Goffredo Fofi Goffredo Fofi (Gubbio, 1937) critico e saggista, direttore di Linea d'ombra. Da chi imparare. Un programma di lavoro Chi crive non egue con attenzione particolare le rivi tedi pedagogiaoquelle genericamentedette di " ervizio ociale" per poter avere oce in capitolo in un dibattito ullo tato delle co e nel campo dcli educazione e in quelli che gli ono contigui. Ma tuttavia le ede, que te rivi te, e non gli pare contengano co e illuminanti: piutto to, e perlopiù, una terminata erie di glo e da te ine accademiche di linguaggiomonocordeed enfatico, le prime, e una erie di informazioni benvenute ma di orizzonte teorico generico o limitato, le ccondc, comunque più concrete. Ma partiamo dalla "pedagogia' . Qualche anno fa cri i opinioni di illu e (e frettolo e) ulla notra pedagogiae venni rimbrottatoda alcune rivi te ' pecializzate". Dice o in fondo oltanto che la pedagogia non mi cmbrava un ettore del apere molto vivace, al pa o (e in concorrenza) con il "lavoro pedagogico' volto co ì egregiamente (e micidialmente) dai media e oprattutto da una televi ione ammac tratrice a raggio completo di bambini di genitori, di in egnanti· e che nella cuoia vedevo-perii pocochenecono co- olo di cu ioni accentrate u due poli: quello corporativo ( oldi, tatu Coba ) e quello tecnici tico dell'io egnamento (" econdo i programmi", con quell'apparato di chede, quiz, percor i guidati, trabocchetti che attraversa perfino i eia ici della letteratura acco tando il tutto a immani e traziati idcogame , ben ì palio i imi). Poco, in omma, e raramente con qualche bi ogno di aprire e di repirare, di por i ancora le domande: perché, per chi, a che pro, ver o dove... I contenuti embrano ridur i a una banalizzazione di grandi temi che certamente.' impongono: quello della democrazia, vi to ben ì in una coloritura tutta italiana, per cui mentre i difende un i. tema politico dominante attutendone le contraddizioni, e ne riducono i principi a una giaculatoria di cui 11011 i cerca un'applicazione che non ia parodi tica dentro l'i tituzione in cui i opera, e i tollera e timola per ciò te o il diffonder i di una fiducia e l'idea del i tema democratico come terra d'arrembaggio do e aranno premiati i più furbi; e il tema dell'ecologia, do e la di tanza dal reale appare ancora più gra e poiché la genericità degli appelli è co ì a. tratta da poter coc i tere con la tolleranza di una piccola pratica tutta contraria, che fini cc con il creare LATERRA 21 < piccoli vandali, piccole volpi di truttivee ipocrite. Su que te due i tanze mi tificatc tende un velo entimentalc comune la poc ia di Rodari, buona a tutti gli u i e da tutti condivi a per la ua interna fiacchezza ma anche perché non corroborata da altro, da niente. Quali valori dunque, vengono alla fine trame i e nonquelli della più genericae uperficialc, univer aie benevolenza pronta a rove ciar i nel uo contrario all'e plodere della minima contraddizione reale, in cui i deve poi ceglicrc tra dife a di un intere e moltoconcretoe unblandoprincipio molto a tratto? Eque 10 è coerente con, rimanda a la più co ternante delle con. tatazioni che un o - ervatore attento dei no tri comportamenti ociali può fare: le opinioni e atteggiamenti ui grandi problemi ono sottopo. ti a un o ciliare e mutare che nella loro contraddittorietà, ri ponde alla contraddittorietà dei media che li timolano o frenano,opera di quei poveri e pre untuo i "mae tri di morale' che ono gli opinioni ti dei quotidiani e, oprattutto, i conduttori invadentidelle tclcvi. ioni. Il nerodiventa velocementebiancoe il bianco nero, poiché la lororadice ociale incertae la feradelle idee non co ta impegni, non chiede pratica. Una qualche corri pondenza tra condizioni ociali, comportamenti, opinioni è altata nel momento in cui i è diffu a come ceto ociale dominante la piccolaborghe ia colarizzatac bene tante - quantomeno a fronte della va ti . ima maggioranza degli altri pae i del mondo. Di e a facciamo parte un po' tutti, e certo fa pienamente parte quel "ceto pedagogico" che indubbiamente ci comprende. Il problema 'politico" centrale del no tro tempo - e nell'occidente ricco curo tatuniten e, mentre non allargherei il di cor o a quella piccola borghe ia i truita degli altri pac. i, attraver ata da ten ioniediver itàpiùgrandicpcrva iveedunque con comportamentipiù tradizionalmente"politici" più motivati e potenzialmente più attivi - mi embra in definitiva, prima di ogni alrro, in !rafia, quello di intervenire u quc to va to trato, e porgli di fronte la ua condizione e richiamarlo alla ua re pon abilità, pcn anelo che una ua aldczza culturale, per ciò . te. o etica, po a contribuire a cambiamenti po itivi anche e que lo dove e riguardare una parte minoritaria, econdaria ma attiva e coerente e determinata nel uo agire. Gli "educatori", nella più a ta accezione di ! g .. I: .. e z Jla
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