1 « Uno struttura politica dell'orgnnizznzione che ricalchi cd esprima, a livello di capitale svilu()pnto, In totalità dello classe operaio, nei suoi bisogni e nei suoi movimenti: questo è il problema di domani che una nuova teoria e una nuo,•a protjcn del partito dovrà oUrontnre e risolvere. Allora il rapporto nvanguardin-massc si riproporrò in gronde e correttamente sul terreno internazionale: filo rosso di ~uida delle lotte che nasceranno dentro i macroscopici processi d.i industrializzazione delle economie capitalisticamente a.rretrote e di fronte a cui veramente la storia operaio dell'occidente sarà il racconto delle piccole cose dell'infonzia (. ..]. Mo dal punto di vista del suo prossimo sviluppo materiale, anche solo quantitativo, la classe operaia di oggi nel mondo non è forse appena nato? » ( Claue Partito Claue, cit.). • Clr. Lotta in Europa, in Classe Operaia o. I, n. 2, febbraio 1964. 9 « E' vero: in questi ultimi anni l'aumento dei salari ha superato l'aumento della produllività. E qui è la radice di tutto. Il reddjto nazionale è stato in parte redistribuito, il profitto è stato intaccato, il margine di autoUnonziomento delle grandi imprese è stato tagliato, g1i investi.menti diretti sono rimasti bloccati [. .. ] » ( Vecchia tattica per una nuova ,tralegia, in Cla,,e Operaia o. I, n. 4/5, maggio 196'1; risi. in .111. TRONTI, Operai e capitale, cii., p. 97). Può essere interessante a questo proposito vedere come un gruppo di ispira• zione leninisla tradizionale reagisce (sostanzialmente in modo corretto) a questa interpretazione: <( (. • .] Formatisi in un periodo di pieno dominio borghese, con un proletariato venduto dagli opportunisti e abbandonato dai rivoluzionari, che andava lentamente risvegliandosi alla lolla d; classe sollo l"impulso dello stesso sviluppo rapitalistico, sono stati incapaci d.i riconoscere in questo insorgere di lotte i reali rapporti di causa ed effetto, ed abbacinati dal fenomeno che piii li ha colpiti, la spontaneità e la volontà di lolla della classe operaia, hanno creduto di vedere in questo il motore dello sviluppo capitalistico [ ...] Per sostenere queste tesi hanno aderito di buon grado alle lamentele di tulli i pennivendoli al soldo della borghe• sia, vedendo nelle lotte degli ultimi anni la causa dell'attuale squilibrio della eco• nomia, trascurando completamente le cause vere di ogni crisi capitalistica che sono da ricercorsi nella situazione dei mercati internazionali (. .. ] Essi si aspettano che tutto nasca dalla classe operaia, <"he essa si organizzi indipendentemente senza bisogno di alcun apporto dall,esterno, contraddicendo apertamente con ciò la loro stessa posizione, dato che essi stessi si trovano nelle condizioni di un gruppo esterno alla classe operaia e che in essa tenta di far penetrare determinate concezioni politiche, e che per poter mantenere una certo influenza deve organizzare e da.re delle direi• tive agli operai che lo seguono [ ...] » (Opportunismo vecchio e nuovo, in Ottobre ro,so n. 4, a cura dei Comunisti Internazionalisti, pp. 21-22). 1° Cfr. in particolare, L'alternativa alla socialdemocra:ia: unifica:ione a sini31ra, in C/a,,e Operaia n. III n. 2, ottobre 1966; A. AsoR ROSA, Il Partilo come ,trumento, in Mondo nuovo, a. IX n. 26, 25 giugno 1967, p. 15. Va rilevato un certo disorientamento nella iniziativa a livello di classe, che dove non ha compor• lato la sospensione del lavoro si è tradotta in disperse iniziative locali (Claue e Partito a Roma, Riscoua operaia a Ravenna, Potere operaio in Emilio e a Porto Marghera) con forti divergenze tattiche. E' singolare ad esempio che Potere ope• raio consideri il Pci un canale di possibile espressione della lolla operaia in Veneto e uno strumento di geslione dello sviluppo capitalistico in Emilia, con evidenti dif• ficoltà di omogeneizzazione complessiva del lavoro. oamico dello sviluppo capitalista io un modello sociale che vede gene• ralizzato a livello di società il rap• porto politico di fabbrica paw-ooeoperaio, ne consegue abbastanza coerentemente ( coerentemente nei conErooti del modello, assai meno nei confronti dell'attuale livello internazionale dei rapporti di eia se) una estensione di questo rapporto a livello mondiale, in una sorta di neo• teoria « ultraimperialista ,,7 _ Questa teoria dell'imperialismo, che nella elaborazione di Classe operaia si è presentata per lo piti come implicita e ai margini del discorso, pre• senta poi curiose contraddizioni. fo. fatti non solo manca, in attesa della proletarizzazione universale, un giudizio sulla natura e le prospettive dei movimenti anti-imperialisti del terzo mondo, ma lo stesso discorso sul piano del capitale resta di fatto, al di là di alcune enunciazioni di principio e di alcuni ini• ziali tentativi di analisi', limitato al capitale collettivo nazionale. Esemplare a questo proposito l'ana• lisi della congiuntura, vista come blocco del meccanismo di accumulazione conseguente al vittorioso al• tacco operaio del '62 ai livelli sa• lari ali •. Come si è detto la duplicità del rapporto classe-istituzioni è fin dall'inizio aperta a piti esiti possibili. Per questo non ci sembra contraddittoria né autocritica l'evo• luzione successiva dei compagni di Cla.sse operaia •• per cui si identifica nel movi- - 31
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