CONFRONTI Verso l'Occidente. Germaniasenza "Heimat" Andrea Landolfi Come i cani e i gaui di casa. anche i bambini sono, si sa. conservatori: quand"anche avventurosi e pieni di curiosità, indulgono assai volentieri alle care e piccole abi1udini quotidiane, al tessuto rituale di gesti.odori, parole. luoghi che li rassicurnno con il loro ripetersi. Per un bambino, e in generale per un qualsiasi cucciolo animale. il pensiero della fine-di un gioco, di una giornata allegra. della vi1a di qualcuno, di una casa o di un mondo - è incomprensibile e spes~...itroce. Così accade. può accadere, che la fifga di due trentenni dalla Germania est negli anni a cavallo tra il Cinquania e il Sessanta, dai protagonisti vissuta come fuga in avanti verso le speranze di libertà e di nuova vita nel "libero Occidente", diventi per il figlio bambino un tradimento e una feri1a immedicabile. una ..fuga", ma nell'accezione negativa del tennine. quella che rimanda a sentimen1i di vergogna per un ano di vigliaccheria commesso. Con un meccanismo namuivo semplice e coraggioso Gert LoschU1z(F11g,,.traduzione di RobertoMenin.Giunti 1992.pp.150.L.20.000) rovescia un 1òposdella namuiva 1edesca degli ultimi anni trasformando la fuga verso la libertà in un atto di ubris capace di attirare sui colpevoli e sui loro discendenti una maledizione eterna. che si rinnova a ogni volgere d'anno. Sono gli occhi del bambino protagonista. ignaro dei valori della politica e sprezzante nei confronti FolOdi B,ig,neFiedrich. 28 del disagio adullo. a operare questo rovesciamen10cui lo scrit1orcadulto silenziosamente e rispeuosamcnte si adegua. ed è il bambino s1esso. forse. losciamanoche invoca la maledizione sui 1radi1ori dell'infanzia. pur sapendo che così dannerà anche se stesso. Un'infanzia calda e proietta in una piccola ciuadina della ex DOR ancora legata a ritmi coniadini. ancora immersa in un'atmosfera di villaggio dove iuui si conoscono e dove l'occhiu1a au1orità siatale si limita a fare capolino. inquietante. mis1eriosa ma mai te1Tori1.zante, nei discorsi dei grandi: poi. dal giorno alla notte. la fuga in Occidenie. meticolosamente preparata nel corso di mesi eppure accuratamente- e volutamente-ignorata dal bambino: non basterebbero 1une le luci sfavillanti del cosiddetto mondo libero a consolare il bambino di ciò che ha perduto e a illus1rargli ciò che ha guadagnato in cambio; e, come se questo non bastasse. l'Occidente può anche assumere i traui sconsolati di una cinadina industriale, di un quartiere povero da rifugiati. di un fetido appartamento d"affiuo pieno di topi. di una nuova e ianto più penosa timidezza dei genitori ... "Cos'è che fa legare paccheni, prepa.rare valigie. men1ire ai bambini, sourarrc loro amici. distruggere campi giochi. abbandonare sedice tavoli. chiudere una casa, partireT' Qual è il prezzo dell'inquietudine, dell'angoscia di quei due genitori che all'epoca del fallo hanno la stessa età che ha oggi il figlio. narTatore in prima persona di quella onnai remota fuga cui non hanno po1uto non connettersi infinite altre fughe? Forse il prezzo più spictmo, il senso autentico della maledizione: tocca al figlio. in mutate condizioni. quella stessa inquietudine. quella stessa angoscia. Al punto che l'episodio centrale della vita dei suoi genitori e della sua infanzia. la fuga dall'Est. il viaggio. diviene la cifra della sua esistenza adulta: ••.. .i viaggi. e anche il mio lavoro, hanno avuto l'unica funzione di rievocare il primo viaggio oltre confine, in una infinita ripe1izione ..: e più avanti: ··...se non mi era concesso di tornare indie1ro varcando quel preciso confine. sognavo almeno di attraversare tuui i confini aperti, a nord. a ove..<;tv, erso sud (... ). Là. pensavo, nessuno m'avrebbe trovato ..:·. Quel primo grande viaggio ha corrotto per sempre il valore iniziatico della Partenza e del Ritorno: mentre il figliol prodigo - che in tedesco. significativamente. si chiama der i·erlorent Solm, il "figlio perduto" - affronia il viaggio da solo per poi, al 1ennine, forri1orno alla casa patema. in Fuga il protagonista segue, senza potersi opporTe, i genitori, e a casa non potrà tornare. perché la casa non ci sarà più: privato del centro. anzi dell'origine, dovrà errare nelle solitudini di un Occidente sempre più estremo e fungibile - Berlino come Roma. le Ebridi come Anzio. la Sardegna come la Plo1how dell'infonz.ia -. sempre ricercando. a fianco di una patetica autenticità incorTolla. una qualche traccia del suo paesaggio mi1ico. Dannato alla reiterazione di gesti e suoni cristallizzatisi nel suo cuore a partire dall"cvento, ilprotagonis1a si facus1ode di un rimale autistico che ogni anno celebra il proprio1rionfo: tulio ha inizio un giorno preciso. in maggio: è la partenza: esanamenie un anno dopo. nel nuovo mondo. sarà la mone della madre, morte annunciatasi già la none della vigilia della partenza nell'ano di comunicare al bambino la fuga dell'indomani ('"...tempodopo, a1Tivatinell'altra citlà, pensai che aveva tremato perché la morte, in quell'istame. s'era insinuata in lei. Che fosse quello l'is1antc in cui aveva trova10 il varco per incunearsi nel suo corpo e po1ersi espandere. lo stesso momento in cui, den1ro di mc. s'erano fissmi i sogni. i sogni ricorrenti, le immagini. le voci"): da allora. ogni anno. quel giorno. il doppio evento luttuoso si ripresenta in un modo o nell'altro, in un disguido o in un abbandono. inibendo al "figlio pcrdu10.. qualsiasi possibilità non solo di ritornare a casa. ma anche solamente di fermarsi. Gert Loschiitzè un autentico narratore.che del narTareconosce leastuz.iec isegreti. l'intramontabile polere scaramantico, consolatorio e :1po1ropaico. I vari piani pamllcli lungo i quali il romanzo procede non perdono mai quota. non deviano mai da un assunto di grande rigore formale e immaginativo. Nel tradurlo ne sono stati rispettati la compostezza malinconica. la scrittura articolata e mossa. i sahi, le asperi1à. quel sommcssoraccon1are checos1i1uisce l'cs• senza più au1cn1icadella sua scrinura.
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