giovane critica - n. 17 - autunno 1967

derata sarebbe una legge cosi redaila: Articolo 1. La ter• rn appartiene a chi ha il coraggio di coltivarla. Articolo 2. Le case coloniche appartengono a chi ha il coraggio di starci. Articolo 3. Il bestiame appartiene a chi ha il coraggio di ripulirgli ogni giorno la stalla. Articolo 4. I boschi appartengono a chi ha il coraggio di vivere in montagna >>. Il maestro ha insegnato ai suoi giovani a muoversi in uno spazio concreto, moderno. Essi prendono possesso di un luogo ridotto ( la parrocchia), gramo, limitato: ma vivono dentro di esso con impeto, e massima apertura d'affetto e di ragione alle singole persone, una per una: acquistano contorni netti anche gli oggelli e gli ambienti angusti dove l'uomo invecchia. Da questo spazio circoscritto, ma rimanendovi ancorati tanto che neanche per un istante lasciano la presa, essi allargano la passione e i ragionamenti per cerchi concentrici fino a temi conclusivi, di ordine generale, legando la vita del paese, sas• so per sasso. casa per casa, alla vita del mondo. Da qui nasce la coscienza di un legame internazionale di classe ( nella sofferenza e speranza), come essere di un'altra pa• tria, di un 'altra « razza ». « Che i ragazzi odiano la scuola e amano il gioco lo dite voi. Noi contadini non ci avete interrogati. Ma siamo un miliardo e novecento milioni [ ... ] Voi dite che Pierino del dottore scrive bene. Per forza, parla come voi. Appartiene alla ditta r..]. Siete tutti d'accordo. Ci volete schiacciare. Fatelo pure, ma almeno non fingete di essere onesti. Bella forza esser~ onesti su un codice scritto da voi e su misura vostra [ .. , l Io lotto a denti stretti e boccio. A lui gli c'entra anche lo sport, l'Azione Cattolica o la Giovane Italia o la F. G. Comunista, la crisi puberale, l'anno delle malinconie, l'an. no della ribellione [ ... ] La lotta di classe quando la fanno i signori è signorile, non scandalizza né i preti né i professori che leggono l'Espresso [ ... ] Quel che non è po• litica non riempie la vita di un uomo d'oggi. In Africa, in Asia, nell'America Latina, nel Mezzogiorno, in montagna, nei campi, perfino nelle grandi città, milioni di ragazzi aspettano di essere fatti eguali. Timidi come me, cretini come Sandr_o, svogliati come Gianni. Il meglio dell'umanità 1... J Attenzione ai vocaboli: il classismo dei ricchi si chiama interclassismo I...] Perfino i comunisti sono timidi in fallo di classismo r..]. on è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte. Contro i classisti che siete voi, contro la farne, !"analfabetismo, il razzismo, le guerre coloniali ». Don Milani considera suoi allievi come collaboratori: - ho insegnato loro soltanto a esprimersi, diceva. mentre loro mi hanno insegnato a vivere. Ha posto al centro della sua esperienza la scuola popolare e ha smascherato duramente la ricreazione reazionaria predisposta dall'industria culturale. Ha smesso, presto, nel suo ministero, di far la corte ai giovani che non venivano in parrocchia e di buttar via il tempo dietro il pallone o i tesserini e i di tintivi, perché s'era fisso in mente che un maestro che insegna per ore ai giovani cose stupide e inutili pecca gravemente. Le ricreazioni, giuste perché istruii ive ( recite e pellicole scelte, commentate e discusse, gite istruttive, sport basati su funzioni reali e purificati dall'agonismo, dall'interesse, dal giuoco della vita, dalla spesa eccessiva) le cataloga senz'altro sollo il capitolo scuola. Ma il perno della scuola sta in direzione di- ,·ersa. L'operaio d'oggi con il suo diploma di quinta elementare è in stato di maggior minorazione sociale che non il bracciante analfabeta del 1841. La lettura di un libro è per i ragazzi di campagna ( dopo cinque classi e sei o sette anni di scuola) praticamente impossibile. « Prima di aprir bocca davanti ad un uditorio cosi inerme occorre un lungo scrupoloso esame di coscienza, un rispetto delicato, sofferente, umiliato dall'immediato stra• potere. Chi mai ha parlato al nostro popolo in questo stato d'animo? Forse i propagandisti politici? Forse i fattori? i commercianti? i sacerdoti? e consegue che un parroco che facesse dell'istruzione dei poveri la sua principale preoccupazione e attività non farebbe nulla di estraneo alla sua specifica missione e andrebbe assai piu distante del prete che ha la sua principale attività nel ricreatorio n. Non interessa tanto il colmare l'abisso di ignoranza, quanto l'abisso di differenza. Ecco quindi la necessità, per il sacerdote e i suoi allievi, di ordinare que- - 47

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