Linea d'ombra - anno XI - n. 81 - aprile 1993

ILCONTUTO sicuro, perché l'Occidente democratico è molto potente e nel mondo va tutto bene. Ho frequentato le elementari e due anni e mezzo di scuola media a Praga. e posso soltan10dire che questo messaggio si diffondeva, inequivocabile e confortante. dai ritraili del presidente-liberatore che adornavano ogni aula scolastica. Premessa principale: la storia mondiale è la nostra guida e il nostro garante. Premessa minore: la storia mondiale ha scelto la democrazia e l'Occidente come suoi rappresenianti. perciò essi sono irresistibili. Che cosa accade alla gente che interiorizza profondamente l'intero sillogismo, in particolare la sua premessa fondamentale, ma che viene poi improvvisamente sottoposta a una dimostrazione drammatica e traumatica della falsità delle premesse minori? E quello che è successo ai Cechi nel 1938 e nel 1940. Monaco dimostrò che l'Occidente non era né risoluto né leale nei confronti dei suoi seguaci democratici. Come direbbe Thurber. non c'è sicurezza né nei numeri, né nella democrazia, né in altro. La sconfitta. umiliante per rapidità e facilità, subita nel 1940 dal♦ l'esercito francese. precedentemente considerato il migliore d'Europa. concluse la lezione. ,r,,,.. Ma che succede se la premessa fondamentale continua a essere convincente e la tendenza'storica è ancora autoritaria? Ma una nuova premessa minore è ora disponibile: la storia sembra confennare una nuova forza nell'Est, capace di vincere i tedeschi che avevano sconfitto i francesi. L'espulsione di tre milioni di tedeschi. il timore di una vendetta tedesca (una paura molto sentita, dopo il 1945) e il ricordo di Monaco. tutto questo spinse chi ancora esitava alla stessa conclusione: non si può neppure pensare dì resistere a Stalin. Non voglio deridere Masaryk. Non ci può essere alcun dubbio sul fatto che appoggiasse la democrazia semplicemente perché la riteneva fone e vittoriosa. La teneva in considerazione per ragioni indipendenti ed etiche, ma credeva anche che fosse convalidata da un chiaro destino storico. Ma il sillogismo che aveva preparato, e che il sistema scolastico, creato sotto la sua autorità, cercava di inculcare, condusse inevitabilmente all'accettazione passiva del 1948. La verità è ironica e amara. ma non si può evitarla: la filosofia della storia di Masaryk ponò infine al 1948. Nulla avrebbe potuto essere più lontano dai suoi desideri e dai suoi ideali, ma le ferree leggi della logica ponarono a questa conclusione. U problema di Havel e la sua soluzione sono piuttosto diversi. Havel, a differenza di Masaryk, non si trova a dover affrontare l'imbarazzante interrogativo sul perché si fosse rivoltato contro un sistema che aveva accenato e sostenuto tanto a lungo ed entro il quale aveva tranquillamente lavorato. li problema di Havel è perché. dato che il sistema era stato onnai rovesciato, si continuasse a tollerare gran parte della sua eredità. PercM tanta "morbidezza"? Perché tentare di rassicurare l'antico apparato scegliendo uno dei suoi uomini, Ladislav Adamec, come Primo Ministro? Perché tanta preoccupazione per la continuità tecnica di governo? Questo era stato in un certo senso giustificabile nel 1918- l'ancien »égime aveva la leginimaz.ione dell'antichità autentica. e non aveva sulla coscienza orribili crimini contro la collenività. 11 regime comunista. invece. era stato colpevole di 40anni di menzogna continuata, di omicidi. di prolungato ricatto nei confronti dei suoi stessi cittadini attraverso la persecuzione dei più giovani effettuata con il sistema educativo: era inoltre col~vole di alto tradimento e collaborazionismo con r occupazione straniera. Ci sono naturalmente buoni motivi per essere tolleranti con gli excollaborazionisti di regimi totalitari e per lasciare loro i vantaggi acquisiti: meglio lasciare che cominuino ad arricchirsi piuttosto che spingerli a csponare i loro capitali: ed è megliochecerehino di salvarsi convenendosi all'economiadi merca10. investendo nel capitalismo i fondi rubati durante il comunismo, piuttosto che si abbandonino allo sciovinismo. [Una ragione dell'inevitabilità della scissione Ceco-Slovacca sta nel fano che l'apparato ceco sembra aver optalo per la prima soluzione. mentre quello slovacco perquest'uhima. e ledue strategie non sono compatibili.) • Inoltre c'erano troppe persone in un modo o nell'altro compromesse col regime precedente. troppi casi limite, troppe reali ambiguità. Una teoria abbastanza plausibile sostiene che è molto più semplice liberalizzare le dittature di destra piuttosto che quelle di sinistra. perché coloro che precedentemente detenevano il potere possono ottenere come contropanita per la cessione di tale potere la possibilità di conservare la propria ricchezza. mentre nei regimi totalitari di sinistra c'è solo potere. ~nza ricchezze disponibili. in senso tecnico, per eventuali compensazioLa rivoluzione di velluto Ceca sembrerebbe tuttavia contraddire questa teoria: guadagni loschi, informazioni e posizioni riservate vengono sfruttate dal vecchio apparato governativo per trasformarsi in una classe di "nouveaux riches·•. Questo può essere un fatto positivo per l'economia. ma lascia ugualmente l'amaro in bocca a molti. Havel compreso. La lamentela espressa con più frequenza da Havel riguarda il declino morale: "La società. si è liberata, ma in molti aspetti si compona peggio di quando era in catene". C'è molto da discutere. in entrambe le parti di questa affermazione. La società si è veramente liberata? Nella pagina successiva Havel ricorda che ..un pugno di amici ed io siamo stati capaci di sbattere la testa contro il muro per anni dicendo la verità sul totalitarismo comunista mentre eravamo circondati da un oceano di apatia". Questa società aveva accenato il regime comunista senza entusiasmo, ma con una tale rassegnazione che quando venne la liberazione dall'esterno. i liberati non riuscirono a credere alla loro fortuna e continuarono a guardarsi nervosamente alle spalle nel timore che anivassero nuovamente i cani armali per bloccare tutto. sebbene questa volta i cani armati non potessero anivare da nessuna parte. Esiste un·evidente contraddizione tra l'accreditare la vittoria a questa società e contemporaneamente criticarla - correttamente, ahimè - ma con apatia. E due pagine dopo. ancora una volta, Havel proclama vittoria.questa volta non per la società in generale. ma perii proprio stile moralistico: "Il Comunismo è stato abbattuto dalla vita. dal pensiero. dalla dignità umana··. Davvero? Masaryk difendeva la propria scelta politica definitiva con una filosofia della storia che è interessante, stimolante. controversa e che si rivelerà amara e fatale per la nazione politicamente ricostrui1a nel suo nome: ma ciò merila di essere discusso. La filosofia politica di Havel - intransigente rispettabilità in contrapposizione a una dittatura sciatta. cinica. opponunista e priva di scrupoli. è eroica e umanamente ammirevole. Quando tuttavia viene presentala come teorizzazione del modo in cui tali dittature possono essere superate. o quando Havel anivaa dire che questo era il solo modo per farlo. essa diventa assurda e insoslenibile e può essere facilmente confutata da prove fomite da Havel stesso. La contraddizione nel pensiero di Havel viene criticata. per esempio. da Petr Fidelius (uno pseudonimo assunto in passato ma che rau1ore decide di continuare a usare), nella ''Literamy Noviny", un settimanale leuerario di Praga. nel giugno I992. O il comunismo è stato annientato da qualcos'altro e non dalla nostra società, affenna l'autore. oppure la nostra società non può essere così marcia come lamenta Havel. Fidclius stesso dice di propendere per la seconda alternativa, Ma la prima opinione sembra essere sostenuta da una fonte sorprendente: Petr Pithen. primo ministro dei 1enitori cechi dopo la "rivoluzione di vellu10", che comincia col notare di aver usato questa espressione soltanto tra virgolette. Quello che egli intende dire non è che non sia stata "morbida", ma che non c'è stata rivoluzione. Con brutale candore. egli dichiara di rifiutarsi di usare il tem1ine rivoluzione, sostiene che non ci fu conflitto, che il potere comunista onnai in disfacimento era durato tanto a lungo soltanto perché "noi" l'avevamo tollerato e che fra le società comuniste noi eravamo stati gli ultimi a liberarci ed eravamo arrivati dieci minuti dopo la mezzanoue. Egli continua a criticare aspramente le autorità postrivoluzionarie (comprendendo chiaramente se stesso) per superficialità e benevolenza colpose. cioè per essere stati eccessivamente "morbidi" con gli ex detentori del potere nel ministero dcli' Interno. Delle tre posizioni, quella di Havel. Fidelius e Pithert. è la tena a sembrare corretta. li comunismo non è stato abbattuto dalla società o dalla onestà. poteva dominare la prima e inglobare o corrompere la seconda. Che lo si

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==