perdonate la nostra indiscre:cione, ma noi siamo persone curiose e vogliamo una spiega:::ione. Che succede del grarw e dei fiori che ere cono in terra di Francia. A chi i ca,npi e a chi le miniere. A chi i porti e a chi le foreste. A clii le banche, a chi le olf icine. A chi il grano. a chi i minerali. Chi è che spi11.gei giovani al suicidio, e costringe le donne ad abortire. Perché il vostro piatto è sempre vuoto e vostro figlio è se11.zavestiti. Gentili sig11.oree signori scusate la nostra i11.discrerione, ma siamo persone curiose e vogliamo una spiegazione. Ci 0110 in Francia duecento famiglie che sono causa della vostra fame H anrw consigli di a1nmi11.istrazione e sono veri covi di banditi. Li si riduce la vostra porzione Li si denudano i vostri figlioli. La Fra11.cianon è dei Francesi, perché è di duecento famiglie. La Francia non è dei Francesi 37 • Il testo è iJlustrato da una serie di disegni di J ean Effel, il noto caricaturista comunista. D'altronde, si vedono esempi umani delle duecento famiglie, dalla voce strascicata e dai discorsi cretini, intenti a giocare a golf in un castello, e si vedono i loro rappresentanti politici: un presidente di amministrazione ( Brunius) parla delle necessità di riduzione del personale. i Camelots du roi e le Croixde-feu sfiJano il 6 febbraio con il colonnello de La Rocque io testa, grottesco e comico almeno quanto il Mussolini di All'armi ( ma in questo caso Renoir e Bruoius si erano presi la libertà di ritoccare il montaggio e addirittura le inquadrature per rendere piu meccanici e marionettistici i suoi movimenti). In una rapida presentazione ottima40 - mente montata dal Brunius 38 si ha un breve panorama dei caratteri del fascismo internazionale: camicie brune, camicie azzurre, camicie nere, guerra d'Etiopia, Hiùer, gli slemmi della destra, il teschio. Un « piccolo-borghese » assi le ad una sfilata di fascisti ed esclama: « Non c'è niente da fare con quella gente », ma un giovane operaio al suo fianco lo rimbrolla: « Come? Niente da fare? Ma c'è il Partito Comunista! ». Su questo dialogo un po' « brillantina Linelli », la prima parte del film termina. L'analisi dei mali che affliggono la Francia è riconducibile a questa concisa tesi: le duecento famiglie e i loro scherani provocano disoccupazione, miseria, guerre. Ecco, adesso, la parte positiva. Su una serie di ottime immagini ( io buona parte supervisionate da Cartier-Bresson che pubblica in quel tempo i suoi reportages sulla banlieue in Regards) si assiste alla vendita dell'« Huma » in vari angoli della Francia. Si passa alla redazione dell'« Huma » a Parigi, e in questa nello studio di Cachio. Il baffuto dirigente apre tre lettere, che introducono ai tre sketch esemplari. Nel primo un operaio litiga col caporeparto; è licenziato; i compagni insorgono e lo sciopero si termina con la riassunzione dell'ope(aio (l'episodio è stato diretto da Le Chanois). Nel secondo, un usciere vuol sequestrare i mobili io una cascina di contadini poveri, ma l'intervento di Gaston Modot, contadino comunista robusto e invadente, e di altri vicini, lo dissuade rapidamente ( l'episodio, svelto e con un bell'humour, è la prima prova registica di Becker, ed già piu che una promessa). Nel terzo infine, il piu bello, diretto da Renoir e ideato da Unik il quadro cambia ancora. Dopo la fabbrica e la campagna, eccoci tra le classi medie oppresse anch'esse da disoccupazione e miseria. Un giovane ingegnere vive in una squallida soffitta con l'amica (Bertheau e la Sibirskaia), ma è disoccupato da tempo, e disperato. Cerca lavoro, trovandolo infine io un garage, a fianco di un nordafricano sfruttato ( ancora l'immigrazione ...), per essere però licenziato quasi subito a causa di un elegantone prepotente, che gli offre poi di proteggerlo se aderirà al suo gruppo, le Croix-de-feu. Gli dà un volantino, e poiché noi come il protagonista
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