Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

STORII/BIHYMAN Ogni assassino colpisce u110specchio, lafrusta del carnefice cade sullo specchio e ferisce l'immagine reale, e il sangue vero e quello immaginario colano insieme dalla stessa ferita . ..Senti, ti ho detto che non sono Ebreo." "Non mi frega niente di quello che sci." volse gli occhi mezzo scuri verso di me. scrollando il braccio per liberarsi ... Tu parli come un Ebreo.'' "Ma cosa vuol dire?" Qualche parte di me aveva voglia di ridere. "Com'è che parlano gli Ebrei'!" .(Parlanocome te, amico." . ';B.:ll'argomento! Ma se io non sono Ebreo. allora quel che dico ... "Tu. sicuro che sei Ebreo. Hai la faccia da Ebreo." "lo ho la faccia da Ebreo? Senta.'' mi rivolsi pieno di disperazione all'uomo in piedi accanto a me. "le sembra che abbia una facciada Ebreo?Epoi non importase iosembroun Ebreooppure no- un Ebreo è uguale achiunque altro ecomunque è meglio di questo figlio di puttana." Non ero veramente arrabbiato, stavo solo cercando di adeguare il mio linguaggio mentre mi sentivo invadere dall'esigenza della folla e da un improvviso rispetto verso quello che sarebbe stato il suo verdetto. ';Ma in effetti io non sono Ebreo e non ho la faccia da Ebreo. Sembro un Ebreo?"' L'uomo mi diede una rapida occhiata e disse. mezzo a me e mezzo all'Irlandese. "Diavolo, non lo so. Ceno che sembra." Un'ondata di frustrazione e di offesa mi investì portandomi quasi alle lacrime, mi sentii come l'uomo tradito dal fratello. Le luci sembravano più brillanti e vaghe, la notte immensa. Guardandomi intorno vidi non lontano, seduto su una panchina, un uomo alto e grande. serio, ben vestito, sulla lrenlina, che non avevo notato prima.e mi indirizzai a lui. ,;Mi dica lei. sembro un Ebreo io?" Ma egli si limitò a guardare in alto e scuolere vagamente la testa. Con orrore mi accorsi che in lui c'era qualcosa che non andava. "Sembri un Ebreo. Parli come un Ebreo. Tu sei un Ebreo,'' sentii che diceva l'Irlandese. Avvenii un mormorio Ira I agente, ma non riuscii adislinguere chiaramente. Faceva mollo caldo. Affrontai di nuovo l'Irlandese senza speranza, cercando di non alzare la voce. "Non sono un Ebreo". gli dissi. "Potrei esserlo, ma non lo sono. Non hai una sola stramaledetta ragione per pensarlo, e non puoi fare di me un Ebreo ripetendo come un idiota che lo sono:· "Non negarlo, figliolo," mi disse l'uomo con la faccia rossa. "abbi il coraggio di dirglielo in faccia." ,;Maledizione!'' Di colpo ero furioso, agitandomi come un pazzo (avevo forse paura dell'Irlandese? mi aveva ormai sconfitto?) contro l'uomo dalla faccia rossa. "Non lo sto negando. O piuttosto sl. ma semplicemente perché non sono Ebreo! Mi fanno schifo i rinnegati. odio gli Ebrei che lradiscono la loro gente. e se fossi un Ebreo lo ammetterci, anzi ne andrei orgoglioso: cosa mc ne importerebbe dell'opinione assurda di uno come lui se fossi veramente un Ebreo? Ma io non lo sono. Perché diavolo dovrei ammettere di esserlo se non lo sono?" "Gesù, l'Ebreo si è scaldato." ''Ho il diritto di scaldamli, bruno figlio di puttana. Supponiamo che io dica che tu sei Ebreo. Proprio così, sei un Ebreo. Vuol dire qualcosa?" "Manco per niente." Sputò aldilà dell'inferriata, e il suo sputo sfiorò la testa di una persona. "Provami che non lo sei. Io dico che lo sei." "Stai a sentire, Ebreo. lo sono Cattolico." "E anch'io lo sono. o almeno sono cresciuto come tale, perché ora non lo sono più. Sono natoCauolico." Ero un poco più calmot ma sempre pungolato, ossessionato dalla necessità di rafforzare la mia posizione. Seniivo che tutto, e per tutti. dipendeva dalla mia capacità di dimostrare che l'Irlandese aveva tono. Se ima sola volta questo male per il quale non abbiamo neanche un nome fosse stato esibito nella sua nullità - se fossi riuscito a provare che non ero Ebreo- esso sarebbe caduto nella polvere. e mai più nessuno sarebbe staio accusato per il fatto di essere un Ebreo. Era in gioco\' America fascista. Attesi in ascolto. ansioso di conoscere il nostro destino. ò•Vabbè," disse l'Irlandese. "Recita il Credo." La mia memoria fece una capriola all'indietro, mi parve di sentire la campanella che smorzavo tra le dita e riponevo sul feltro, Padre Bonifacio che mi guardava dal gradino più alto e sorrideva, salutandomi nelle tenebre che precedono l'alba mentre venivo a servire messa, gli uomini premuti intorno a mc sotto le lampade, e non riuscii a ricordare altro che visibilium omnium... er invisibilium? "'Non me lo ricordo." L'Irlandese rise con la sua certezza. Le carte nelle mie tasche. pensai al l'improvviso di ricorrere ad esse. Nel mio ponafoglio. Ma cosa avrebbero provato? Dettagli di rituale, storia della Chiesa: chiunque avrebbe potuto studiarle. Le mie gocce di sangue irlandese. Vergogna, vergogna: vergogna per il mio popolo spietato. lo non voglio appanenere al mio sangue. Avrei voluto essere Ebreo, avrei voluto cambiare il mio sangue, essere capace di dire si e sconfiggere quell'uomo. ''Non sono un Ebreo." Pensai di essere pazzo. "Sei solo tu a dirlo. Non hai una prova al mondo." Si sporse dall'inferriata, vicinissimo a me. "'Sei circonciso?" Stupore e terrore m'invaseroecorserodentro dì me prima che riuscissi a distinguere un qualche significato nelle sue parole. Ma esse corsero ancora più rapide, e rimasi confuso. Da quel momento in poi, nulla mi è chiaro. Rimasi lì a lungo - sembrava impossibile andarsene e lasciarlo vittorioso agli occhi di tuui - rimuginando possibili alleati e nuove dimoslrn.- zioni, ma senza speranza. Ero stanco sino al midollo. La discussione continuò. intervenni spesso ma raramente mi fu prestata attenzione tranne che da parte di una vecchia grassona, molto bassa e sudicia, che ascoltava tutti con il massimo interesse. Sempre più schiacciante mi sembrava urgere nella notte che sbiadiva il peso della nostra colpa generale. I giorni seguenti. man mano che il mio risentimento si affievoliva, mi resi conto di non essere stato affatto una vittima casuale. I mie persecutori avevano ragione: ero un Ebreo.L'Ebreo immaginario che io ero possedeva altrettanta realtà dell'Ebreo immaginario perseguitato, in altre notti e in altri giorni. nella figura di qualsiasi Ebreo in carne e ossa. Ogni assassino colpisce uno specchio, la frusta del carnefice cade sullo specchio e ferisce rimmagine reale, e il sangue vero e quello immaginario colano insieme dalla stessa ferita. Copyright John Berryman1945. ...

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