una serie di stati, che risponde agli stimoli in modo particolarmente libero). È solo per applicare una regola che sarà osservata da tutti quelli che sono consapevoli delle funzioni del linguaggio, che sanno cioè che nella discussione, in cui si suppone che le considerazioni simboliche abbiano la priorità rispetto a tutte le altre, i vantaggi offerti dal potere evocativo dei termini dovranno essere sfruttati solo quando è certo che non turberanno l'uso simbolico. È però necessaria una consapevolezza piu generale delle sue funzioni, se deve essere evitata l'interferenza reciproca; e, in particolare, devono essere trattati tutti gli equivoci verbali, attraverso i quali ciascuna delle due funzioni tende di volta in volta, a passare per l'altra. Non si dovrebbe mai pretendere che ogni asserzione scientifica sia in grado di dare una ' visione della realtà ' piu suggestiva o profonda di un'altra. Può essere piu generale o piu utile, e questo è tutto. D'altra parte non si dovrebbe mai parlare della poesia o della religione come se fossero in grado di darci delle 'conoscenze ', speci_al· mente da quando il termine ' conoscenza ' è stato cosi tormentato da ambo le parti, da non essere piu tanto utile. Una poesia - o una religione, per quanto le reli· gioni abbiano sfruttato in modo talmente definitivo la confusione delle funzioni, delle quali ci stiamo occupan• do, e siano talmente dipendenti da tale confusione al pun• to di esserne, senza possibilità di dubbio, degli sviluppi patologici - non ha alcun rapporto alla referenza diretta e limitata. Essa non dice, e non potrebbe dirci, nulla. Ha una funzione diversa, anche se non meno importante e di gran lunga piu vitale - per usare un termine evocativo in rapporto ad un fatto evocativo - ciò che fa, o dovrebbe fare, è suscitare un atteggiamento appropriato •0 all'esperienza. Ma le parole come ' adeguato ', ' adatto ' o ' appropriato ' sono piuttosto fredde, avendo esse poco, o punto, valore evocativo. Perciò chi si cura piu della poesia e ne comprende meglio il valore fonda· mentale, tende a sdegnare questo linguaggio come inadeguato al suo oggetto. Dal punto di vista evocativo non ha torto, ma, una volta compiuta la debita separazione di queste funzioni, sarà chiaro che lo scopo per cui tali termini vengono usati, per dare cioè una descrizione rigorosamente simbolica della funzione della poesia, per molte ragioni 21 la forma suprema del linguaggio emoti· vo, non può entrare in conflitto con la valutazione poetica o evocativa della poesia, che viene attribuita ai poeti io quanto tali. Inoltre l'esercizio di una funzione non ha per nulla bisogno di interferire nell'esercizio dell'altra, se non si confondono le funzioni. Vedere delle persone irritate contro la scienza per l'amore che portano alla poesia ( << Il sole può esser tutto, tranne che una sfera di gas in fiamme », afferma D. H. Lawrence) o degli scienziati del tut· to immuni all'influsso della civiltà, diventa ancora piu deplorevole quanto piu si comprende la sterilità di questi atteggiamenti. La scienza si libera dalla prospettiva emozionale, e la fisica moderna sta diventando qualcosa rispetto a cui gli atteggiamenti sembrano piuttosto de trop, mentre la poesia sembra quasi tornare alle condizioni della sua grandezza, liberandosi dall'ossessione della conoscenza e della verità simbolica. Non è necessario sa• pere che cosa siano le cose per assumere degli atteggia· menti nei loro confronti, e la peculiarità degli atteggiamenti piu rilevanti che l'arte può evocare consiste nella loro straordinaria ampiezza. La descrizione e la sistemazione di questi atteggiamenti è compito specifico della estetica. Occorre dire, infine, che la valutazione di essi deve essere affidata all'opinione dei meglio qualificati a giudicare, per esperienza, e per la loro libertà da interessi diversi e contrastanti. • Ozford. Leclures on Poelry, p. 27. • Lec1ure, on Poelry, pp. XI, XIII. I. A. Ricbarde [2. Fine] 10 Esse sono : I) La eimbolizzazione della rderensa; 2) La espressione dell'atteggiamento nei confronti dell'ascoltatore; 3) L'espressione dell'atteggiamento nei confronti del referente; 4) - 79
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