Linea d'ombra - anno IX - n. 59 - aprile 1991

rendono conto olo molto tardi che co a è loro ucce o veramente, e richiedono riforme che invece dovrebbero toccare innanzitutto il primo 1adio dell'in egnamento, i loro primi pa i di tudenli. Que to ignifica che la cuoia primaria non è in grado di preparare gli 1uden1i a una cuoia media e a un univer ità davvero moderne, perché non c'è mai ne uno in grado o comunque che abbia voglia di ridi eutere le lezioni e il modo di far lezione co ì e a non ha motivo di cambiare. La ituazione è qua i enza pcranza, olo gli in cgnanti te i (e lutti a ieme, non individualmente) potrebberocambiarequalco aaque 10 livello. O' altra parte per non cc la i può prendere con loro e non lo fanno, perché non e è ne un tipo di pre ione da ne una parte, e nella migliore delle ipote i i programmi cola tici cercano di porre parzialmente rimedio a que to lato di co e. Unari forma eri a, comunque, dovrebbe riguardare innanzitutto non tanto i programmi quanto il metodo di in egnamcnto. Ma oggi come oggi il 'metodo d'in egnamento" non è altro che la procedura piu efficace per portare a termine nel modo più emplice e brigativo appunto il programma. Quc to può forse e ere utile per chi in egna, ma non certo per chi deve imparare. For e arebbe ora che gli tudenti più critici i face ero carico dei problemi della cuoia elementare. Potrebbero cendere in piazza anche per que 10, perché no dimo trare che a loro intere a come i fa cuoia e che non pcn ano egoi ticamentc olo ai loro problemi. Certo, e è empre una piccola falange di in egnanti elementari che i occupano di tutti que ti problemi, e proprio nella didattica . cmbra che tiano facendo pa i da gigante. Quel che però ontinua a mancare, lo ripeto, è que ta orta di "pre ione dall'e temo". L'in egnantc mentalmente aperto, di poni bile, lavora enza alcun partner, è i olato, il uo lavoro non viene mai di cu o, la sua abilità viene mi urata in ba e alla ua capacità di e ere un "di pen atorc di nozioni", o un uperallenatore". na volta oddi fatti i genitori, l'unica controparte rimangono gli col ari; ma i ragazzi della cuoia elementare non ono ancora pronti ad e erlo, per cui arcbbe davvero nece. sario che i piu grandi, quando arrivano alla fine del liceo o all'univer ità non i dimentichino del loro pa . ato della cuoia elementare, e facciano qualcheco a. ipotrebberorimcttcreindi cu ione parecchieco e,eci arebbclapo ibilitàconcreta di cambiare davvero qualco a. e da un lato è vero che un effettivo cambiamento ncll' niver ità, deve partire fin dalle elementari, è altrettanto er che . e gli tudenti univer itari ono realmente intere ati a una modifica o tanziale devono occupar i innanzitutto della cuoia primaria, e mettersi al uo ervizio. È un mondo, quello delle elementari, in cui non ci ono fronti d'oppo izione lì, chierati, non ci ono nemmeno gli errori madornali di altri ettori, perché non e' è nemmeno tata la po ibilità di commetterli. Perché, e cmbra parado aie, in un certo n o bi ogna ancora cominciare dall'inizio. Parlarmi addosso Marco Rossi - Doria - È vero che insegnare tanca? - ì. Tanti bravi in egnanti li ho vi ti che, dopo un po' ottenevano un comando da qualche pane cercavano di diventare direttori; o come me, andavano all'e tero. - Ci sono lavori che stancano di più difare il maestro elementare. Non pensi? E poi ci sono scuole che tancano di più e scuole che stancano di meno. - La mia cuoia tancava molto. -Perché? Ho in egnato per undici anni nell hinterland napoletano. L'edificio cola tico, bello e con un ampio giardino, ormai decaduto, era fati cente e, dopo il terremoto, iamo tati in aule ricavate nei container. I miei colleghi ci lavorano ancora. una pecie di eroi mo ilenzio o. Un giorno, per 011enere un cavalle110non rotto per la vecchia lavagna ho mcs o la lavagna ul davanzale della fine tra: o me le aggiu tavano o la buttavo di otto. on c'erano i ri caldamenti, i vetri erano rotti, i ce i indecenti. Al econdo piano albergavano i terremotati .... - Una ituazione da "Speriamo che me la cavo", dove però, magari, uno i ente utile. - " periamo che me la cavo' ... - Un libro di cui molti maestri lumno detto peste e coma. - bagliano. Certo, arebbe tato preferibile non dare in pa to al pubblico, mantenere un pudore. Ma credo che nell autore ia preval a la tanchezza e che que ta . i è tradotta in u cita dal ri erbo ... Pen o però che il libro i po a anche leggere come una testimonianza di una condizione umana nella grande città meridionale. - Ti sentivi o no utile? - ì, mi cntivo utile, è utile in cgnare la lingua nazionale cercando di non calpe tare il vigore del diale110. Ora che ho avuto bambini di genitori inglc i e france i, capi co che il dialetto non è una madrelingua; è una madrelingua troppo vicina e che ormai è me colata con l'italiano. que 10che rende difficile in egnare a crivere in italiano ai bambini emarginati napoletani: la cotruzione dialettale, già imbevuta di lingua nazionale, re ta. E a ciò i aggiunge una incredibile tendenza all'autocorrezione che tra cina in errori ricorrenti. - Per esempio? LATERRA Marco Rossi-Doria (Napoli, 1954) ha insegnato nelle elementari di Torre Annunziata, poi a Nairobi e ora a Parigi per i figli di italiani all'estero. 7 < vi "4 :i:,, " :i:,, .. ' .. e: z :i:,,

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