Controcorrente - anno XXI - n. 44 - inverno 1965

Italiana, come poteva Ercoli appoggiare una politica che avrebbe inevitabilmente portato il comunismo tedesco, anzi europeo alla catastrofe? Gli amici a Mosca ci informarono che Ercoli si comportava così, pur ad occhi aperti e conscio del disastro al quale il Comintern andava incontro, ma che egli era completamente succube di Stalin e che non avrebbe nè detto nè fatto nulla che avesse anche minimamente indebolito la propria posizione nella gerarchia del Comintern. (Sott. nostra). Agli occhi nostri, quindi, Ercoli fu uno dei principali responsabili dell'effettiva capitolazione e della totale sconfitta del comunismo e dell'intero movimento operaio tedesco nel 1933". (Sott. nostra). Portandosi ai tragici eventi di Spagna, il Deutcher, dopo aver detto come "tutte le mosse tattiche di Ercoli e naturalmente di Stalin, erano dirette a tener sospesa indefinitivamente la sinistra spagnola tra la vittoria e la sconfitta, poichè dal punto di vista di Stalin una vittoria era, per dir poco, almeno altrettanto indesiderabile quanto una sconfitta"; lo scrittore rileva come questo apportò ai conflitti sanguinosi con la semi trotskista (POUM), gli anarco-sindacalisti e le Brigate Internazionali. Deutcher cosi continua la ferrea requisitoria: "Pur aiutando, entro certi limiti, la Spagna repubblicana contro Franco, Stalin le mosse una s·ua ppropria guerra politica e psicologica; ed Ercoli non disdegnò di agire come esecutore della vol:ontà di Stalin sul posto. Questo fu anche il periodo delle grandi epurazioni nell'URSS e dei processi di Mosca, e la GPU estese la sua inquisizione fino alla Spagna e alla Catalogna. Ercoli non fu personalmente uno degli inquisitori, ma fu l'ispiratore di quella politica. D'altra parte, mentre la maggior parte degli uoniini inviati in Spagna per procedere alla epurazione furono a loro volta epurati appena tornati a Mosca, Togliatti-Ercoli fu uno dei pochissimi epuratori sopravvissuti". (Sott. nostra) Su la sua tomba si addicerebbe l'epitaffio: ASSASSINO' LA RIVOLUZIONE SPAGNOLA E GRONDA DEL SANGUE GENEROSO DI QUEL POPOLO FU DI STALIN COMPLICE IN ASSASSINI E' MORTO IN LE'ITO * * * Panorama europeo - A Mosca .. Mosca ci cova La inattesa repentina defenestrazione di Nikita Krusciov ci ha colti tutti a piedi nudi. Ora che il pallone krusceviano •sarà sgonfiato, come Krusciov sgonfiò il mito staliniano, ne sentiremo delle belle. Certo che per i fedeli delle varie deità della chiesa bolscevica sarà una pillola troppo grossa ad Ingoiare. Son già rientrate In scena le vecchie accuse sul "culto della personalità", abuso di poteri, nepotismo, e via. Ma da quando dittatori e dittatorelli, altri uomini infinitesimalmente piccini che sanno essere prepotenti fino a divenire quasi padroni di partiti e gruppetti di sinistra, non hanno cercato di creare intorno a se stessi un'aureola di santità che loro accodasse uno sciame di ciechi e servili adulatori? Se ne potrebbero nominare a dozzine. Questi "colpi di Stato" alla russa hanno una caratteristica tutta propria. Non sono originati nè seguiti da proteste o sommosse popolari. Il popolo è stato "educato" a tacere con argomenti molto persuasivi che possono variare dall'incarcerazione alla deportazione al Circolo Artico, a una pallottola nella nuca. In tempi non troppo lontani nel passato si tenevan d'occhio gli Staterelli balcanici che con le loro esplosioni politiche facevano trabollire la pentola europea. L'America latina non ha ancora cessato di distinguersi con i suoi "colpi di mano". Questi "colpi", tenuti o no a balia da interessi statunitensi o da altri di natura indigena, han man tenuto e tengono quei paesi in stato di miseria e soggiogazione politica-economica. Certi paesi asiatici "liberati" dall'imperialismo capitalista, non trovan pace a causa delle domande avanzate dal nuovo imperialismo di Mao Tse-Tung e di Sukarno. I popoli africani "liberati" si guardano in cagnesco. e se non per i buoni uffici delle Nazioni Unite, chi sa cosa ne sarebbe del continente nero. Vi son troppi Nasser ansiosi di sostituire il loro all'imperialismo messo alla porta. Ritornando ai Balcani, non è un segreto che quest'area è da tempo nuovamente in fermento. Non nel senso d'altri tempi. L'area è considerevolmente più vasta di quanto lo era ai giorni della prima guerra mondiale. Essa comprende oggi tutti I paesi detti "comunisti" che si estendono dal mar Baltico al mar della Marmora, all'Adriatico. Sono questi i paesi che si agitano, Insofferenti della dominazione russa, ma impotenti alla rivolta in omaggio alla schiacciante preponderanza del militarismo dello Stato sovietico. Intanto tra l'alternarsi di fantastici voli nello spazio e le ristrettezze economiche che avvincono le popolazioni russe e del paesi soggetti, i "COLPI DI MANO" o "OOLPI DI STATO" si ripetono, non nella vecchia frequenza balcanica o stile della America latina, ma pur tuttavia senza un apparente logico o coordinato passaggio di potere da un gruppo all'altro, da uno a un altro uomo "forte". Il possente dittatore di oggi è ridotto con un cenno alla più insignificante nullità di domani. E' la legge della giungla, vigente nel regime che più ,parla di "democrazia e libertà". Krusciov Inceneri la carcassa di Stalin, di Berla fece scomparire le tracce, mentre Malankov, Molotov e Zukov relegò nelCONTROCORRENTE --, Winter 1965 7

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