IL GIORNO CHE BRUCIARONO I LIBRI Jean Rhys 1rad11z.iondei M. ChiaraMilanese Jean Rhys( 1890.Oorninica•1979.Gran Bretagna)studiaarte drammatica a Londra e nel 1919 si trasferisce a Parigi, dove comincia a scrivere. Tra le sue opere pubblicate in Italia 811ougiomo. meutmoue (Bompiani 1973). Dopo l'addio (Bompiani 1975). Ci donna sopra, signora (La Tartaruga 1982), // grandemaredei Sargassi (Adclphi 19892 ) Viaggio nel buio (Giunti 1992?). '"Linea d'ombra" ha pubblicalo il suo racconto Tem11sperdi nel n. 38. maggio 1989. Questo racconto è !ratto dalla raccolta Tigers are Be11er-Lookù1g ( 1968). Il mio amico Eddie era un ragazzo piccolo e magro. Gli si vedevanole veneazzurreai polsiealle tempie. La gentedicevache era malato di tisi e che non sarebbe rimasto al mondo per molto tempo. lo gli volevo bene ma talvolta lo disprezzavo. Suo padre, Mr.Stwyer, era un uomo strano. Nessuno riusciva a capire cosa ci facesse nel nostro angolo di mondo. Non era proprietario terriero, nédottore o avvoca10o banchiere. Non aveva un negozio. Non era né maeslro di scuola né impiegalo statale. Non era, questo è il punto, un gentiluomo. Avevamo parecchi romantici residenti che si erano innamorati della luna dei Caraibi· - erano tutti gentiluomini e molto diversi da Mr Sawyer il cui accen10 privo di acca aspirata denunciava una inferiorità sociale. Inoltre detestava la luna e tutto ciò che aveva a che fare con i Caraibi e non ne faceva mistero. Lavorava per conto di una piccola compagnia di piroscafi che a quel tempo collegava il Venezuela e Trinidad con le isole più piccole, ma certamente non guadagnava molto. Doveva avere una rendita privala, aveva concluso la gente, ma nessuno capì perché avesse scelto di sistemarsi in un posto che non gli piaceva e perché avesse sposato una donna di colore. Benché, badate, fosse una donna di colore decorosa, rispenabile e ben educala. Mrs Sawyerdoveva essere stata molto carina un tempo, ma tra una cosa e l'altra, questo om1ai apparteneva al passato. Quando Mr Sawyer era ubriaco- il che accadeva spessoera sempre molto scortese con lei. Ma lei non gli rispondeva mai. "Guarda la negra come si pavoneggia", diceva; e lei sorrideva anche se non ne era capace. "Dannata mezzosangue deprimente dagli occhi lunghi, hai un odore strano". diceva; e lei non rispondeva mai, neppure per sussurrare. ·'Anche tu hai un odore strano per me'". Si diceva che una volta aveva osato dare una cena e mentre la domestica, Mildred, stava portando il caffè, lui aveva tirato i capelli di Mrs Sawyer. "Non è una parrucca. vedete", aveva gridato. Persino allora, se riuscite a crederlo. Mrs Sawyer aveva sorriso e cercato di far finta che fosse tullo uno scherw, il misterioso, oscuro, sacro modo di scherzare degli inglesi. Ma Mildrcd raccontò agli altri domestici in città che gli occhi dì Mrs Sawyer erano diventati cattivi, come gli occhi di un soucriam, e che più tardi aveva raccolto alcuni dei capelli che lui le aveva strappato e li aveva messi in una busta, e che Mr Sawycr doveva stare auento (i capelli sono obeah come le mani). In compenso Mrs Sawyer aveva le sue soddisfazioni. Vivevano in una bella casa in Hill Street. Il giardino era vasto e avevano un bell"albero di mango che produceva in abbondanza. I frutti erano piccoli, rotondi, mollodolci e succosi.di un bel colore rossoe-giallo quando erano maturi. Forse questa era una delle sue soddisfazioni, pensavo. Mr Sawyer si costruì una stanza sul retro di questa casa. Non era dipinta all'inlcmo e il legno aveva un odore intenso, dolce. Scaffali di libri coprivano le pareti. Tulle le volte che il postale 40 arrivava portava un pacco per lui. e graduai men le gli scaffali vuoti si riempirono. Una volta andai là con Eddie per prendere in prestito Le mille e imanotte. Era un sabato pomeriggio, uno di quei pomeriggi caldi, immobili, quando sembra che tutto donna, perfino l'acqua nel rigagnolo. Ma Mrs Sawyer non donniva. Mise dentro la 1estadalla porta e ci guardò, e io capii che odiava la stanza e odiava i libri. Fu Eddie con i suoi occhi azzurro chiaro e i capelli color della paglia - l'immagine vivente del padre, benché fosse spesso silenzioso come sua madre- a insinuare nella mia mente i primi dubbi sulla "madrepatria''. vale adire l'Inghilterra. Rimaneva così silenzioso quando altri che non l'avevano mai vista- nessuno di noi l'aveva mai vista-parlavano delle sue bellezze. ges1ìcol;:mdo liberamente mentre parlavano; Londra, le donne bellissime dalle guance rosate, i teatri, i negozi, il cibo esotico (pesce fritto mangiato al suono di violini), fragole e panna - la parola "fragole" sempre pronunciata con suono gunurale, di gola, che noi immaginavamo essere la corretta pronuncia inglese. "Non mi piacciono le fragole". disse Eddie in una occasione. "A le non piacciono le fragole?" ''No, e non mi piacciono neanche le giunchiglie. Papà ne parla sempre. Dice che qui le 1ri1uranoin un tricorno ma scommetto che è una bugia". Eravamo tuni troppo scioccati per dire, ''Tu non ne sai un bel niente". Eravamo cosl scioccati che nessuno gli parlò per il resto della giornata. Ma dal canto mio lo ammirai. Inoltre ero stanca di imparare a memoria e di recitare poesie in lode alle giunchiglie, e i miei rapporti con i pochi au1en1iciragazzi e ragazze inglesi che avevo incontrato erano stati imbarazzanti. Aveva scoperto che se io mi definivo inglese loro mi rimbrottavano con disprezzo: ''Tu non sei inglese;sei un·orribilecoloniale"'. "Bene.non mi interessa gr-.mchéessere inglese", dice\'o. "È molto più divertente essere francese o spagnola o qualcosa del genere-e, a dire il vero, io lo sono un po'". Allora secondo loro io ero veramente buffa, del lutto ridicola. Non solo un'orribile coloniale. ma anche da morir dal ridere, ridicola. Se è lesta vinco io, seè croce perdi tu- così erano gli inglesi. A"evo pensato a tuno questo, e riflettuto molto, ma non avevo mai osato dire a qualcuno cosa pensavo e mi resi conto che Eddie era stato molto audace. Infatti era coraggioso. e più forte di quanto si potesse pensare. Tanto per cominciare. non soffriva il caldo; una cena freddezza nella sua pelle chiara sapeva resistergli. Non si scottava mai arrossandosi né si abbronzava, quasi non si ricopriva di lentiggini. Le giornate calde sembravano renderlo panicolannente pieno di energia. ''Adesso corriamo due volte intorno al prato e poi puoi fare finta di star morendo di sete nel deserto e che io sono un condottiero arabo che ti pona l'acqua". "Dcvi bere lentamente". diceva, "perché se sci assetata e bevi in fretta muori ... Così imparai la voluttà del bere quando sì è assetati - un piccolo sorso dopo l'altro, finché il bicchiere di Coca-cola rosa. ghiacciata, era vuoto. Poco dopo il mio dodicesimo compleanno Mr Sawyer improvvisamente morì, e come amica speciale di Eddic andai al funerale. indossando un vestito nuovo, bianco. I miei capelli dritti erano stati inumiditi con acqua e zucchero la notte prima e pellinati a treccine. perché diventassero vaporosi per l'occasione.
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