giovane critica - n. 17 - autunno 1967

giorno hanno assunto la maschera di conflitti sociali oggettivamente dati. Che gli individui non se ne occupino è- dovuto, in parte, alla loro sempre maggiore discontinuità e incoerenza psichica, all'incoerenza « di uomini che derivano i loro impulsi dalle condizioni situative e mutano quelli e se stessi proteicamente, senza permettere che i singoli momenti si concrezionino in una storia unit2ria. Storia presuppone memoria e questa sembra essersi ridotta, per le esigenze estreme della nostra civiltà, alle ingole conoscenze tecniche; ad una memoria per cosi dire specializzata non ne corrisponde una altrettanto acuta per la propria costituzione affettiva, per il Selbst, per le inevitabili crisi e fratture dello sviluppo personale»". ono proprio questi gli uomini - dai controlli coscientì indeboliti e sempre in guardia contro le situazioni che loro i pre entano - che sono particolarmente predispoti a conflitti ociali camuffati. I conflitti pseudo-privati vengono mediati ad oggettività sociale attraverso il linguaggio; nelle sue circonlocuzioni e stereotipi si sono sedimentati i rapporti e le tensioni storico-sociali: questi ultimi possono essere dunque interpretati per mezzo di quelli. Se il bigliettaio del tram dà sfogo alla sua rabbia contro gli studenti con apprezzamenti ironici sul loro eccessivo tempo libero, a noi non interes a tanto la trasparente motivazione psicologica quanto il valore sociale di quelle espressioni, l'invidia ad esempio dell'impiegato pagato male ma legato a dure regole e ad un rigido orario di lavoro, nei confronti cli coloro che, secondo lui, si troveranno piu tardi in professioni libere con migliori chances materiali. Misconocendo le complesse ragioni di queste differenze di grup• po, il bigliellaio sfogherà il suo rancore contro chi, a sua volta oggello del processo sociale, risulta in realtà molto meno favorito di quanto egli creda. Una vecchia sgrida dei bambini perché fanno chiasso, sebbene giochino su di una strada già di per sé molto rumorosa. Continua ad imprecare anche dopo che se ne sono andati: il suo borbo1tio sostituisce si la violenza fisica, ma è anche sempre pronto a trapassare in essa; col pretesto della necessità 86 - della buona educazione ( una delle cose piu apprezzate nel clima della reazione tedesca), la donna sfoga il cumulo di rabbia per la propria misera esistenza e anche per il rumore del traffico, su coloro che le si presentano indifesi, i bambini appunto. Il fatto che la sua reazione si renda indipendente dal motivo che l'ha causata, mostra la sua irrilevanza per il carattere sociale della vecchia. Non le passa invece neppure per la mente di protestare contro la brutalità degli autisti; essa odia per cosi dire in seconda istanza quanto le appare come la causa prima, anarchica che le ricorda quell'istinto di ribellione che dovette reprimere in se stessa. Non di rado si sviluppano poi, proprio a contatto con macchine ed apparati, dei conflitti nel momento in cui, per dirla in linguaggio corrente, « qualcosa non va ». Per la recente economia degli istinti la libido dovrebbe riguardare piu che le persone viventi degli schemi prefabbricati di esse se non addirittura gli stessi beni di consumo, cioè le merci 14 • La lite in famiglia scoppia perché non funziona la televisione, davanti alla quale il gruppo primario (finalmente riunito) vorrebbe seguire ancora una volta le fasi di una partita di boxe, già conclusa e dal risultato ormai scontato. La famiglia offre a coloro che sono stati defraudati dal loro sintetico divertimento una buona occasione per scaricare quella delusione che non ha nulla a che fare con i presenti. Questi si trasformano per gli altri in oggetti - a partire dai solo superficialmente innocenti rapporti di scambio fra rivenditori e consumatori - attraverso i piu o meno nascosti meccanismi del potere e della buroc, azia Cino alle cliniche e alle caserme, per non parlare delle prigioni e dei campi di concentramento. Lo si può cogliere anche in certe sfumature: se la scarpa che sta provando pare al cliente troppo larga, la commessa si sente in un certo senso personalmente offesa e risponde irritata: « Ma certo, lei ha ragione! »; essa si è identificata a tal punto con la vendita di prodotti di serie, da vedere aprioristicamente un nemico nell'individuo le cui esigenze si discostano dalla norma standard.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==