Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

qucslo sconosciuto inventore, nascosto dietro il suo anonimato, quella volta cheunabandadi allegrecollegiali fece irruzione nella gelateria sollecitando con concitazione il gelato Paradiso. non può non sentirsi gratificato dal fulgore di tale bellezza. Perdi re il vero, potrei contrapporre anche il racconto di quello sfortunato giorno in cui la gelateria venne ornata di festoni e bandierine per ricevere, tutti insieme festosamente. un gelataio francese di grandissima reputazione, rispondente al nome di Antoinc Ooinel (Jean Pierre Léaud), che avendo sentito tanto celebrare l'eccellenza del gelato, la novità del sapore, si accinse a provarlo e, una volta arrivatogli al palato, non si trattenne dal pronunciare la famosa frase ''mais monsieur, votrc giace c'est de la merde!". Sembra che l'integrità fisica del gelataio fosse dovuta più all'alato soccorso dcli' Air France che alle solenni noie della Marsigliese. La casa (costruzione a studio) dove il signor Giovanni di Dio vive da solo, è vecchia e piccola, in affitto, da qualche parte in Alfama: due stanze contigue (stanza da letto interna e saletta con veranda spalancata al sole, rivolta a sud), cucina e bagno. Perora interessa ricordare che, oltre alla sua apparenza di modesta sobrietà, si tratta di uno spazio ordinato saggiamente e con cura, dove tutto è al suo posto dove tutto sa di sana gioia di vivere che, come si sa, è sempre un giusto equilibrio tra il benessere del corpo e il benessere dello spirito. Penso che, se fosse vivo, esaminando la ca/)adi Dio, Brunelleschi avrebbe potuto dire: ;'Tu a me non mi imbrogli'' ... Nel cassetto della scrivania della saletta, chiusa a sette mandate.al riparodallacuriositàdi occhi indiscreti, si nasconde forse il bene prezioso della casa. il Libro dei Pensieri, un album di peli pubici conservati ognuno nel suo sacchetto di plastica con rispettiva identificazione, tra i quali spicca quello che sarebbe appartenuto al regio pube della regina Villoria, dono di un collezionista britannico con cui il signor Giovanni di Dio mantiene un regolare scambio. E cosl. ogni volta che riceve un dono. si vede il signor Giovanni di Dio munito di pinzetta e lente di ingrandimento arricchire la sua già ricca collezione. È nei momenti liberi dalla gelateria che il signor Giovanni di Dio dispone di più tempo per dedicarsi alle faccende di casa e per godersela appieno. un giro mattutino per i banchi del pesce alla ricerca del migliore pagello, due chiacchiere nella macelleria con il signor Evaristo, un corpulento macellaio rispettabile padre di "figlie che sono le mie pupille'', esimio nell'arte di scotennare l'agnello con brutale eleganza e un fiume di sanguinarie imprecazioni che. oltre al prezzo speciale, sembra abbiano il potere di affascinare il signor Giovanni di Dio. Insomma, la dispensa e il frigorifero del signor Giovanni di Dio sono piene di ogni bene. e l'hi-fi sta lì per testimoniare. a seconda del l'occasione, l'eterogeneità melomane del signor Giovanni di Dio. che va da Vayacon Dios alle VariazioniGol<lberg. Visite, confusioni, baldorie non ne ha mai fatte, non se ne consente il signorGiovanni. Tranne una sera che invitò Rosarinho acenae. in uno slancio commosso mise al collo della ragazza, con mano tremula di vecchio, il crocifisso che era a.ppartenuto alla sua defunta madre, senza tralasciare però di strappare dal più recondi10 luogo del corpo della giovane, qualcosa da aggiungere al suo prezioso album. STORII/MONTIIRO l 'on<lata<licalore chesifa semire ù, lutto ilpaese è dovura... La notizia non lasciava presagire una bella giornata in gelateria ma, a quell'ora della mattina, prima dell'arrivo del personale. il signor Giovanni di Dio, prendendo il giornale e incrociando le mani dietro la nuca, si sistemò perbene in poltrona, con l'irreprimibile proposito di schiacciare un pisolino. Quando, istanti dopo. l'occhio era più vivo, aprì il negozio, ogni sintomo di torpore si era omiai eclissalo per incanto: il suo corpo era diventato teso e agile come quello di un predatore in stato di allerta. Lentamente. trattenendo il respiro perché niente si muovesse al suo passaggio Giovanni di Dio si appostò dietro il bancone e, con la massima calma, cominciò a riempire un cono gelato. Senza osare alzare gli occhi, sentì una voce melodiosa chiedere: - Voglio tre sapori: Besame mucho, Cuore ingrato e Paradiso. - Il Paradiso è finito. ma il Vaya con Dios è quasi buono come il Paradiso, disse il signor Giovanni di Dio porgendo il gelato alla bella ragazza, di fronte a lui. - Se non le piace, non paga niente. -Non si deve prima pagare alla cassa? chiede la ragazza già in saporoso deliquio. -Solo nelle ore di punta, e questa non è propriamente l'ora di punta, chiarisce il buon gelataio lanciando uno sguardo funivo all'orologio da taschino. -Questo è il mio preferito, dice la signorina, esibendo sulla punta della lingua un poco di Vaya con Dios. - Dipende dai gusti di ciascuno, ma anche io la penso così, concordò Giovanni di Dio. - Da qui nessuno esce imbrogliato. La ragazza rise. - Lo sa, una volta l'ho vista in pigiama ... - In pigiama? Non capisco ... -Là nella strada. lo stavo sulla porta della macelleria e l'ho vista attraversare la strada in pigiama. - Credo di ricordare. Dev'essere stato quella volta che per sbaglio mi tagliarono la luce. - Questo non lo so ... - Non mi dire che sei .. - Sì, sono Joaninha, la figlia più piccola del signor Evaristo della macelleria. -Chi l'avrebbe mai detto! Joaninha con gli occhi verdi! - Non sono verdi. sono castani. - Sono verdi con questa luce. Verde smeraldo. - I suoi sono azzurri .. - Eh, lo erano, lo erano ... Quanti anni hai. Joaninha? - Ne farò tredici. E lei? - Ho già superato i cinquanta. - È più vecchio di mio padre. -Davvero? - Devo andare. Quanto fa? -Omaggio della ditta. Vieni quando vuoi, io sto sempre qui. - È molto lontano dalle nostre parti. ma tornare mi piacerebbe. sono in vacanza. - Se venissi a casa ... - Ora non posso. Devo andare in spiaggia con delle amiche. Se fosse di sera ... - La sera? Ma tuo padre ti lascia venire? 47

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