Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

CONFRONTI Fole di Peterf.krizel IG Neri). del cosiddetto "golpe" di Excelsior, uno dei più noli quotidiani e dei più potenti gruppi editoriali messicani da cui l'allora presidente Echevarria fa espellere per motivi ideologici buona parte della redazione fra cui Octavio Paz, dando vita senza volerlo alla frammentazione della stampa e dell'editoria messicana e contribuendo alla nascita di riviste fondamentali come "Vuelta" diretta dallo stesso Octavio Paz. ·'Proceso" di Julio Schcrer Garcia e al quotidiano ''Uno Mas Uno". Asesi11a10 è la storia dell'uccisione dei coniugi Flores Munoz avvenuta a Ciuà del Messico nel 1978, uno dei tanti deliui in cui vita privata e vita politica vengono strumentalizzati a tal punto dal regime d:1renderne impossibile la soluzione. L'impegno di Leiìero sta proprio nel dimostrare l'impossibilità di discernere quali siano le verecauscdell'assassinio maa\ tempo stesso mette in scena una concezione della giustizia tarlata dall'uso strumentale che viene fatto dai testimoni. dalle pressioni fisiche e psicologiche che vengono esercitate sui protagonisti del romanzo per ottenere le fatidiche confessioni, dalla connivenza del quien sabe con il ,uu/ie sabe mula. In quest'opera il protagonista, il possibile colpevole diventa persecutore per evitare di essere perseguitato mentre le dinamiche psicologiche personali sulle quali il potere fa forza producono una distanza incolmabile rispetto ai veri moventi riducendo a colpa individuale, forse un rapporto omosessuale, quello che più probabilmente è un delitto politico. Con Lcfierosi conclude o è in viadiconclusioneuna lunga lista di esistenze brutalizzate dal rapporto con il potere, dall"imbruuimentodell"alcolismo, alla tortura JX)litica, alla reclusione psichiatrica, fino alla violazione simbolica globale delle comJX)nenti ·'diverse" della società messicana. La lotta per la modernità aperta negli anni Sessanta dall'eterogeneo movimento di intellettuali a Ciuà del Messico dovrà prenderne atto; le connivenze con la retorica rivoluzionaria, con la sua vaga apertura agli intellettuali, a pano che non divengano troppo scomodi. lasceranno gradualmente il passo ad una modernità che giunge a pensarsi anche come "diversità'. inevitabile rispetto ad un sistema brutale a conti falli. Nel 1976 moriva José Revuchas all'etàdi 72 anni. La sua mone finiva per essere un episodio pieno di significati fonementesimbolici pertuua una generazione di scrittori messicani. La sua vocazione totalizzante. la ribellione costante contro il paese. l'angoscia come condizione costante dei suoi personaggi che nella città o in campagna vivono una lotta inevitabilmente perdente contro la macchina del potere. lasciano affiorare una necessità nuova. un modo nuovo di interpretare una realtà in cui identità personale e identità socialesonoslrcttameme vincolate. In questo senso rullimo Revuehas lascia in eredità la strenua onestà di un impiego intellenuale mai disJX)SlOalla menzogna ma piuuosto all'errore, ma anche un problema di identità che non è più la saga, ispirata da Fuentes, della identità nazionale nei suoi molteplici aspetti etnografici, ma una identità più vicina alla vita di ogni giorno, alla condizione sociale dei vinti e di coloro che reclamano il diritto a \fiverc la propria diversità pur sapendo di doverne pagare le conseguenze. Si apre la via ad una letteratura liberata dal peso dei miti che ha creato. Ma le notti di Città del Messico continuano ad essere lo scenario di una ricerca. La letteratura della crisi, di una crisi avvenuta e dì cui una generazione di giovani oggi quarantenni dovette sperimentare le conseguenze trova in Pasaban en sile11cio,westros dioses ( 1987) di Hector Manjarrez la misura di un documento esemplare che chiude definitivamente la possibilità di-raccontare realisticamente l'evolversi di una crisi che non è più politica ma esistenziale. Al pittore Luca.che passati gli anni Settanta.cambia il proprio aspetto e le proprie abitudini. abbandonando le comuni e un ideale paritario di coppia per riscoprire invece la propria mascolinità rimane come ultimo problema proprio la morte di José Revuehas, con la quale si conclude il romanzo. "Non si sa se bisogna mettere la tua immagine alla pare1e, come si mettono i postero le immagini sacre, o come si meuono le foto delle persone care ... Revueltas è di quei moni che si seppelliscono dentro la città.·• Chiusi nelle loro automobili che percorrono fino alla noia i circuiti urbani della città. i personaggi di Carlos Chimal in Escara,m,za (1978) sono già gli epigoni di una generazione alla ricerca dell'istante perfetto, di una festa indimenticabile che non esiste più, gli ultimi eSJX)nentidi un underground più esistenziale che sociale giunti all'ultima verifica della normalizzazione della società messicana. E sono anche il punto di passaggio di una letteratura che da "impegnata" si scopre attenta ai piccoli tonnenti esistenziali, impegnata adcscriverele mutazioni di una generazio- . ne che riscopre l'individuo nella ricerca "minima'' di una propria identità. Un'attenzione particolare a questo fenomeno la si deve a Juan Vii loro, uno degli scrittori più preparati della generazione che va dai 35 ai 40 anni, e che è andato via via ampliando il proprio progetto narrativo. Da La noche novigolJ/e ( 1980), metafora delle attese e delle speranze di una generazione di adolescenti ma anche della speranza, in questo caso peculiare della poetica dello scritto· re, di mantenersi a galla dentro l'ubriacatura utopica senza cedere al naufragio esistenziale fino a El Disparode Argon (1991 ), certamente la sua OJX:ra più ambiziosa. Metafora di Città del Messico narrata da un protagonista volutamente "minimo", allievo e discepolo di un celebre oftalmologo, il romanzo ha il grande mcri10 di costruire una chiave di accesso alla multiforme umanità della megalopoli che pur cosciente delle immagini archetipiche che si muovono nel suo cielo cosl come delle sue "divinità sotterrate", non rinuncia al realismo e alla complessità. Me1afora sulla scrittura come occhio che guarda ancor prima che come mente che pensa El Disparo de Argon si sforza di fornire sia una mappa immaginaria della città che una lente attraverso la quale guardarla. Ne emerge una società variegata dovel'emarginazionedei ceti sociali più umili si incontra ad ogni angolo di strada, scandita dai suoi ritmi di vita. dalle taquerias ai venditori di tamales,agli indigeni che si improvvisanomangiafuoco ai semafori delle grandi anerie della città fino alla logica cinica e crudele dei rapponi umani che va prendendo il sopravvento sulla tradizionale cortesia messicana. Fa la sua apparizione nel libro di Vii loro una eterogenea conedei miracoli attorno ai luoghi deputati del potere. i palazzi dei burocrati, le banche, i centri commerciali: ''Il sogno di Suarez nasceva in un paese dove bisognava vendere 21

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