Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

CONFRONTI ANTOLOGIA Come conobbi Achille Campanile Aldo Pa/a.,zeschi a cura di Giampaolo Dossena Escono e sonomuumciare sempre nuove edizioni delle opere e degli scritti sparsi di Achille Campanile. Spesso gli edilori ritengono opportuno menerei qualche prefazione e son ruue sensate,acute,pongonoefficaceme111e i problemi•chiave. Perché leggere Cwnpanile. perché rileggerlo, Campanile no,i è un ..grande scrittore umorislico" bensi "un grande scrittore". Nei unni bibliografici e 'è sempre un riferime1110t1lfanochelestorie della letterawm italiana 11011 lumnodaro. o tuuora 11011 danno, il giusto posto ,, Campanile, o 11011 gli danno posto alcuno; solo Pancrazi, negli a,mi Trenta, ebbe il merito di... Non sto pre,ule,ulo in giro quelli che scrivono prefazioni a nuove edizioni di Camp(mile, sto dicendo che siamo timi invischiati i11questo brodo. lo stesso in questo preciso momell/o mi sono alu,to per vedere se c'è tracc:iadi Cmnpanìle nei quattro volumidi Segre-Martig11011i, Testi nellastoria, di cui tuttiparlano come della migliore antologia dopo quella di Comini. Bene: Campanile 11011 c'è. E se cifosse stato? U, lettera111rea le nostre lenure vannoda una parte, le storie letterarie e le scuole vanno tJaun 'altraparte. Vogliamomeuerle insieme? frullare /"olio e l'acqua sama? Mi è venuw la te111azio11dei a/zanni ancora per vedere se Campanile c'è nel Ferroni (Einaudi) e nei vari Asor-Rosa (Ei11(,udi).Dio mi ,1ede.ho vitllo la tentazione. Ho leuo ancora ima voliliq11esto<1rticoclohe Pafozzeschi haserino per ;; Pègaso ", I<, rivista di Ugo Ojetti. ne/J'ottobre del /930. C'è 11moquello che desideravo se111idrire, che ovrei vo/1110 pensore. Bellafatica. direte: Palou.eschi era così bravo! Bravi scemi: perché vi meuete a scrivere su Campa,1ile se 11011 siete <1lme11b0ravi come Palau.eschi? (G.D.) Fra le tante cose che mi piacciono in Achille Campanile. non va esclusa quelladi pubblicare i suoi libri regolarmente nel mese di Agosto.Sceglierebene la stagioneperdivulgare lapropriaopera non è cosa facile quanto può sembrare a prima vista, e saperla rendere quasi direi necessaria ed attesaconquella gioia frescache si aspetta o si avverte l'apparizione dei frutti. le pesche o ruva. i fichi od il cocomero. non mi pare una virtù trascurabile ai giorni nostri, néaquelli dimolti altri probabilmente,néche moltipossano vantare. Dirò intanto come. rispondendo a tale fedeltà di Achille Campanile. io divenni un suo fedele !cuoredel mese d'Agosto. Mi trovavo nudo, nudo. bene inteso. come tulli gli altri; e, per dire più precisamente, aggiungerò che fo mi trovavo quasi nudo come tutti gli altri sulla riva del Lido veneziano. su quella calda morbida ed abbondante sabbia sono i raggi cocenti del solleone. Come potrete subito osservare io non ero campanilista fino a quel giorno, ché parlare a Firenze di andare a fare i bagni di mare a Venezia invece che a Viareggio dove vanno tutti i fiorentini. costituisce ano sacrilego direttamente. scandalo almeno. eresia, delitto di lesa patria, e. in questo caso. di leso campanile. lo mì trovavo dunque là, disteso, volgendomi e rivolgendomi un pochino come una divinità, tenuto conto che si è sempre osservati nelle pose che si prendono sulle spiagge, e si cerca dì prenderlepiùdifficili che sia possibile;e tenutocontoaltrcsl che la nudità conferisceall'uomo qualche poco dì divino, e le divinitàdi tutte le epoche e di tulti i popoli furono rappresentate nudedagli artisti, Venereo Apollo,Giove o Marte.Né. ch'io ricordi. nessuno pensò mai di vestire il Cristo sulla croce. San Sebastiano o il BanistaMosè,voimidirete, Michelangioloce loha lasciato, se non vestito del tutto. molto coperto certamente; ma il Mosè. vedete amici cari, Michelangioloce lo vestì per limiti d'età; tulle lecose hanno dei limiti a questo mondo, e Michelangioloche di bellezza se ne intendevamolto, sapeva a puntinodove ci si deve fennarc, e sfogò lasua bellezza tutta nella barba.Col giovineuo Davidlecose camminarono diversamente, ché Michelangiolo non gli volle l'ombra di una pulce addosso; e i fiorentini lo possono bene testimoniarecon me. 11 fatto si è che il nostro Signore ci crea nudi, e gli altri non riparano a vestirci in tutta fretta, pensando forse che Lui ci vede ugualmentesono i panni, e perché non ci vedano gli altri, essendo per lamassimaparte brutti e fattimale, e potendo meglio trarre in ingannocol sussidio e l'artifiziodelle vesti: ragione per cui l'uomo è il solo animale vestito che sia al mondo. Osservando spesso sui campi sportivi, calcisti. pugilisti e lottatori. e non JX)tendomio profondamente penetrare delle loro azioni. mi sono domandalo se quelle non fossero delle scuse per il bisogno naturalissimodi mettere un po' di bellezza allo scoperto, per coloroche si sentivanodi possedereo se la pretendevano,e in prurito dì farla vedere. Dunque io me ne stava relativamente nudo volgendomi e rivolgendomia fuoco sottoe sopra,approfittando insiemcdiquelle tre specialitàdella farmaceutica universale. sole acc1uacdaria. che perquanto infallibili,e forseproprioper questo. non si vedonomai scritte sulle molte quarte pagine del Corriere della Sera; e cercandodi offrinni tutto a quei due calori mitigatie resi sopportabili da una leggera brezza marina che vi spirava in mezzo. Non vi era molla gente vicino a me, anche perché io avevo scelto il posto dove ve ne fosse il meno possibile; ma non potevo escludermidal vedere, senza osservareveramentesul principio,tre personeche mierano vicine, népotevosfuggirle, ché andandopiù in là ne avrei avute vicine sei. e il loro parlare, familiarissimo ai miei orecchi. mi costringeva ad occuparmi di esse più di quanto non volessi intimamente. Eranodue ragazze fiorentine amiche, una bruna e una bionda. la bruna coi capelli graziosamente 1aglia1,itlla moda d"oggicd un bcrretlo bianco da marinaio americano; la bionda invece. con lunghi capelli sciolti che le scendevano in fascio per le spalle. e quasi fino alla vita, difendeva con unombrellino la lesta dai raggi del sole. Diròsubitoche le mie preferenze protendevano verso la bruna dal berrettinoall'americana. più espressivae vivace, con gli occhi tulli neri sfolgoranti nella faccetta tond:1e grassottella. ed un sorrisorapidoe fresco.e buono insieme.pienod' invitialla simpatia: mentrela bionda.condei grandi occhicelesti nontroppoespressivi e profondi e un po· vitrei. guardavae sorrideva lungi. piùcompresa di sé e della propria bellezza che di tutto il resto. Parlavameno. 29

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