LA RIVOLTA DEGLI KI'TORJ nMll•-•---u il guadagno, che è un elemento ~,anziate di q11esto mc• saicre; ma. insisto. ciò che manca di più ai nostri auori è proprK> la coscicn:r.a di es• sere artisti. Se invece di sdo. pcrare adesso per la paga. lo aves.sero fano a suo tempo per la situaz.ionc generale in cui .si tro,ava il teatro ilalia• no, forse avrebb(:ro ottcnulO qualcosa. Limiuindo adesso fino a questo punto i propri obicuivì è chiaro che oon 01tcrranno ncs~un risultalo, neppure una riforma modestissima delle norme che rc~lano la loro vita e quella del teatro. BENE. Intorno a questo tavolo si 1rovano. forse per caso. delle persone che da anni con1cs1ano se srcsse e che da anni sono in crisi con se SICUC. li vero impejllO civile è in questa au1ocon1estazione. Qualunque con1es1a:zione sindacale o com11nque m0$$a dall'esterno non mi interessa, non risolve niente. non serve a nicme sul piano dell'arte. GASSMAN. Il vero fine della SocietÌI 111ori italiani è rare sfogare le velleità tribu• nizie di allori mediocri che non $i rassegnano ad es.serio. E non si tratta neanche di 1elleitil tca1rali perché, per parlare con totale fnnchczza, quello che cfTeuivamente vogliono è di diventare divi del cinema. L'ESPRESSO. Si trattava di ques10: gli attori italiani. in genere. si lamcntaoo per la precarietà della propria pro,. fessionc. Ogni volta però che qualche 1ca1ro offre a degli allori di medio nome un con• trauo lungo. che li impegni per vari anni. essi rifiutano addiriuura con sdegno. Per• ché? EDUARDO. Non vogliono i contraui lunghi. ci manche• rcbbc altro. vogliono molli soldi ogni sera. L'ESPRESSO. Vi chiedo allora: cou pensale che si do1 rebbc. concretamente. fa. re in fa,.,orc degli anori italiani? GASSMAN. 1•rima di cominciare quesio di$00r10 a cmque, sta"'o parlando con Chiaromon1e ed eravamo d·accordo sul fano che la pas-sione dell'a11ore per il 1ea1ro. date le condizioni in cui il teatro versa. deve essere una spinla sponlanca, irrazionale, quasi u1opis1ica. Fare del 1eatro significa urtare contro una siiuazionc buia. avara di promesse. Tanti falli hanno contribuito a rendere la nostra proressione. che per sua natura è m1i.1eriosa 0u,da. eroica, a renderla pialla. amorfa, cupa, borghese nel sen!iOmorale della parola. La casca sociale o il partilo politico non c'cnlralll). C'è un tipo di disponibilità che sta sparendo nel teatro ma che appena riappare, e può riapparire per ineamo, risoh,e tuno. Per es• sere un po· più concre10 io isti1uirei delle scuole. dei seminari. dei cenacoli: ma negli aspiranti attori sonderei prima di tutto se c'è questo tipo di disponibili1à morale La di1-ionc, la tecnica. il mcsucre sono 1u11e cose che "'cngono dopo RIPARTIR[ DA Z:CRO EDUARDO Vorrei collegare quello che ha deno Ga55man a qualcosa di pii, ampio. Parlare di un teatro italiano oggi non (' neanche piu tanco girnnift<:ato. Discu1i11mo di tradizioni che non ci sono più, di incrosta1ioni che abbiamo addosso. scn1,11tener conto che c'è una 1rasfom1azionc della cuhura che inve SIC IUIIOil mondo, e lo allarga. In campo 1catralc questo vuol dire cominciare a parlare d"un tca1ro europeo. al• larga~ il diSCOl"$0dal teatro i1aliano... CIIIAROMONTE. 11 1ca1ro i1aliano non esiste EDUARDO. Come, \..,;cola, scui.a: io non esis10? CHIAROMONTE. Il ceatro moderno Haliano in quan10 1alc, non esiste. Voglio dire in quanio 1:.titu10 scriamen1e fondato. lnsis10. e vorrci che Eduardo mi capisse bene. il lcatro i1aliano moderno ha da esM:re rondato. E la ragione principale di IUIIO questo è proprio quella ac• cennata prinrn d& Eduardo; i filoni del 1catro m1di1-ionalc sono stali smarrui. Ma da questa mcss11a punlO volevo passare a quella che si potrebbe chiamare una proposta concrcla anche se dcs1inata a re~tare utopistica allo s1a10 auualc delle cose. Credo che lo Stato abbia speso in questi ultimi anni vari miliardi per il teatro. Ora con i miliar• di si po1cva fare non solo una scuola d'arte dramma1ica. ma un 1catro. I.a prima cosa che ci mane.a è un tca1ro nazionale seriamente fondato e sostenuto. Non dico di non aiu1an:: anche gli altri: che vengano pure aiutati, ma sulla base d'una seria concorrenza e giudicati non da funztOnari di ministero ma da loro pari. Ossia, po~sibilmen1c. da ar1is1i e. mc lo permetta
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