LA COMMEDIA DI DIO Joiio César Monreiro traduzione di Livia Apa Jollo César Monteiro è naio a Figueira da Foz nel 1939. A quindici anni si è trasferito a Lisbona per comple1arc- gli studi liceali. Nel 1960 è assis1cntc alla regia di Perdigao Quiroga sul set del film O Milio11drio. Nel 1963 riceve una borsa della Fundaçao Gulbenkian a Londra per frequentare la London School of Film Technique. Nel 1965 eriya in contano con Paulo Rocha e Fcmando Lopes. ~~nrc::;i'~;~~;a ~ : ~ ::i~ic~1 1 i 1:; l cinematografica ("Di:irio de Lisbo:1". t.. "OTempoeornodo". "Cinéfilo ..). Tra ■ i suoi filmricordiamo Quemesperavcr sa1x11odso De/1111m10orre descalço (1969-1970). un cortometraggio dedicato alla scrittrice Sophia de Mello Brey,ier A,ulrese11 (1968). Que farei comestaes,,ada?(l915). Veredas(1975-77).e i 1reconometraggi Oamorde tresromàs.0s dois sodados.Oricoe o pobre realizzati nel 1978 per latelevisione.finoai filmpiùrecenti:A flordomar. Recor<lilçoès dt, cosaamare/a del 1989di cui è anche protagonista. e OùftìmomerguU,o. presentatoall'ultima edizione del festivaldel cinema di Venezia. /Jieune jo11e/XIS lacométJie Jean-Claudc Bielle Qui comincia questa commedia: Una fantasia pirotecnica, accesa sul cielo di Lisbona. viene dalraltra parte del fiume. La plebaglia sta stipata a Terreiro do Paço per poter meglio vedere i fuochi d'artificio che. prima di spandersi sull'acqua. proiettano sinistri chiarori sui loro visi ammirati. E. meraviglia. preceduto dalla profusa girandola di stelle multicolori. sorge, a(X)teotico, nella sua intensa. fulvida, incandescenza, il titolo di questo film: La commedill di Dio. Non lontano da lì, in una stanza oscura, in quella none di canicola. il signor Giovanni di Dio sta dom1endo il sonno dei giusti. mentre un apparecchio televisivo trasmette immagini del cielo di Bagdad e una breve intervista a un pilota dell'aviazione nord•americana, prima e dopo essere stato catturato. Nello schermo scuro della televisione si vede riflessa la faccia del signor Giovanni di Dio, che si sveglia madido di sudore. Alla sua faccifl: riflessa si sovrappone la godardiana leggenda: Ne vo11sfai1epsas de ,,u,[. Seduto sul letto, Giovanni di Dio proferisce la tremenda e prometeica frase ''Questa non è vita" e si stringe, abbracciando• lo. al cuscino, Ne vo11fsaites pas de ""'I car nous sommes rous encore ìci, continua, il piccolo schermo ispirato, cosciente che non è cosa che accada tutte le seree che basta un piccolo travelling perché diven1i importante. Dal nero spunta una dedica: A Roberto Rossellini, subito seguita da un sotlotitolo- una piccola commedia di Dio-e (X)i. la sol ila lista del cast. Per quel che mi è da10 di vedere. mio vecchio Plalone, la vita del signor Giovanni di Dio, mentre lavora al Paradiso del GelalO. sembra scorrere secondo il voler suo e quello degli altri. o per lo 46 meno così mi pare. Non guadagna molto. certo. chiaro. ma comunque il sufficiente per l'affitto, per mangiare e per qualche s1ravaganza. certe auenzioni per se stesso. una certa cura per raspcno ... Judite (Mmmela de Freiws) è la padrona della gelateria, e per usare una sua stessa espressione. ';Donna di molle e varie verghe" ("ma di un solo dito" come mi sovviene pensando alla pronrn precisazione del signor Giovanni di Dio dopo un breve dilclto coprofagico): non bisogna ceno credere che ipoietiche e pass:1te intimilà anali possano venire a turbare il buon funzionamenlo e la buona reputazione del Paradiso del Gelato. 1an10più che, a questo proposi10, la severità di Judilc è al di sopra di ogni sospetto- '"il lavoro è lavoro e i 1 cognaque è cognaquc". Per quello che riguarda il reslo del personale esso era costituito da un gruppetto di ragazzine di origine sociale modesta, la cui scelta è a esclusiva discrezione di Judi1ee, solo formalmente, sottoposta al consenso del signor Giovanni di Dio, che però, per la verità, finora non è stato mai chiamato in causa. Le qu:alità richieste si basano sulla bella presenza delle candidate, sulla loro affabilità e sulla loro capacità di sbrigare il servizio ai tavoli e al banco. I fidanzati ingiubbottati le aspettano la sera montando motociclette staziona· te sul viale di fronte, e devono restare lontani pena l'immèdiato licenziamento. Questo personale che dipende sopra11u110dalle mance dei clienti e non si fcmrn lì per mollo tempo ("'uccelli di passaggio". dice Juditc o. in giorni di cattivo umore, "qui capita solo pattume'') puòassicurarcche il signorGiovanni di Dio "è una brava persona degna di ogni rispeuo ... Lo stesso non si sarebbe potuto dire di Judite. Lo diceva Rosarinho. quel giorno in cui era particolanncnte ardenle e decise di aprirsi con il signor Giovanni di Dio. nello sgabuzzino all'entrata della gelateria ("'Ahi. signor Giovanni. mc lo sta mettendo di dietro?·· "Sì", rispose il signor Giovanni di Dio che, a titolo del tutto eccezionale, aveva appena infranto la sua ultima regola d'oro). Ma non anticipiamo. Infine. per strano che possa sembrare, è presso la clientela che il signor Giovanni di Dio era diventato insostituibile. Trovava per ognuno la parola giusta. il consiglio appropriato, al punto che proprio Judite lo ammette per prima: ··E lui l'anima dcll'impre• sa". Per esempio, quella dottoressa che si fa il bagno due volte al giorno, con il sole o con la pioggia, e sfrega fragilmente le gambe l'una all'altra, mentre chiede una coppa di fior di panna. "Che vada a farsi fottere la coppa" avrebbe esclamato il signor Giovan· ni di Dio in un attacco passeggero di acidità, ma questo era un Giovanni di Dio già attaccato dalla malattia (si sospettò trattarsi di priapismo, ma fortunatamente era solo una lieve infiammazio• ne alla prostata). completamente diverso dal gentilissimo Gio· vanni di Dio dei suoi giorni migliori. Se Dio ha creato il Paradiso perché lo perdessimo. Giovanni di Dio ha creato il gelato Paradiso perché lo sorbissimo- prova inconfutabile del fatto che. contrariamente al suo antecessore, egli era in buona fede. La grande specialità della casa, la profuma• ta quintessenza dell'inventiva del signor Giovanni di Dio, è dunque il famoso gelato. E uno che, come mc, ormai vinto dagli anni. ebbe il privilegio di essere testimone della modestia di
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