CONFRONTI Rosario Castcllanos ed Eraclio Zepeda, ma vivono dcn1rola storia prevalentemente orale della propria comunità. Il nord Popolare il deserto fu da sempre il sognodi un governo il cui territorio è in larga partecomposto da distese sabbiose e terre aride. Nel nord del paese il governo messicano offrì in passato disponibilità di terreni nientemeno che alla comunità dei protestanti menoni1i provenienti dalla Gcnnania e il sogno in parte fiori. Ma il popolamento della maggior pane del nord di Zacalecas, Chihuahua, Monterrcy e Sonora rimane ancora dentro le coordinate del sogno e il recente insediamento di industrie statunitensi e coreane ad alto tasso di inquinamento e ad altissimo tasso di srrunamcnto della manodopera sembra piuttosto dare a questa frontiera le caratteristiche di un inquietante luogo dell'anima. La narrativa del deserto ha costruito su alcuni topos già classici una epopea basata sul senso tragico del confronto tra cuhura messicana e nord•messicana. Macondismo alla Garda Marquéz. realismo magico e denuncia sociale. poesia della solitudine e della ricerca. dalle testimonianze della leuera1ura chìcana ovvero dei messicani trapiantati negli Stati Uniti a coloro che invece sembra- •no resistere al des1inoineluuabile della emigrazione. L'opera di Miguel Mendéz (Arizona, 1930) anticipa già l'atteggiamento dello scrittore ..chicano", indigeno messicano dentro la società statunitense. I perSonaggidi PeregrùiosdeAZ11611 ( 974) che vivono l'esperienza poetica della impossibilità di fare ritorno al deserto di Sonora dal quale vengono, se non attraverso il ricordo, sono i testimoni della scomparsa della cultura orale degli indios yaqui. che potrà rinascere solo come testimonianza in lingua spagnola della esperienza dello sradicamento e dello smarrimento sperimentato dentro la cultura anglosassone. L'universo cl,ictmo come denuncia della brutale emarginazione della società statunitense verso il ''diverso" di origine messicana, maancorprimacome denuncia verso la patria che non dà da mangiare, nasconde a sua volta un problema linguistico che può essere posto approssimativamente in questi tennini: quale sarà la lingua che si parlerà in questa parte del nord messicano dove lo spagnolo va sempre più ìmbastardendosi nel contatto con l'inglese? E quale cultura verrà confom1andosi nell'incontro-scontro tra latino:,- e gringo:,-? Ancora una volta la frontiera è il simbolo di una identità a venire e di una incognita culturale. Le voci del deserto portano con sé lacoscienza del silenzio. per questo vivono di tensione poetica e il deserto ha vita propria e lingua propria. spagnola e rarefatta, proprio dentro l'opera di una serie di autori giovani, tutti nati attorno al 1950 nella regione dell'estremo nord messicano. A cominciare da Ricardo Elizondo Elizondo che nel suo romanzo 70 ,,eces 7 (1987) e nella raccolta di racconti Relatos de mar. desierto y 11111erte dà vita a un orizzonte esistenziale segnato dalla solitudine ma anche dalla potente vena immaginativa e poetica che irrompe a colmare l'angoscia di una condizione irripetibile. quella dcll'uomoche spende la sua ,•itaai margini del deserto. sognando ed errando. Qualche anno prima Jeslls Gardea aveva fornito alla letteratura del deserto unodei suoi topos attraverso la crcazioncdell'immaginario villaggio di Placeres. I personaggi di Gardea conducono una vita tra dolente e miracolosa. partendo qualche volta per tornare. altre per non fare ritorno, inseguono la fascinazione del silenzio, la ciarla alterata delleoasi incui riscoprono ilcalore della convivenza e il richiamo di una inquietudine interiore che li inizia di nuovo ;il viaggio. Le finestre, le .ilbe. i tramonti diven1ano interlocutori dei personaggi di Gardea, seduti nei bar o sui selciati polverosi: li richiamano ad una intuizione del vivere diversa dal vuoto quoti• diano. El sol que esttismìra,ulo ( 1981) introduce una percezione dcli' ambiente inconsueta nella tradizione del romanzo regionalista che torna in Albedrio (1989) di Daniel Sada, dove la metafora dell'errare e del cercare una ragione per spendere una vita trova nella vicenda simbolica di una carovana di zingari ungheresi e di un raga1..zoche si traveste per vivere divenendo il pubblico, la misura del titolo, Arbitrio. Troppo lontana da Città del Messico e dai suoi movimenti. e troppo vicina agli Stati Uniti. la letteratura del Nord disegna le avventure di un arbitrio personale e collettivo in cui i suoi personaggi.disperati. miracolati o eroici, sonotuui straordinaria• mente precari. In bilico tra la solitudine del deseno coi suoi allucinanti miraggi di amore, soldi o felicità e un lungo viaggio alla fine del quale si riproducono gli stessi miraggi. vivono inuna dimensione del tempo rip:titiva e ossessivamente circolare. Oppure quando il viaggio giunge all'approdo e .:tdun tempo fi nalmcnte Iineare, esso sancisce la nuova condizione del cl,icano. colui che non è più messicano, che non sarà mai statunitense, ma solo forza lavoro. Letteratura e editoria In Messico un best•seller vende centomila copie ogni anno. nazionale o straniero che sia; il premio "Pianeta" che è il più importante del circuito nazionale garamìscc una diffusione di cinquantamila copie. Gli altri testi leuerari di qualità. non più di due o tre in un anno vendono attorno alle diecimila copie e sono normalmente sponsorizzati dalle maggiori case editrici nazionali (Era. Grijalbo, Joaquin Mortiz, Pianeta. Diana, Cal y Arena. El Equilibrista) o spagnole. 11resto della produzione si fcm1a normalmente alle prime duemila copie previste come prova; se le copie vanno esaurite e si va alla seconda ristampa quasi automaticamente all'autore viene concessa la possibilità di pubblicare un secondo libro ed entrare cosl di pienodiritto sul mercato nazionale degli autori più che dei libri. Il mercato ovviamente è soprattutto quello della città e di Città del Messico nello specifico. dove un libro gioca il proprio futuro nelle principali librerie (Gandhi, Parnaso. Libreria de Cri stai. Sotano) tutte nel sud del la città e tutte nel giro di un chilometro quadrato e nella promozione dei prin• cipali supplementi culturali delle università o della stampa quotidiana. A prescindere dal mercato delle recensioni che vive sulle amicizie e sulle clientele letterarie, una p:culiarità è costi1ui1a dalla polarizzazione fra due gruppi distinti. Da un lato il potentato che fa capo a Octavio Paz. alla rivista e casa editrice .;Vuelta··e alla potentissima rete televisiva privata ''Televisa'', tradizionalmente su posizionida destra "Liberal". dall 'al1ro la rivista "Nexos.., la casa editrice "Cal y Arena" e l'eterogeneo gruppo che riunisce la sinistra messicana, appoggialo dal presidente della repubblica Carlos Solinasde Gonari e a cui è vicino l'altro mostro sacrodella letteratura messicana. Carlos Fuentes. L'appoggio di uno dei due potentati è spesso decisivo per l'affennazione di un libro. In alternativa rimane il circuito della stampa universitaria che continua a mantenere una certa consistente marginalità nelle due università pubbliche, Unam e Uam, per altri versi scavalcate dalla fioritura di istituti di istruzione universitaria sponsorizzati dai potentati religiosi. fortissimi in tutto il Messico. Quanto allo scriuore non più di tre o quanro sono quelli che riescono a vivere delle pubblicazioni e delle ristampe. gli altri si ingegnano dividendosi tra giornalismo, insegnamento, generalmente molto mal pagato. e varia editoria. Dei critici e della critica dicono che si basa su un sentimento. l'invidia,c i suoi pocò nobili satelliti. degli editori che "non è facile arrivare alle parole, bisogna invece pagare molto caro il loro possesso. perlomeno la prima volta...
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