Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

ammetta o no. fu abbattuto dal consumismo e dal mìli1arismooccidcntali. uniti a un'esplosione di rispettabilità e ingenuità al Cremlino. Di fronte a una duplice sconfitta. sia nella corsa al consumo sia in quella agli armamenti. la potenza sovietica decise di liberarsi dal punto di vista politico. nella semplicistica e ben presto vanificata speran1..ache questo avrebbe portato in breve tempo a un miglioramento economico. Bisogna riconoscere che una certa misura di liberalizzaz.ione era comunque nelle loro intenzioni. mentre la liberalizzazione economica andava contro la tendenza sociale. Di conseguenza l'Europa orientale. che in pane era apatica e in partes i sarebbe accontentata di meno libertà di quan1a sembra essersenetrovata tra "capo e collo". è ora libera. Quindi il moralismodi Havele quellodi Masaryksonodiversie non affrontanolo stessoproblema. Masarykera un po' puritanoe moralista.Nonsolo vede la connessione ira Controrifornme infallibìlitàmarxista:nonapprovaneppureil Cattolicesimoper il suo trascendentalismoc, he conduce i fedeli verso quel misticismoasfondosessualeche èpresenteinmisuratantocospicua nella lettcr.uuramodernista,e che Masaryknon amavaper nulla.Sono i cauolici.e non i protestanti.a esserne affetti. SiaMasarykche Havcl possonoessereaccusatidi prenderetroppo sul serio ilmottonazionalececo:La Veritàvince.Non si puòconfidare nel fanoche vinca.neppurealla lunga.E,comedisseKeynes.allalunga saremo rutti morti. Havel, un drammaturgosuperbo. ma un teorico socialedilettante.confidavanon in una teoriastorica generale,ma nel fano che alla fine avrebbetrionfa10la semplicerispettabilità.Quando arriva a dire che bisogna mantenere la rispeuabilit!lqualunquecosa accada.losi puòsoloammirare.Quandodiceche ciòèefficacedal punto dì vistapoliticoe chenonc'è altromododi vincere.bisognaprenderele distanze. Le illusioninonportanoa nulla.Ciòcheha realmentevintonel 1989 è statoil consumismoe il sostegnotunoeuropeoa un sistemache soddisfa i suoi imperativi.in contrapposizionea un sistema che non IL- raggiungetaleobiettivoe inpiù è oppressivoe squallido. La democrazia e la rispettabilitàhanno avuto un passaggiogratuito. verso la vittoria, sullespalledel trionfoconsumistico,e noidobbiamoesseredebitamente e profondamentegratiperquesto.maè pericolosoilludersie pensareche esse debbano la vittoria alla loro intrinsecaattrazione politica.Così sarebbein unmondoideale,ma nelmondoconcreto è dubbio.Naturalmentedobbiamoammirarecolorochesi sonocoraggiosamenteschierati dalla pane della rispenabili1àperfino quando non era vittoriosa,ma rischiosa: è per questo che sia Havel sia Masaryk meritano la nostra ammirazione.Maciònon significachesi debbanecessariamenteaccettare le loroteoriegeneralisul perché la vinoriaera cena. La. veralealtà neiconfron1di i Masaryksta nelrispettarela verità.perquantosgradevole. e non le sue specificheopinioni sullastoria. I due uominidifferiscono notevolmenteper quello che hanno da offrire su questopun10. La teoria di Masarykè elaborala con abilità accademica. È perciò controversa. e ha ironicamente portato. in un secondotempo.la nazioneinunadirezionecheegli avrebbeaborrito. La teoriadi Havel è taleda essereda lui sostenutasoltantoquandoformula il suocredo.mada rivelarsierroneaquandoegli descriveconcretamente ciò che di fano è avvenuto. oppurequando.nelle sue splendideopere. svelailmeccanismodegliavvenimenti.li comunismo.ahimè.nonèstato rovesciato dalla vita. dal pensiero. dalla dignità umana come egli affern1a.Havelsi rivelamigliorconoscitorenei suoi momentirealistici, nellesue opereletterariee descrittive.Doveegli espone. precisamente. con superba ironia, com'è che la veritànon vince. La concezionedi dem<X:razidaiMasarykera inunceno qualmodoprotestantee purit::ma, e pensoche sarebbestatoimbarazzatodaglialleatichehaacquisitonella sua secondarealizzazione(la culturapop e la chiesaconlroriformista). Probabilmenteavrebbecondiviso qualcunodei disingannidi Havele avrebbedeploratoalcuniaspettidellareahàcontemporaneamenoinvisi ad Havel. Gli intelleHuali esistono se dicono di non esistere Nota sul libro di Z:yg111untBau111an Alfonso Berardinelli Non è stato mai facilecapirechecOsa sono gli intellettuali: né se essi esistonodavvero,come gruppo,categoria,élite politica: né se esistono ancora o stanno onnai scomparendo in un vasto ';ceto medio culturale" in cui cultura alta e cultura di massa si confondono. In passato, comunque, e fino a qualche tempo fa, gli intellettuali sono cenamente esistiti. Divisi fra la tendenza a mettersi al servizio del potere e il richiamo ad unesercizioancheeroicodclle loro vinù specifiche (i modelli non sono mancati: da Socrate a Giordano Bruno fino a Rimbaud, Wittgenstein, Orwell). gli intellenuali hanno anche elaborato fonnc speciali di componamento instabile: desiderio di approvazione, volontà di potenza, fatuità. rigore autopunitivo. Oltre a disegnarsi un"aureola. sono stati anche i più accaniti critici e denigratori di se stessi. Sublimarsi e denigrarsi si può dire che rientri nell'identità e nella tradizione degli intellettuali. Assegnarsi compiti eccessivi, tradirli. non m.:mtenerc le promesse, caricarsi di responsabilità come santi o ritenersi sublimi e liberi come semidei: tutto questo fa pane dei loro riti carnevaleschi o quaresimali. Anche se la continuità della tradizione è indubbio, lo spettacolo continua, a volte.con vecchie maschere e sontuosi costumi. Così gli intellcuuali si componano ora come buffoni, ora si autoOagellano, ora emettono oracoli, ora sognano di governare. Davvero non c'è da fare altro? Davvero, di fatto, non sì fa altro? In realtà, anche quando si concepiscono come un insieme, gli intellettuali sono una categoria eterogenea. Nel loro lavoro continuano a incontrarsi e mescolarsi, come si diceva una volta, l'universale e il panicolare, la competenza specifica e la responsabilità pubblica. È augurabile che l'architetto abbia una sua filosofia del vivere sociale ma faccia anche edifici piacevoli e congrui. È naturale che lo scienziato, oltre a ricercare conoscenze fini a se stesse, scopra possibilità di vita migliori. È giusto che l'artista, oltre ad esprimersi liberamente. interessi, appassioni, non sia noioso. È inevitabile che l'insegnante insegni non solo come fare qualcosa, ma anche che cosa preferibilmente fare e perché; comunichi cioè non solo tecniche ma anche valori. Un tempo così occupati a definirsi e darsi compiti, oggi gli intellettuali sembrano volersi cancellare da.Jl'orizzonte, rendersi innominabili e invisibili. L'idea di esistere come categoria li mette a disagio. Il singolo intellettuale o il piccolo gruppo si sentono giustamente impotenti di fronte alle for.te che spingono avanti la macchina sociale verso non si sa dove. Chi prende decisioni decisive non sta a sentire più. a quanto pare, neppure il parere degli espcni, né tiene conio della cri tic.aculturale. Politici e manager, come ogni specie animale, cambiano comportamento solo se minacciati da qualche pericolo evidente. Ed è raro che gli intellettuali riescano a sembrare minacciosi. Così, rivelatesi inefficaci le armi della cri1ica, gli intellettuali 9

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