Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

I CONFRONTI I Panorama Un lungo cammino della narrativa messicana contemporanea Marco Nifamani A più di settant'anni dall'avvento della Rivoluzione e dal volgere dei suoi percorsispesso labirinticitra modernitàe tradizio• ne. il Messico sta vivendo uno dei momenti più delicati della sua storia dopo la firma del Trattato di Libero Commercio con Stati Uniti e Canada. Un accordo fortcmcn1e voluto dal presidente Carlos Salinas de Gonari e dal suo staff per porre fine alle bancarouenazionalistedei regimi precedenti,cheèanchesecondo molti osservatori politici l'ultima operazione gestita dal colossale monolite della politica messicana. il Partilo Rivoluzionario lstitu• zionale. assediato a destra e sinistra da forze politiche di cui ha 1entato lungamente di negare l'identità e che stanno invece affermandosi in diverse aree del paese. Ma il Messico continua ad essere principalmente Città del Messico e lei, la grande accentratrice amata e odiata dal resto dei messicani. segue tra preoccupata e speranzosa i bollettini dei quotidiani: la classe media spera di uscire dal lungo incubo che la svegliò alla metà degli anni Settanta. riducendone drasticamente il livello di vita, l'alta borghesia riOettc a voce alta sulla utilità di riportare in Messico quei capitali che avevano preventivamente passato la frontiera con gli Stati Uniti. la gente arranca e impreca contro il governo dei ricchi e le sue corrotte trasfonnazionì. sperando soltanto di non scivolare ancora più in basso. Nelle librerie, nelle università di cui due statali e poco meno di una decina di private. nei circoli culturali due avvenimenti del passato 1992 coesistono con appare111cdisinvoltura; da un lato le celebrazioni dei cinquecento anni della conquista o '"incontro" come vorrebbero i sostenitori del mestizaje, dall'altro l'imponente mobilitazione editoriale a sostegno della creazione di una unica area commerciale per tutta l'America del nord. Ma dubbio non vi è all'interno della cultura ufficiale nel dirigere gli sfor.ti verso quella che viene considerata come la grande scelta di questi anni Novanta: modernizzarsi definitivamente con la faccia rivolta agli Stati Uniti sia pure con pesantissimi costi sociali. o accenare l'ormai scomodo imparcntamcnto con l'eredità latinoamericana e il grandioso ma esile sogno bolivariano. Letteratura e identità "Nei paesi in perenne tensione verso il cambiamento-dice lo scrinore e saggista Carlos Monsivais - la letteratura occupa un posto secondario e ornamentale e la sua funzione sembra quella di celebrare omaggi e accreditare nobili intenzioni. Tuttavia, ciò che viene considerato 'importante ma lontano' e 'interessante anche se secondario· finisce sempre per rivelare lasua forza e la sua capacità di resistenza ... Alla oppressione culturale, risponde la resistenza dei testi che propongono luoghi reali o immaginari diversi, possibili, desiderabili. Oggi la cullura e la letteratura sono risorse essenziali della nazione così come lo è la chiara partecipazione al la conquista di nuovi spazi di libertà che sono stati guadagnati al ricatto senti mentale. ai pregiudizi. al la morale tradizionale. al dogmatismo politico." li cammino comincia da molto lontano, con una rivoluzione, la Rivoluzione Messicana, e una contraddizione, ovvero il tentativo di istituzionalizzarla. Da lì nasce il Partito Rivoluzionario Istituzionale e il suo tentativo di risolvere la contraddizione con un gesto simbolico. Da lì inizia anche il cammino del romanzo 0:::kJvtOPoz. /040 d, G10YOnnGi t0v0nnen1 messicano contemporaneo. con una domanda: come andare oltre i luoghi comuni piuoreschi e oleografici che il romanzo dei primi decenni del secolo aveva generato? Con l'esaurirsi del romanzo della Rivoluzione agli inizi degli anni Quaranta, alla dialenica ricco-povero e agli usi strumentali e largamente retorici che ne vengono fatti.comincia a subentrare una nozione più complessa della realtà sociale messicana di cui 1• antesignano è José Revueltas con l'opera El luto lumumo (trad. it. Il colielio di pietra, Einaudi) del 1943.Il recupero della tradizione indigena come orizzonte di alterità appare da ora come uno dei caraueri fondamentali della produzione letteraria. e ancor più lo divide dopo che Juan Rulfo con il PedroPàramo avrà dato il colpo finale alla retorica della rivoluzione che trova in questa opera terribile e ~rfetta il suo inquietante epitaffio. Ma sarà Carlos Fuentes col racconto ChacMool nella raccolta Losdias emmascarados ( 1954) a proiettare nel panorama letterario un'altra immagine sommamente inquietante e simbolica, quella della statua indigena che ritorna alla vita costringendo alla fuga e infine alla morte il burocrate meticcio che l'aveva comprata nel popolare mercato della Lagunilladi Città del Messico. Con Fuentes si affenna finalmente con forza la presenza del parente scomodo e povero che il mito del mes1izaje. ovvero dell'incontro tra razza bianca e razza indigena, aveva sempre badalo a tenere ben nascosto salvo rendergli occasionalmente omaggio. Il mondo indigeno preispanico dato per morto o falsamente assimilato dalla cultura ufficiale. torna a far sentire la sua voce non solo nelle campagne dove caparbiamente resiste cornecultura autonoma, ma addirittura leva la propria maledizione sulla cillà-simbolo della nazione messicana. D'ora in poi la città diviene la metafora delle sorti di un intero paese e non tanto come luogo fisico ma come topos simbolico per eccellenza, punto nevralgico ora non più solo storico-politico ma letterario narrativo. La regi6,rmas trtmspare,11e (1958) di Fuentes è la prima visione moderna di una Città del Messico insospettata: da un lato la quotidianità prosaica e convenzionale delle lunghe giornate opache. dall'altro la scoperta di una società nottambula e la dissoluzione dell'utopia ufficiale dcli' oligarchia dominante. Da un lato il Messico moderno che confida nella assimilazione della ,.

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