Linea d'ombra - anno IX - n. 59 - aprile 1991

eccezionale, l'ho in erito, grazie ad un allr compagno, in una cuoia profe ionale peciale da dove dovrebbe e ere lato imme o nei programmi di lavoro retribuito per portatori di handicap. E Lello l'ho vi to divenire empre più violento e incontrollato, chiacciato da un padre gra emente di turbato, tanto che, all'atto della licenza elementare (ne uno dei due fu mai in grado di leggere e cri vere) pedi i una pre untuo a relazione a futura memoria al giudice tutelare dei minori del locale tribunale ... - Ma tutto questo 11011 è il contrario della politica in cui ti sei formato? - Per certi vcr i ì; o forse è quc ta la politica delle co e da fare di cui i avrebbe bi ogno e che tanto manca. O almeno co ì mi illudo di avere pe o que ti anni. - Sono davvero o/o gli ex ses antottini entrati nella cuoia afare queste cose? - o.Ci onocattolicibravi imi;ec'ètanta gente brava. per quc. to che prima ho detto che i dc e lavorare. cnza chicramcnti preco tituiti. Una co a ho imparato nella cuoia dop po hi - imo tempo: c'è gente di formazione di e i ima dalla tua con cui. i lavora magnificamente. lo parlo per mc: impo c. atomi di un me tiere, lavorando u que tioni concrete da ri ol ere, . ono. crvito e ono ere ciuto. ho pre o a con idcrarc il vuoto parolaio della politica per quello che è. - Non è qualunqui ta questo atteggiamento o almeno semplicistico? - li fatto che tr ppe volte, in que ti anni, è capitato di incrociar i ancora con la p litica. E la politica troppe volte re tata lì, alla oglia delle co e da fare. - Non c'è una milizia politica one ta? -C' e for e i rifonda pure. Ma unaco a non c èo almeno non pe a come do rebbe: non c'è un la oro articolat di raccolta dei termini dei problemi, una erie di propo te che in ieme iano vero programma· idevefareque toeco ì:co cpo .ibili obietti i raggiungibili. Que to lavoro obrio, pazient , non lo edo. Vedo, invece, il mettere in ieme alla rinfu a le pre ioni e le idee del momento. Da una ezione di partito io non ho mai entito un uggerimento valido, né un opinione giuridica fondata né un aiuto tecnico, neanche u come a vitare una lampadina in un aula. Ho vi to, invece, tanta incompetenza coperta da giri di parole. I partiti la ini tra non utilizzano i aperi che hanno intorno a loro e la dicotomia rimane aperta. - C'è un'animosità in te. - on rie. co a perdonare alla sini tra que ta in en ibilità recidiva per gli "i ue '. E mi fa rabbia vedere la ini tra ancora o ciliare tra mera rivendicazione e formule vuote. - For e hai il mito del mestiere? - ì, for e è anche un problema mio. e uno michiede e 'checo ahaifattoinque ti anni mi piace pen are di poter ri ponderc: "ho in egnato a leggere, crivere e far di conto, che o' io, a centottanta perone". E poi mi piace poter entrare in un bar e e ere aiutato anche per quello che faccio. Ma lo . o che ervirebbe qualco a in più, che il mc tiere da olo non ba ta... LATERRA 11 11 Non c'è gran che da aspettarsi da un maestro di scuola'' Giu eppe Pontremoli on la forza che le viene dai uoi nove anni, Serena non dubita che da grande farà la mae tra. E, avvolta nell'incanto che la accompagna da quando, tre anni fa ha provato in prima per. ona il magico evento, piega di volere arrivare a riprodurlo, e non più ubendolo, ben ì di pen andolo, non più udi é ma da. é cr. o gli altri. Dice infatti erena: 'Vorrei fare la mae. tra perché è bello perché prendi i bambini che non anno leggere dop I anno fare". non olo; evidentement ben con apevole della propria carica affetti a, aggiunge: " poi perché da grande mi piacerebbe avere il conforto, I affe110dei bambini. • La ua amica Valentina, invece moti a la ua celta con il fatto che le "piace gridare i bambini". on ho ben capito e il fatto deci ivo ia che Valentina è ancora troppo piccola ppure che la . ua perfidia è limitata, ma non ci ono dubbi che le po a ba tare poco per poter entrare a pieno titolo nell'orbita di Zazie nel metro di Raymond Qucneau. Infatti, quando le viene chie to di piegare perché voglia fare la mae tra, Zazie non ha e itazioni: "Per romper le balle alle bambine . qua i tutli i bambini accade di percorrere un tempo della I ro e i lenza con que to progetto in te ta, e le ragioni del de iderio ono le più di e e e u ognuna arebbe opportuno riflettere. Io qui orrei però fermarmi per un momento ulle moti azioni di que te due bambine; perché mi pare, al di là della indubbia differenza, che nelle due affermazioni ci ia un elemento che le accomuna in profondità: l'individuazione di un potere. Importa poco che in un ca o i tratti di un potere con connotati magici e nell altro di un potere inequiv cabilmcnte ve atorio; empre di potere i tratta e, quel che più conta, di potere vero. Le anime belle potranno anche orridere o inorridire, ma il fatto indubitabile è che le due bambine hanno colto da vero nel egno. L'in egnante per i bambini figura di terminato potere; lo comunque, indipendentemente dal uo ere per ona amica oppure o tile di pen atrice di incantamenti oppure orgente rigoglio a di incubi cupi: per il emplice fatto di e i tere. u que to, le buone intenzioni non ervono a nulla, e ri chiano d'e ere a volte, nel migliore dei ca i, niente più che patetiche. on intendo dire che non ci debba e ere una in i tita autocritica del ruolo una empre rinnovata di ponibilità a tener i in Giuséppe Pontremoli (Parma, 1955) ha appena pubblicato Rabbia Birabbia, poesie per bambini illustrate da Franco Matticchio, per le Nuove Edizioni Romane. Insegna in una scuola elementare di Milano, collabora a "Rossoscuola" e "Linea d'ombra". < ! ii, ,. .. ~ .. e z ,.

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