Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

CONFRONTI occhi per comprare attrezzature mediche avanzate..... dice ad un certo punto il narratore, scrutatore di una epoca in cui la povertà torna ad essere vissuta come un fenomeno da ripudiare e su cui lucraree incui ladivisione fraclassi sembra farsiancora più rigida proprio nel momento in cui si fa strada l'appello ad un nuovo benessere. L'eco della diversità negata, della differenza repressa aveva trovato voce nel 1979 in un'opera di grande impallo tanto perché imponeva all'attenzione della critica uno scrittore giovane e relativamente sconosciuto quanto per il tema che vi si proponeva. ovvero l'omosessualità e la prostituzione maschile. Luis Zapata nel Vampiro de la Colonia Roma proponeva la scoperta di un ambiente cittadino lontano dalle immagini attraverso le quali era stato fin lì filtrato: la sfera delle passioni notturne. degli amori clandestini. delle colonie popolari, dei locali da ballo popolati da gordas e omosessuali in cui il personaggio principale, moderno picaro, esercita liberamente la sua arte ai fini della sopravviven1.a, segretamente illuso di poter sfruttare il desiderio altrui mentre è lui stesso ostaggio del de11ar'ocon cui crede di potersi difendere. La tematica omosessuale acquisisce nei successivi romanzi di Zapata, da Melotlranu, ( 1983) a Enjirones ( 1985) una maturità di approfondimento dei personaggi che va di pari passo con la progressiva accettazione della omosessualità maschile a partire dagli anni Settanta. Scrittori come Alberto Oallal. Raul Rodriguez Cctina. Carlos Eduardo Tur6n, José Joaqufn Bianco o José Rafael Calva hanno via via arricchito la produzione narrativa sul tema portando a maturazione una discussione più radicale e libera dei rapporti erotici ed affettivi, marginali e non. soprattutto in ambito urbano. Che la cultura e la sottocultura urbana siano state e siano anche nella loro versione più folclorista. un filone estremamente prolifico della produzione letteraria più recente lo dimostra J'affemmzione di una serie di stereotipi che accomunano la produzione sulla materia. La psicologia del quartiere, del barrio, i personaggi picareschi fraesoterismoecrcdenza popolare. le figure di pugili e lottatori che più volte vi compaiono, l'assimilazione della lingua colloquiale e dei suoi modismi, caratterizzano l'opera di Roberto L6pez Moreno, Rafael Ramìrez Heredia, José Joaquin Bianco. Emiliano Pérez Cruz e Arturo Azuela. tutti tra i quaranta e i cinquant'anni. A essi spetta il merito di aver popolato di creature e personaggi vicini alla ricca cultura popolare quella vasta area tra cielo e viscere di Città del Messico che costituisce l'humus in continuo fcnnento della peculiare letteratura metropolitana. Per molto tempo un altro tipo di diversità è stato occultato dalla societàedallacuhura messicana. La donna nella vita di ogni giorno come nelle pagine dei suoi romanzi è stata spett:1trice di se stessa, generatrice di ;·uomini grandi come alberi", creatura sospesa dentro gli ambigui confini della memoria di una società che la" negava esaltandone la fe11ilità. Ancora oggi è consuetudine nel linguaggio comune connotare ciò che viene ritenuto bello con il termine ''padre" e ciò che si associa al suo contrario con il tenni ne ..Madre ... È l'altra faccia del "machisrilo" messicano, quello di cui oggi fanno le spese le donne sole, las soheras dai 30 ai 40 anni che vivono sulla propria pelle la ricerca di un modo di essere diverso da quello che viene volentieri garantito dalla società tradizionale. Le loro storie sono un filo rosso palpabile come i segni che portano dentro. che le rendono riconoscibili, vulnerabili. che ne marcano le angosce. Dalle donne della classe media e bassa i cui rappo11i affettivi sono spesso marcati dalla violenza fisica e dal masochi~ smo, alle donne che hanno saputo e potuto ritagliarsi uno spazio di dignità e rispettabilità sociale attraverso il lavoro e l'indipendenza 22 economica ed a quelle ancora che attraverso l'impegno intellettuale hanno calato nelle loro storie la vita delle donne messicane. Nel 1962 usciva Oficio de Tiniebills di Rosario Castellanos. libro per molti versi importante nella letteratura messicana e a maggior ragione per la storia del personaggio principale. la "curandera" Catalina, indigena del sud-ovest, dello stato di Chiapas, una delle grandi culle della tradizione indigena. La letteratura al femminile inizia da questo personaggio modesto, profondamente diverso tanto dagli eroi maschi che dal le donne creole che avevano fino ad ora occupato la scena letteraria. Catalina parla una lingua che non è lo spagnolo, vive la sua vita coi ritmi del suo tempo, circolare piuttosto che lineare. affronta il dramma della sterilità coi parametri della propria comunità. Entro tali parametri cerca di risolvere la sua sterilità, convertendola da problema fisiologico a scelta religiosa. trasfonnandosi in ••ilo!". figura sacrale e punto d'approdo della costruzione di una propria identità contrapposta alle regole coercitive della comunità creola e meticcia con la quale deve confrontarsi. Se Rosario Castellanos appartiene bibliograficamcnte e culturalmente al la comunità indigena di cui narra la strenua opposizione alla penetrazione distruttrice della cultura "bianca". un 'altra scrittrice, Ines Arredondo, situa dentro la comunità creola le vicende dei suoi personaggi femminili. Uno dei suoi racconti più perfetti, La Sunamilll ( 1965), è la storia di una giovane donna che per non entrare in conflitto con le regole della propria comunità. si concede ad un rapporto ambiguo con il vecchio zio moribondo in cambio di una eredità di cui percepisce più il valore simbolico. profondo e al tempo stesso immobilizzante, che il terribile prezzo da pagare. Lucia finirà per cedere accettando il matrimonio e con esso il sacrificio della propria femminilità che la accompagnerà fino alla morte dello zio:" ... però non ho potuto tornare ad essere quella che foi ... mi sento occasione di peccato per tutti, peggio della più abbietta delle prostitute. Sola, peccatrice, 1otalmente consumata dalla fiamma implacabile che circonda tutti noi che come fom1iche abitiamo questa estate crudele che non ha fine .. .'' Il senso del peccato, la falsa religione discriminante. le dinamiche di potcree i personaggi segnati dalla solitudineedallaangoscia di una lotta impari con le deformazioni patologiche della propria società, sono l'eredità che la Arrcdondo lascia alla leueratura femminile. Da allora la letteratura delle donne sembra non avere ancora espresso tulio lo spettro delle proprie potenzialità. Elena Garro, Maria Luisa Puga, Alinc Petterson, Barbara Jacobs, Esther Seligson. Silvia Molina, Ethel Krauze, Carmen Boullosa. tutte attorno ai 40anni costituiscono le voci più nuove di una generazione di scrittrici passate attraverso il movimento del '68 e in alcuni casi attraverso il movimento femminista messicano ma la loro attenzione è rivolta al fenomeno della scrittura in senso ampio piuttosto che all'indagine specifica della condizione della donna. Anche i casi più eclatanti di romanzi scritti da donne negli ultimi anni Ottanta, Arroncamela \lida di Angeles Mastretta (Strap1H1mi la vita. Fehrinelli) e Comoaguapara cl,ocolate di Laura Esquivel (Dolce come il cioccolato. Garzanti) si mantengono fedeli ad una immagine fondamentalmente tradizionale della donna. Nel primo caso si tratta del diario sul filo della memoria della moglie di un generale post-rivoluzionario che vive la scalata al potere del proprio uomo tra tradimenti, passione incondizionata e tentativo di guadagnarsi un ruolo non secondario all'interno di un mondo caparbiamente maschilista. Nel secondo prende corpo una visione irridente della Rivoluzione che fa da sfondo alle trame eroticoculinarie messe in ano dalla giovane protagonista per conquistare l'uomo che ama. negatogli dalle perverse politiche familiari. Il grande successo ottenuto dalle due opere non maschera tuttavia i limiti di una visione convenzionale della donna messicana che

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