camioncino. 11signor Evaristo fermò il veicolo in un posto solitario. vicino a una strada ferrata. Durante il tragitto aveva cominciato a piovere copiosamente. Il signor Evaristo uscì dal camioncino. aprì la portiera dal lato di Giovanni di Dio e gli intimò di uscire subito. cieco all'appello del signor Giovanni di Dio che, per la pioggia, manifestava una certa riluttanza. ''Abbassati i pantaloni". ordinò il signor Evaristo, mostrandogli il coltello che aveva in mano, Mai lo sfinlcrc del signor Giovanni di Dio si era trovato in tale afflizione, ma bisogna anche riconoscere che seppe mantenere un certo sangue freddo. Per ironia della sorte il signor Giovanni notò subito che il macellaio sarebbe ricorso all'uso di un'am1a bianca.e questo non solo ebbe il potere di fargliela metter subito in uso. ma anche di lasciare al signor Giovanni l'iniziativa del combattimento, alquan10 dolorosa. dato che. dopo aver colpito il signor Evaristo al viso. la sinistra del signor Giovanni rimase inutilizzata per tutto il res10 dello scontro. Esso constò fondamentalmente in successivi tentativi di schivarsi da pane del signor Giovanni di Dio (alcuni dei quali notevoli) fino a quando il signor Evaristo riuscì a colpirlo la prima volta. Non gli rimase allora che trascinare il corpo di Giovanni di Dio fino alla ferrovia e abbandonarlo mezzo morto e tutto sporco di fango in mezzo ai binari. lntematod'urgenz.a in quell'abbawir /ade che è l'ospedale Sào José. in condizioni giudicate disperate, il signor Giovanni dì Dio riuscì tuttavia a sfuggire agli ani gli della morte. Ma perde il lavoro e, una volta tornato a casa, gli si presenta davanti uno scenario devastante: una montagna di rottami, tutto in pezzi, il Libro di Pensieri ridotto in cenere. Solo e senza mezzi. il signor Giovanni di Dio lancia un profondo lamento (Quanti Cesari sono stato!) e. fuggendo da quell'orrore, si affaccia al fiume(non si saprà mai se per porre fine ai suoi giorni o nella speranza di prendere un pesce) recitando una strofa di un poeta di Oporto: "I poveri lavorano presto/presto cominciano a vivere/tutto nella loro vita è presto/anche la fame e la disgrazia". È in quel momento che, vestito da ufficiale della marina (per non farsi riconoscere) gli compare (ammettiamo che la teofania possa essere dubbia) un inviato di Dio (Luis Miguel Ci111ra) che gli consegna una valigetta da manager. contenente una grossissima quantità dì denaro. Cliché veneziano: vestendo uno smoking, il Barone di Dio

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