Seriamente coscienti, quindi, che queste brevi indicazioni non c,auriscono affallo uno studio completo e rif!oro-o. le abbiamo accennate per introdurre il discors<> che piii ci inlcrcs-a, quello sulla critica del neorealismo. ~, idcntcmcntc, quando parliamo di critica cincrnato!!ra[ica c,cludiamo quella di strclla o crvanza crociana () 'cli impo,ta,ionc callolica. di cui abbiamo lrallato nel primo capitolo: ci riferiamo innce a quella parte - la maf!f!iorc. a dire il vero - che ha colto e difeso il nesso ncorcali,mo-antifa 0 cismo come so tanzialc a una compren- ,ionc del [cnomcno. Non vogliamo negare alla nostra critica cinematografica i meriti che le spellano, in spe• eia! modo i tentativi di ancorare il di corso spcci[ico ad un p1u ,·a,10 - sebbene generalmente superficiale - terreno culturale: e lo sforzo di fare della critica uno slrumcnlo cmprc civile, mai svincolato dalle ambizioni rinnorntrici sul piano del costume. Tullavia non possiamo tacere quello che ci sembra il suo limite di fondo: il fatto cioè che le ipotesi estetiche - pur acute - no11 sono mai state rapportate ad una seria e scientifica analisi. anzitutto della realtà italiana in generale, e poi del momento ideologico, della intenzionalità conoscitiva determinata di ogni e pressione artistica. Per cui la critica del neorcali mo, in quanto dà dell'antifascismo una immagine mistificata, finisce per stravolgere anche la positi,·ità di alcuni suoi giudizi; e, posta di fronte alla crisi del neorealismo, non va al di là di moralistici rimpianti o cli vuote fraseologie, proprio perché non ammellc la crisi reale dell'antifascismo. Vogliamo dire che, come per il neorealismo, l'antifascismo rappresenta la mediazione-finalità anche della critica ciel neorealismo, ne condiziona i giudizi e le propo te. Per questo, accingendosi ad una ,e critica alla critica n, la costringiamo prima di tutto a [are ciò che abbiamo fallo noi: e cioè a scoprire le carie, rivelare qual è il « pre-giudizio » che le è implicito. Perché siamo convinti che l'unico modo per comprendere, e contestare, una proposta critica - che non ci faccia indugiare sul suo terreno e al suo interno - sia quello di chiederci: quale giudizio sulla realtà essa sollende, e a quali prospcllive ( forze) reali si lega? 40 - Ecco allora che le esemplificazioni che faremo serviranno a dimostrare questo assunto, che cioè anche le teorie p1u pccialistiche, al di là del loro fascino, sono fatti umani, da sciogliere quindi nella complessità e nella contiaddizione dei rapporti umani in gc11erale: ciò che non toglie nulla alla loro cc autonomia », molto - speriamo - alla loro « divinità ». a) La assunzione dell'antifascismo quale categoria storica incondizionatamente positiva, non esclude le differenze di tono, l'accentuazione di uno o l'altro dei suoi aspetti, facilitata dall'equivoco interclassista che rende fungibili i suoi valori in diverse direzioni. Ecco allora che l'accaparramento ideologico della Resistenza fatto dal Pci nel dopoguerra conduce all'inglobamento del neorealismo negli schemi di quella strategia: se il punto di partenza, come abbiamo visto è l'unità antifascista della cultur3, la medesima chiave unitaria e nazionale viene usata per interpretare il cinema italiano, e mistificarlo cosi nei suoi valori. Un esempio tipico è rappresentato da Umberto Barbaro, di cui peraltro ammettiamo la profonda onestà e la sincera passione politica, certamente rare. Ci sono iu Barbaro alcune giuste esigenze: di partire da un'estetica « ispirata al marxismo-leninismo » che permetta di ,e definire il carattere specifico delle manifestazioni particolari, cioè delle singole opere, il grado di realismo di esse, che è determinato dal terreno sociale in cui esse nascono e dalla particolare posizione dei singoli autori di fronte alla realtà [ ... ]. In altre parole, la critica ispirata al marxismo-leninismo è la sola che porti alla retta valutazione delle opere, nella loro complessità e nella interezza della loro signi[icazione ideologica e della loro influenza e importanza sociale, non meno che del loro effettivo valore d'arte »' 0 • Tuttavia questa sua impostazione si scontra con una concezione dell'antifascismo che, se ne condivide una sincera spinta popolare e la ingenua fiducia progressista, non riesce a storicizzare la sua natura, e rimane prigioniera del mito unitario. Infatti quando Barbaro afferma che e< la giovane critica italiana, sulle riviste Bianco e Nero e Cinema si pose, sempre piu recisamente, come antiformalistica e, piu o meno apertamente,
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