20 VISTA DALLA LUNA g'j i:.., l- :s riparare, ia da parte di qual ia i u ciere della pubblica ammini trazione nei confronti del re 10 del mondo. In altri termini, chi cono ce le regole ha potere nei confronti di chi le ignora· e l'o curità del linguaggio garanti ce l'ignoranza delle regole da parte dei laici e quindi la permanenza del potere nelle mani di chi controlla il linguaggio e le regole. Il fatto è che, mentreall'u cieredel Te oro non frega niente che la vecchietta abbia o no la ua pen ione, al medico dovrebbe importare che il paziente tia meglio; per ottenere ci deve a icurar i la ua collaborazione, la ua di ·ponibilità (compliance nell'o curo linguaggio medico) e quindi la ua compren ione del problema. E qui ta il punto: la relazione tra medico e paziente è innanzi tutto una relazione tra ruoli. Il ruolo del medico è, in ogni momento predominante o up, quello del paziente deve pertanto e ere di sottomi ione o down. Uno dei modi di egnalare e di imporre que ta regola è, appunto, il linguaggio (alte tecniche e endo legate al non verbale, di cui non parliamo in que to conte to). Avviene co ì che, nel tentativo di fare accettare la propria cultura, il paziente i forza di tradurla in quello che ritiene e ere il linguaggio del medico: di qui il profluvio di tiroidi, reni, polmoni, "vene aorte' , ventricoli eco ì LINEDA'OMBU tutti i mesi in edicola e in libreria letteratura, spettacolo,scienza e criticadella politica Linead'ombraEdizion-iViaGaffurio, 4 - 20124- Milano tel.02- 6691132fax02- 6691299. MEDICI via che compaiono nel di co o del paziente, con l'aiuto di enciclopedie mediche, dizionari, dispene e altri upporti le icali. Il ri ultato è un po' quello del "re negro" delle vignette della mia infanzia, con la veglia ul collo, le ghette ui piedi nudi e la giacca del frac ul gonnellino: un'ilarità dallo fondo vagamente razzista. E infatti l'ultima toriella delle fe erie dette dai pazienti rallegra generalmente le cene tra medici o gli incontri tra colleghi (inclu o ben 'intende, chi crive, ahimé). In tal modo però, la comunicazione è car a o nulla: il medico e è di buon umore. orride,, e no i irrita deci amen te: in omrna chi è che comanda qui?Chi è che detta regole? Faccia quel che le dico e non i, for.li di pen are, che non è il uo mc ticre. Prenda le medicine e non mi racconti che le fanno male al 'fegato" o alla "circolazione' . Se le dico che le fanno ben, fanno bene. li colloquio fini ce con due fru trati: il medico, che a beni. imo che il paziente non prenderà le medicine e andrà probabilmente di oppi atto da un altro terapeuta (medico o no); il paziente che pen a (e appena fuori proclama ad alta voce) che lui paga !eta eperun ervizio cadentedovepergiuntalo trattano male, co ì deve ancora pagare dita ca ua una vi ita privata. Tutto ciò non contribui ce certo a migliorare la alute. La oluzione embra cmplice, ma non lo è, in quanto interferi ce con delle regole ecolari e non e plicitate, con le in icurezze profonde, con gli immaginari non verificabili, con l'a oluta mancanza di formazione in tema relazionale da parte del medico: i tratta di apprendere e di utilizzare ogni tecnica che permetta di migliorare la comunicazione. et ca o peci fico ciò ignifica la eiare uno pazio aperto alla cultura del paziente, ri pettandone i pre uppo ti ancorché apparcntctDente irrazionali o illogici (ciò che non vuol dire nece ariamente condividerli). ignifica anche ricordare il ignificato "emotivo" delle parole e le po ibili reazioni "incompren ibili' che e e po - ono catenare: un "blocco di branca o una vertigine, irrilevanti per il medico, pos 0110 e ere fonte di ango eia per un paziente che collega intorni e termini analoghi per e empio al la morte improv i a del padre o del coniuge. Se non gli i la eia pazio, e, al contrario, lo i tacita in maniera irritata (ma e ho appena detto che non è niente!), la comunicazione i chiude, e in ieme a e a la collaborazione, indi pen abile da empre al lavoro medico, i attenua fino a comparire. Co I il paziente rimane olo davanti alle ue ango ce, ma anche il medico fini ce col entir i olo e fru trato. L'uno e l'altro cercheranno un capro e piatorio (le SL, la divulgazione medica con iderata, la democrazia, il e antotto, la ineducazione, la pre unzione dell'altro eco ì via). Escalation deprimente dagli incerti (ma icuramcntc cattivi) ri ultati. Ripen are il rapporto medico-malato a partire dal linguaggio e dalle regole che e o ottende è il primo pa o per ri trutturare il rapporto te o nel cn o di una proficua collaborazione, o, in ogni ca o, di una capacità di compiere, dall una e dall'altra parte,. celte con apevoli.
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