SAOGI/STA■OalNSIU ricompensadi unatenaceinsoddisfazione,si è alla fine instaurata una nuova facoltà. Con l'esercizio di questo potere, il narratore è oggi in gradodi descrivere al contempo la bellezza di un momento del passato e l'incapacità e la spoliazione provate a quel tempo dinanzi a una bellezza che lo ha lasciato senza parole. Oggi che la vecchia impressione è stata rivissuta e che lo scrittore ha compostolapassatadiscrepanzaIraimpressione ed espressione, egli si prende il piacere aggiumivo di una riflessione ironica: si avvale difatti di una superiorità che gli consente di sorridere della goff agginedi cui ha dato prova nella sua vita passata. È diventato possibile quello che oon lo era. Ma come è divéntato possibile tutto ciò? E. prima di tutto. come è staia resa possibile la stessa percezione della bellezza? Attraverso le pagine che stiamo leggendo, giunge a noi un insegnamento filosofico di primaria imponanza. lo vorrei qui porre in rilievo una serie di tappe che rivestono valore di esempio. Si tratterebbe forse soltanto, in queste righe, di misurare la distanza che separa l'emozione vissuta dall'accesso alla trasparenza delle parole? L'abbiamo già visto: in sé il presentimento di un dovere da compiere resta ancora insufficiente. Bisogna che, in più, sia stata accordata una grazia supplementare, un inesplicabile dono. Ma come è accaduto tutto ciò? Questa pagina non ci dà ancora spiegazione alcuna circa il potere del dire: se ne conoscerà la nascita sollanlo più in là. Come vedremo in seguito, la fX)SSibilità di parlare dell'emozione è oscuramente intrecciata con la confessione di quelle che furono. all'inizio, l'incapacità ad esprimere e l'inadempienza delle prime ''parole opache". Potendo disporre, più tardi, di tutte le risorse del lessico e della sintassi di una lingua, lo scrittore ricostruisce in un sol tratto la bellezza di un istante del vespro-tra pioggia e sole. tra luce e riflesso- e l'interiezione quauro volte ripetuta che era stata allora la sua unica risposta. La rappresentazione della scena era staia oggetto di desiderio sul momento stesso. ma desiderio inappagato, capace soltanto di manifestare il proprio dispetlo di cui la pagina che stiamo leggendo è la rappresentazione differita. Bisognerà allora avanzare un'ulteriore domanda. La percezione della bellezza viene da sé? Che cosa la prepara.? Da dove proviene il sentimento di un obbligo a rappresentare fedelmente lo spettacolo che si è offerto? Per piombare immoto davanti a un paesaggio che gli si offre, bisogna che lo sguardo, più o meno coscientemente, ne rechi I' auesa dentro di sé. La passeggiata di cui Proust ci parla è una gita serotina. preceduta da un 'intera giornata di letturc. 4 Romanzieri. pi11ori.critici d'arte lo hanno preparato a gustare nelle loro opere gli effetti di rappresentazione del mondo esterno e. di conseguenza, certi aspetti di quel mondo. Lettore di Bergone (autore fiuizio!), Marce) ha particolam1entc apprezzato certe sue descrizioni di paesaggio. Lettore di Fromenlin. Proust conosce le impressioni suscitate in Ruysdael dai ;·colpi di sole ... Egli ha potuto ammirare. dell'autore dei Maitres d'autrefois. la descrizione di un ciclo, esso stesso già rappresentato o reinventato. in una tela famosa di Ruysdael, il Mulino di Wijk presso Duurstede. Proust ha forse custodito nella memoria qualcuno dei tennini della restituzione leueraria di una rappresentazione pittorica. 34 (Fromenlin evoca "un raggio che viene da lontanissimo a rischiarare come unsorriso il di scodi una nuvola··. E Proust: ;,E vedendo (...) un pallido sorriso rispondere al sorriso del cielo."). Lettore e traduuore di Ruskìn, Proust ha imparato a salutare i momenti di vibrazione squisita cauurati dalla mano dei pittori e la sua sensibilità, così risvegliata, avendo appreso a leggere le tele dei maestri olandesi, di Constable, di Tumer, di Millet, di Monel, è stata in grado di percepire (o immaginare) che cosa avesse di eccezionale il repentino colpo di sole dopo la pioggia sopra quell'angolo di campagna. Si aggiunga che Proust stesso e, con lui, gli autori che aveva letto erano con grande probabilità tun'altro che insensibili agli hai-ku dei poeti giapponesi: come non riconoscerne gli elementi nella simultanea presenza del vento, del raggio di luce, della gallina sul tetto, del riflesso nello stagno? (Non si potrebbe far meglio in un pastichc). In breve, un'esperienza formatrice trasmessa da libri e pittura, ha predisposto lo sguardo a meravigliarsi dinanzi agli spettacoli offerti dalla luce del sol calante sui sentieri della foresta, sui bordi dello stagno. Quest'esperienza avrà anche fatto sorgere, al contempo, quell'imperativo che costringe a cogliere e conservare le tracce del godimento dei sensi. In ogni commozione estetica suscitata dalla natura c'è tutto uno spessore di lezioni accumulate, tutta un'atmosfera culturale. tutto un insieme di scelte storiche che hanno conferilo alla bellezza e alla sua contemplazione il loro panicolare statuto. Oscar Wilde l'aveva indicato in un saggio divenuto rapidamente celebre. Una relazione circolare pone in rapporto la bellezza prodotta e definita dall'arte o dalla lencratura antecedenti e la bellezza afferrata nello speuacolo esterno. E l'emulazione suscita il bisogno di rispondere alla bellezza così colla tramite un'opera nuova, piuorica o letteraria. Circolarità questa che non comporta tuttavia la mera ripetizione. Esempi e norme mutano più o meno rapidamente. Il "dato natura" non è infaui recepito allo stesso modo nelle diverse epoche. Come gli storici ci rammen1ano, c'è voluto che cultura umana stabilisse relazioni nuove con la natura perché l'attenzione si volgesse alla bellezza del paesaggio naturale. Nel mondo occidentale, quali siano stati i motivi che l'hanno determinato. si è dovuto auendere l'avvento di un clima intellettuale assai panicolare perché l'individuo provasse il desiderio di percorrere il mondo per la sola gioia del bello e non alla ricerca dell'indispensabile cacciagione, perdi sputarsi il territorio, le sorgenti d'acqua. i mercati. oppure- ed è cosa assai diversa-per visitare dei siti segnati dal la presenza del sacro, sorgente. pietra. statua o reliquia. Si auarda forse il pellegrino sulla sua via per contemplare un bel paesaggio? Circostanze nuove, un nuovo orientamento del pensiero rimeuono in discussione, ora, la ricerca del bello nel paesaggio. Se proseguiamo nella leuura delle pagine di Proust. vedremo scaturirne un'ulteriore lezione: è impossibile possedere la bellezza. Volersene impadronire cessando di esserne un lontano contemplatore è il modo migliore di perderla. In occasione di altre passeggiate negli stessi dintorni di Méseglise, il giovane ha sognato di vederglisi venire incontro "una contadina•· che fosse
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