del marxis1110oggi si trovano da,,anti e che noo so in quale mi,ura ,·aiutano compiutamente non avendo esse coooociula la complessità della situazione creata dallo stalinismo italiano che era un misto di settarismo e democrazia. di Zdanov e di Turati. di rigore burocratico e di lassismo paternalistico. Politicamente intento a ricercare nella storia italiana la funzione dei vari gruppi ociali nella lotta e nella alleanza per le libertà democratiche; teoricamente eclettico, aperluri,ta e acculturatore questo marxismo gramsciano era ridotto a commentare la pra si, a reinterpretarla anziché distruggerla. a trovare le motivazioni e le giustificazioni delle celte ciel gruppo dirigente maggioritario. Per reazione esso ha generato una corrente di materialismo cientista che fa del marxismo non una scienza della lotta di classe una scienza dottrinaria e quindi dell'intellclluale marxista non un militante di classe che promuove con la sua azione il processo reale di svilup· po. ma un intellettuale che studia i problemi dal punto di vista marxista o leninista e che da questa altezza fa la predica all'altro da sé. al movimento. Avere discussa la matrice teorica e politica dell'egemonia gramsciana e contemporaneamente avere rifiutata la po izione di chi somma lo scientismo idealista al meccanici mo illuministico delle sette comuniste ha significato porsi metodologicamente e politicamente al di là dei termini di stalinismo-antistalinismo, uscire dalla contestazione all'interno della coincidenza, ormai metafisicamente data. tra rivoluzione e partiti storici marxisti-leninisti: ha significalo riscoprire quei momenti di potere di classe nel corpo storico del t)lovimento, le teorizzazioni e le forze che rompendo con una tradizione pluridecennale ponevano in termini nuovi il problema della unità dialettica tra l'avanguardia teorica e il movimento reale. Questo risultato non sarebbe certamente stato possibile solo con uno sforzo filologico, se la ricerca teoricopolitica non [o se stata sostenuta dalla verifica e dalla sperimentazione del movimento reale, o almeno di una parte del movimento reale a livello italiano e internazionale. 76 Per quanto riguarda il nostro paese, personalmente ritengo che all'interno del movimento operaio italiano con la elaborazione della politica unitaria di classe si sia tentalo cli offrire un esempio di dialettica rivoluzionaria che garantisce il legame della ricerca teorica e della sperimentazione di lolla coo la mutevole situazione di classe !' con la tradizione e la organizzazione del movimento, senza rimanere prigioniera della staticità del sociologismo e dello scienti mo o della vischiosità propria dei movimenti storrci di massa. Si tratta naturalmente di una lotta e di una ricerca nel suo corso che ha però già al suo attivo il risultato di non poter essere surrogata da tentativi di tipo partigiano che noo hanno la forza di trasformare una guerriglia privata e cli disturbo io direzione politica. L'esperienza di questi anni è stata esemplare io proposito, anche a livello di sperimentazioni nuove rispetto alla tradizionale matrice comunista. La nascita di gruppi intellettuali e politici in rottura con le direzioni ufficiali dei partiti è stata inizialmente sr non altro il rivelarsi di un sintomo positivo: lo sbriciolamento del blocco alleanzistico degli intellelluali gramsciani in seguito alla crisi dello stalinismo, il parallelo venir meno delle parole d'ordine delle sette comuniste tradizionali sulle ultime generazioni intellettuali, ma anche l'avvio della ricerca di una nuova unità dell'organizzazione intellettuale allorno ai temi della realtà di classe della seconda rivoluzione industriale. Quella che però doveva essere una parentesi, « una tattica nuova » - come la defini Panzieri - destinata a chiudersi con la ricostruzione politica dell'unità di classe, si è invece ossificata nella gestione di opinioni e di esperienze di sodali. Questa è la realtà odierna, logorata rispetto alla iniziale impostazione data da Panzieri a una metodologia d'avanguardia che mirava in prospettiva alla coincidenza con il movimento reale: da una parte gruppi che sono piu propriamente esperienze editoriali burocraticamente gestite o che fanno del giornalismo operaio o che scambiano il sabotaggio con forme di lotta politica d'avanguardia;
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