giovane critica - n. 10 - inverno 1966

pletati da contributi di collaboratori esterni, tutti quolilicatissimi in uno prec.isa dirf>z.ione (da un De Snntis a un Giovanni Jcrvis a una Lisa Foa) e inCine do uno, tutt'altro che secondaria, documentoz.ione tendenziosa attinta dal passato (lo pubblicazione integrale del famoso interrogatorio subito in America eia Brecht) o do un esplosivo prc• sente (lo splendido articolo cl.i Frontz Fanon su Lumumba e l'O,w; testi di Mohamed Harbi, di Chorlcs Bettclheim; documentazioni su Malcom X, sull'Algeria, ecc.). I temi politici generali attorno n cui si coagula e dibatte la ri. vista emergono appunto dogli articoli di Occhetto: 1. La necessità di contrapporre alla program.mazione capitalistica un piano economico generale come mezzo di lolla per nvanzorc verso il socialismo; 2. Una lotta per la democrazia che assuma un contenuto nuovo, non pili di semplice garanzia da sventolare innanzi ai sedicenti <( democratici ». Due coroUnri, dice Occheuo, uecessnri allo fondazione di una nuova strategia che non si limiti od appoggiare di volta in volta la parte piu avanzata dello schieramento borghese e democratico (e contro di essi, ne.I prestigioso intervento pronunziato alla Tavola rotonda dell'Eliseo, ho puntato le sue armi Gianmario Cazzanigo; ma vedilo, assieme alla poco persuasiva replica di Occhetto, nel Quademo I pubblicato dallo Città futura). Dal secondo dei quali discende - stiamo parafrasando Occhello - la ipotesi del pluripartitismo in una società cbc si av-via al socialismo, problema che si pone in due distinti momenti:, in un primo momento, come permanenza di formazioni politiche che e. sprimono esigenze sociali differenti e che sono il residuo della tradizione politica e ideologica del passato; e i.n un secondo momento co-- me formazione di partiti di tipo nuovo, che garantiscano la libera espressione delle divergenze e l'attiva organizzazione di opinioni divergenti, anche nell'àmbito di una struttura sociale organica. Temi che assieme ad altri, vengono si inseriti nel quadro delle prospettive usuali al movimento operaio italiano {la via italiana al socialismo, la costituzione di un blocco storico in {unzione anticapitalista, il ripetuto omaggio olla figura di Togliatti ritenuto mediatore tra il difficile passato e il nuovo che sorge) ma che pen 1cngono a complicarle, a dfalett.izzarle, a ridar loro d.ignità teorica e politica. Non o caso l'atteggiamento dello rivisto nei confronti di Togliatti è singolare. Ossequio formale n parte - 1'epopea dell'intervistn a Nuovi Argomenti - lo si stiracchio per fargli dire cose oggettivamente contcslanti ]e sue scelte e la sua polilico. Ad es., nel n. 7 viene pubblicato uno stralcio do un lontano articolo, a firmo Ercoli, del I 931. Vi si legge il carattere limitato e slentnto, pur nel quadro di una rivoluzione borghese, del nostro Risorgimento che « mancò del lutto dello slancio di altre rivo. luzioni borghesi. Ma appunto perciò è assurdo pensare che vi sia un 'risorgimento' da riprendere, da finire, do fare di nuovo, e che que. sto sia il compito dell'a1:1tifascismo democratico ». Ora tutto l'imposta• zione della lotta resistenziale (il « secondo Risorgimento•) e della politica •uccessiva non contrnddice questa legittima aHermazione? Come uti.liu.azione 'tendenziosa' di un testo appore dunque o troppo ingenua o troppo astuto. In realtà la rottura col passato (nella continuità con esso, insistono i giovani comunisti) è già avvenuta; siamo, ad avere il coraggio di condurre fino in fondo lo bauaglia politica ingaggiata in questi ultimi mesi, ben oltre i.I terreno delle scelte tattiche e strategiche di Togliatti e del gruppo dirigente a lui legato (già oggi costretto alla parodia di se stesso): « [ ... ] il nostro rifiuto di essere, nella elaborazione teorica e nel.la politica, lo vulgata della nostra tradizione di pensiero e di azione, non è atteggiamento iconoclasta, è invece solo ricerca del terreno e dei conlenuti sui quali va costruita l'unità fra le d.iversc generazioni comunisle, ricerca di una nuova strategia» (da un articolo di Michele Figurelli). E,l ceco, in sintesi, i mcnahò degli ultimi tre numeri. Nel 10/1 l abbiamo il fondo di Occhetto, reduce dal Vietnam, Uri test su coesisten.::.a e lotta di libera:ione (immediatamente adiacente compare, significativamente, uno scritto di Lenin, Europa arretrata Asia Avan. zata); cui segue un poderoso articolo di Augusto Illuminati su // con.. cetto di religione negli scritti di Marx (dal cui esame risulto che Marx critica iJ protestantesi.mo in quanto religione astratta, mentre il cattolicesimo, per iJ suo stesso rilutta.re all'accettazione del capitalismo, sarebbe cosa di,•ersa; che non bisogna sopravvalutare l'ambiguità oggetth1a della religione, in una protesta contro la miseria e san::iorie sovrannaturale della stessa: che è assolutamente controproducente e deformante combattere lo religione coi mezzi propugnatj da 11.ici0v: ce n'è cl.i che medita.re per tutti i dilcttauti che hanno chiacch.ierato a vanvera di questi temi negli ultimi mesi); notevole, entro e att.ra\'erso il gusto delle litoti e delle metafore, Ha la letteratura un posto in una rivista polih·ca? Quale?, di Eugenio Rizzi, che richiedeva e prometteva un séguito in realtà non ancora venuto (e forse a questa discussione, ai temi che essa solleva, bisognava dedicare maggiore spazio); molto bello, come tulle le cose sue_ l"articolo di Giovanni Jervis, Carnevali privati contro repressione sessuale; non ascriveremo in, 1ecc fra i meriti della rivisla la pubbl:cazionc del Giornale filosofico di DeUo Volpe che inizia io questo numero le sue - come le ha egli stesso, con involonlaria antifrasi, definite - « ragionate proteste» antislrutturaliste. Il n. 12/13 è prevalentemente dedicato o temi e figure del movimento operaio italiano; dall"opcra e dal pensiero di Ruggero Cricco alle Tesi di Lione al discorso di Togliatti o Salerno nel '44 alla dichiarazione programmatico dcll'VIII Congresso: dcmummi!icare conoscendo, diremmo. Da segnalare pure l'articolo di Pio ?\forconi, Lo strategia imperialista conta sul dissidio, peraltro omorgnno a] suo inlcr\'Cnlo alla Tavolo rotondo dell'Elisco, e un articolo di Juliette l\Unccs, Tutti gli algerini sono fratelli?. tradotto da Le, Temp• /llodernes. che i fotti hanno dimostrato fin troppo profetico. Il discorso sull'Algeria si precisa nel n. 14 -· e qui lo pubblicnz.ione di documenti as.su. - 81

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