Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

ILCONnSTO effeno, nessun processo lineare, la fine non esiste e neppure la prevedibilità del futuro: da questo punto di vista. siamo quasi al livello della metercologia. Certamente si tratta di una situazione difficile, ma è sicuramente più appassionante che diventare strabici a furia di voltarsi indietro verso insiemi che hanno perso la loro coerenza. Come s0110 accolte oggi le sue opere? In Francia assai male, perdei le ragioni politiche e intellettuali. Operecome Dimemicare Foucault o La sinistra divina sonostate accolte male; e in Francia, se si esce dai circoli ufficiali dell'io• tellighcnzia. se si va controcorrente, si è subito ignorati. Così i miei libri hanno una certa risonanza solo in ambienti un poco marginali e appartati, e non certo nella cultura ufficiale. Ciò non mi preoccupa. anche perché il mondo intellcnuale francese non è più all'avanguardia~ ormai è solo una forza di conlrollo teorico che si autoconserva. La risonanza delle mie opere è più importantc all'es1crodove non agiscono i pregiudizi francesi. Anche negli Stati Uniti, nonostaote1e molte critiche, l'accoglienza è ben migliore. Come spiega quesw crisi del dibanito culturale francese? Gli anni Sessanta e Settanta sono stati due decenni molto importanti, e io sono stato ben contento di averli vissuti. Oggi la situazione è assai triste: gli anni Ottanta sono stati un vero disastro e le conseguenze durano ancora oggi, tanto che onnai il nostro mondo intellettuale è in stato di coma profondo. Naturalmente è difficile spiegare le cause di questo fenomeno. Forse il meglio era già stato dato. C'è stato anche il corto circuito del socialismo al potere che ha sottrano molte energie: molti sono diventati consiglieri del principe, sono entrati nella nomenklatura del nostro paese. In fin dei conti ci sono stati molti pentiti del pensiero. Oggi tutta la cultura francese torna al passato, alla ricerca di un ipotetico salvataggio della cultura. La maggior parte degli intellettuali francesi sono prigionieri della fascinazione della cultura come oggetto andato perso. E naturalmente. insieme al ritorno del passato. emergono la riscossa del moralismo e il ritorno all'ordine. I media svolgonowt ruolo imporuuue nella /Jercezione e nella rappresentazione della socie1à, nella circolazione delle idee e della cultura. Secondo lei, l,011110 qualche respo11sabili1ànei co11Jromidi quesUt swsi del dibauilo culwrale? Certamente. i media hanno anestetizzato il dibanito, tanto che oggi non c'è più rivalità tra le idee. come invece avveniva negli anni Settanta. Oggi non c'è più scontro né confronto. La stessa diffusione della cultura è in crisi, perché alla circolazione organica delle idee si è sostituito il metabolismo accelerato dei media che fagocita tutto. Ma non voglio fare un processo ai media in nome di una qualche nostalgia del passato. La mia è solo una costatazione. Le cose stanno così, lo spazio intellettuale si svuota. Ciò che è stupefacente è che la cultura francese continui a funzionare molto bene all'estero. /11 Italia it1 effeui c'è sempre mollo imeresse per la vostra culrnra, anche se oggi questo interesse è più rivolto al passl'1o che alle nuove generazioni ... È ancora il retaggio degli anni Sessanta e Settanta, sono le idee nate in quel periodo e gli intellettuali che esprimono quel dibattito che continuano a circolare all'estero. In realtà però già in quegli anni si lavorava su ciò che era stato creato nella prima metà del secolo. Non che fossimo degli epigoni, ma cenosi approfondivano delle riflessioni la cui origine era da collocarsi molto prima di noi. Il nostro era comunque un lavoro originale e di un certo spessore. mentre oggi siamo a livello del bricolage. La giovane generazione di intellettuali emersa negli anni Ottania ha reagito nei confronti dei maestri del periodo precedente (è il classico omicidio simbolico dei padri). ma poi non è riuscita ad aprirsi un varco in direzione di un nuovo spazio intellettuale. Così, i giovani si limitano a riciclare quanto era già stato detto e in fondo liquidato. Ecco. la nuova generazione si occupa solo di frammenti residuali. Difrome a ques,a siwazione lei come reagisce? Di fronte a questo vuoto e questa stasi, invece di volgermi al passato, io cerco di accelerare nella direzione opposta, guardando in avanti, oltre questa situazione. Oggi lavoro ad esempio sull'illusione, dato che non voglio più ripetere la critica dei media, l'analisi della società dei consumi, il discorso sui simulacri e della simulazione. Sono cose che ho fatto un tempo. ora voglio andare avanti. In passato ho insegnato sociologia, ma oggi le mie riflessioni sono di ordine teorico e spaziano piuttosto nell'ambito della filosofia, della metafisica e della patafisica. In fondo, i miei lavori sono abbastanza inclassificabili. Purtroppo nella nostra società tutto deve essere classificabile: è per questo forse che ho perso una buona parte del pubblico che mi aveva seguito in passato. Oggi la distanza tra il pubblico e le mie opere è più grande. anche se per fortuna ci sono ancora delle persone con cui mi sento in sintonia.

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